Colazione americana, il nostro menù tra dolce e salato

Colazione americana

I principi nutritivi della classica colazione americana

Se amate viaggiare, e avete soggiornato in qualche albergo estero, avrete avuto sicuramente un assaggio della colazione americana, presentata però come “colazione internazionale”. In realtà l’american breakfast è ancora più particolare, più specifica, più ricca di piatti tipici della versione edulcorata che potete apprezzare nelle strutture di ricezione. Ciò non significa, però, che non possiate preparare una perfetta colazione americana direttamente a casa, in assoluta autonomia. I procedimenti, infatti, non sono mai così complicati e in ogni caso gli ingredienti sono facilmente reperibili.

Questo articolo, che è poi il sunto di un’intera rubrica, nasce proprio con questo intento, ossia consentirvi di preparare un’american breakfast come si deve, che rispetti principi e approcci gastronomici tipici della tradizione a stelle e strisce. Il menù che vi presento oggi è “strong”, almeno secondo gli standard mediterranei. Sono presenti molte portate dolci, ma anche pietanze salate. Abbondano i carboidrati, certo, ma anche e soprattutto le proteine. Perché la colazione americana è proprio questo, ossia il pasto più sostanzioso della giornata con un carico di nutrienti che vi permette di affrontare al meglio la fatica del lavoro, con il massimo delle vostre forze.

Lo ammetto, qua e là mi sono riservata qualche margine di discrezione. Di alcune pietanze, più che la versione originale propongo una variante, molto spesso a tutto vantaggio degli intolleranti al glutine e al lattosio. Buona parte del menù, infatti, è completamente gluten-free e lactose-free. Infine, un consiglio: preparare la colazione mediterranea è un gioco da ragazzi, ci si mette poco tempo. Non è così per quella americana, in quanto alcune pietanze prevedono una preparazione abbastanza lunga. Dunque, iniziate prima con la parte dolce, che richiede quasi sempre un passaggio al forno.

Come preparare una colazione americana, alcuni suggerimenti per il dolce

cookies americaniDa dove partire? Il menù prevede molte portate dolci! Io direi di iniziare dai cookies americani, un classico della pasticceria made in USA. Si caratterizzano per l’aspetto friabile, merito di un impasto volutamente abbozzato, valorizzato dalla presenza di piccole e gustosissime gocce di cioccolato fondente. Per questa ricetta consiglio la farina di riso, che è senza glutine e vanta un gusto delicato. Le capacità panificatorie di questa farina sono buone ma non eccellenti, dunque vi servirà comunque della fecola di patate.

In una colazione americana non può mancare la mitica Apple Pie, conosciuta da molti come “torta di Nonna Papera”. Apple pieLa ricetta è molto semplice, dal momento che si tratta di creare un delizioso ripieno di mele da porre all’interno della pasta brisée. L’unico elemento di difficoltà riguarda il “confezionamento”, infatti per ricreare il caratteristico aspetto della Apple Pie dovrete prendere qualche accorgimento e metterci un po’ di impegno.

Ciambelle, pancakes e cornbread per una colazione perfetta

Ciambelle dolci di patatePer la parte dolce propongono anche delle ciambelle speciali, le ciambelle dolci di patate. Sono più corpose di quelle che siamo abituati a gustare a colazione, proprio perché contengono il tubero. Vi consiglio di utilizzare patate dalla pasta molle e dalla consistenza farinosa, in quanto capaci di legarsi meglio all’impasto. Nello specifico, consiglio le patate rosse di Colfiorito (una località di Foligno). Dunque, se avete la possibilità di acquistarle, utilizzate questo tipo di patate.

Nella colazione americana non possono mancare nemmeno i pancakes. Nella versione originale vengono conditi conPancakes al cioccolato e kumquat lo sciroppo d’acero, ma in questo caso vi propongo una variante al kumquat caramellato, un agrume cinese dall’aspetto e dal gusto davvero caratteristici. Inoltre, la mia variante impone l’utilizzo della farina integrale di riso, in sostituzione della farina di grano classica (che contiene glutine).

Cornbread al mieleUn’altra ricetta tipica, che merita di rientrare nel menù di una perfetta colazione americana, è il cornbread al miele. Si tratta di una torta molto morbida, tagliata e servita a quadrettoni, realizzata con il miele per renderla più soffice e gustosa. In questo caso, propongono alcune variazioni sul tema: la farina di mais al posto della farina di grano, e lo yogurt bianco delattosato in sostituzione dello yogurt bianco “normale”. In questo modo il cornbread può essere gustato sia dagli intolleranti al glutine sia dagli intolleranti al lattosio!

Le portate salate di una tipica colazione americana

Uova alla Benedict

Per quanto riguarda la parte salata, ci sarebbe solo l’imbarazzo della scelta. Tuttavia, ho optato solo per due ricette. La prima comprende comunque tutti gli ingredienti salati tipici della colazione americana: uova e bacon. Mi riferisco alla ricetta delle uova alla Benedict.  Le uova vengono bollite intere, sistemate su del pane imburrato e tostato, infine accompagnate con della salsa olandese (una specie di maionese) e delle strisce di bacon.

bagel gluten freePer chiudere, una ricetta che potrebbe fungere da accompagnamento, ma che può essere benissimo consumata anche in solitaria. Si tratta del bagel, un tipo di pane molto saporito originario della cucina ebraica e polacca, ma entrato a pieno titolo nella gastronomia americana. La sua particolarità consiste in una fase di precottura realizzata in acqua bollente. Ovviamente, propongo una versione gluten-free, realizzata con un mix di farine senza glutine e con della farina di riso (da mettere sulle mani in fase di impasto). Ora non mi resta che auguravi una buona colazione!

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Nota per l’intolleranza al nichel

Cosa s’intende per reattività al nichel e quali sono i sintomi correlati

Una delle condizioni cliniche sempre più comuni è proprio quella della reattività al nichel. Quest’ultima è stata riscontrata in molti soggetti, anche in Italia, e si riconosce grazie alle reazioni sistemiche e da contatto che la condizione può scaturire all’interno dell'organismo o sull’epidermide. L’elemento chimico in questione è contenuto in numerosi alimenti e oggetti che usiamo nella nostra quotidianità. Pertanto, non è facile starne alla larga e i sintomi correlati, alla sua assunzione o al contatto con esso, non possono essere sottovalutati. Nello specifico, la reattività al nichel non mostra segnali immediati, ma bensì ritardati. Infatti, dopo il consumo frequente di alimenti che lo contengono, la percentuale di questo metallo aumenta all’interno del corpo, provocando un’infiammazione che, però, può essere evitata grazie a una dieta a rotazione. I sintomi non sono uguali per tutti, ma solitamente si concretizzano in dermatiti (anche da contatto, dovuti ad esempio all’uso di accessori di bigiotteria), arrossamenti, pruriti cutanei ed eczema. Fino a poco tempo fa, si pensava che la sintomatologia riguardasse solo l’epidermide. Tuttavia, dopo recenti studi, si parla anche di Sindrome da Reazione Sistemica al Nichel (SNAS, Systemic Nickel Allergic Syndrome), che comprende tutti quei problemi sistemici che colpiscono l’apparato respiratorio e tanti altri organi.

Il trattamento da non sottovalutare

L’elemento di cui parliamo non è di per sé un veleno o un metallo nocivo, ma il corpo di coloro che soffrono di reattività al nichel lo percepisce come tale. Pertanto, come accennato, l’infiammazione da cibo può essere evitata grazie a una dieta a rotazione - elaborata successivamente alla diagnosi - che consiste nell’esclusione degli alimenti “colpevoli” solamente per alcuni giorni alla settimana, seguita dalla loro reintroduzione nei giorni successivi. Generalmente, si agisce evitando i cibi che contengono questo metallo in dosi più elevate. Tra questi troviamo i prodotti industriali preparati con grassi vegetali idrogenati e non (all’interno di essi è presente una notevole percentuale di solfato di nichel) e alcuni cereali, in particolare avena e mais. Anche grano saraceno, riso, frumento e miglio sono da tenere d’occhio quando si tratta di reattività al nichel. Infatti, contengono quest’ultimo in quantità inferiore e non preoccupante, ma la farina da essi ricavata può includerne dosi variabili e molte volte superiori a quelle consentite. È necessario prestare una maggiore attenzione a vegetali come asparagi, lenticchie, funghi, spinaci, pomodoro, pere, kiwi, frutta secca e semi oleosi (come ad esempio arachidi, mandorle e nocciole), ma anche al cioccolato. Il pesce e la carne in scatola possono essere consumati solamente nei giorni liberi dalle restrizioni dietetiche. In generale, per chi convive con la reattività al nichel, è utile ricordare che un alimento non è nocivo solo perché contiene questo metallo: lo diventa perché ne contiene troppo e perché si combina con altre sostanze che scatenano la reazione dell’organismo (es. grassi idrogenati usati nella produzione industriale).

Nota per celiaci o sensibili al glutine

Controllate sempre che gli ingredienti che adoperate per la preparazione delle vostre ricette siano adatti ai celiaci e alle persone sensibili al glutine. Verificatene la spiga sbarrata, la presenza sul Prontuario dell’AIC o le indicazioni sull’etichetta del produttore.

Nota per gli intolleranti al lattosio

Dalla nota ministeriale: E’ stata eliminata la dicitura “delattosato”, in quanto precedentemente associata alla dicitura “dietetico”. Si potrà usare al suo posto la dicitura senza lattosio per i prodotti lattiero caseari e per il latte con contenuto di lattosio inferiore a 0,1 g per 100 g o ml


03-06-2020
Scritto da: Tiziana Colombo
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