Pesto di barbabietole, un pesto davvero alternativo

pesto di barbabietole

Perché il pesto di barbabietole è speciale?

Il pesto di barbabietole è un’alternativa da prendere in considerazione al normale pesto di basilico. Sia chiaro, non è completamente diverso dal pesto cui siamo abituati. Presenta infatti solo poche differenze, ma che incidono in maniera determinante sul sapore, sull’aspetto, sulle caratteristiche nutrizionali e persino sulla texture. Ovviamente, l’impiego è il medesimo del pesto di basilico, per esempio può essere utilizzato come condimento della pasta, o anche per fare delle lasagne, farcire cannelloni, tortellini etc.

Ad ogni modo, le differenze principali con il pesto tradizionale sono due. La prima consiste nella presenza dei pinoli di cedro anziché dei pinoli “di pigna”. Dei pinoli di cedro parlerò in un prossimo paragrafo, ma intanto sappiate che il loro sapore emerge chiaramente a fine preparazione, nonostante la presenza di tutti gli altri ingredienti. La seconda differenza risiede nella presenza della barbabietola che non sostituisce bensì integra quella del basilico. Insomma, anche nel pesto di barbabietole è presente il basilico.

E’ difficile realizzare il pesto di barbabietole? Il nome potrebbe suggerire una preparazione sui generis, e per questo motivo complicata. Tuttavia, come abbiamo visto, le differenze rispetto al pesto tradizionale sono poche, per quanto capaci di incidere profondamente sul risultato finale. Insomma, non ci sono grandi differenze, in termini di difficoltà, tra il presto tradizionale e il pesto di barbabietole. Si tratta di frullare gli ingredienti, ovviamente previo trattamento “in separata sede”, dove necessario; le barbabietole, infatti, vanno lessate prima di essere passate al mixer.

Le peculiarità nutrizionali dei pinoli di cedro

I pinoli di cedro sostituiscono i pinoli di pigna in questo speciale pesto di barbabietole. Cosa cambia? Beh, innanzitutto il gusto. I pinoli di cedro si caratterizzano per un sapore ben diverso dalla controparte “normale” (ovvero quella più consumata in Italia), decisamente più intenso ma anche parecchio aromatico. Gode della stessa potenza organolettica di una spezia. A differenza dei pinoli normali, che nel classico pesto alla genovese emergono in sottotraccia, l’aroma dei pinoli di cedro permea il pesto di barbabietole senza però coprire gli altri sapori. Ovviamente, il gusto non è l’unico tratto distintivo di questo ingrediente.

pesto di barbabietole

I pinoli di cedro si caratterizzano per esempio per la presenza di una certa quantità di grassi “buoni”, ovvero in grado di fare del bene all’organismo. Il riferimento è in particolare agli acidi grassi omega sei, che contribuiscono a tenere sotto controllo i livelli di colesterolo nel sangue. Inoltre, caratteristica piuttosto rara per la frutta secca, i pinoli di cedro contengono molte proteine, oltre che una quantità significativa di fibre. Eccellente è anche l’apporto di vitamine, e in particolare la E, la PP e quelle del gruppo B. Stesso discorso per i sali minerali, con esplicito riferimento al calcio, al fosforo, al magnesio, al ferro, allo zinco e soprattutto al potassio.

Parmigiano reggiano, un classico intramontabile

Un ingrediente che non può mancare in alcun pesto, a prescindere dalla variante, è il parmigiano reggiano. Il pesto di barbabietole, ovviamente, non fa eccezione. Quale tipo di parmigiano privilegiare? Una domanda lecita, d’altronde la stagionatura ne modifica la consistenza e in parte il sapore. Il consiglio è di optare per stagionature molto lunghe, in quanto sono più facili da grattugiare e quindi si amalgamano meglio con gli altri ingredienti. Ovviamente, vanno “abbastanza” bene anche le altre stagionature. Se avete un problema con il lattosio, ovvero siete intolleranti a questa sostanza, non avete nulla da temere: nessuna delle varianti la contiene.

Tutte le varianti, poi, vantano grossomodo le stesse caratteristiche nutrizionali. Per esempio, sono una straordinaria fonte di calcio, forse la fonte più pura e abbondante di questo minerale. Stesso discorso per le proteine, che superano – e di gran lunga – quelle presenti nella carne. Il parmigiano reggiano, poi, è un toccasana per il sistema immunitario. Il riferimento è alla varietà e quantità di vitamine, e in particolare di quelle del gruppo B. Ovviamente, nemmeno del parmigiano reggiano è permesso abusarne, anche perché l’apporto calorico è significativo. Tuttavia, si caratterizza anche per un buon indice di sazietà.

Ecco la ricetta del pesto di barbabietole:

Ingredienti:

  • 300 gr. di barbabietole;
  • 25 gr. di pinoli di cedro;
  • 40 gr. di parmigiano reggiano 36 mesi;
  • 1 spicchio di aglio;
  • 6 foglie di basilico;
  • q. b. di olio extravergine d’oliva;
  • q. b. di sale e di pepe.

Preparazione:

Lavate accuratamente le barbabietole, poi riducetele a piccoli pezzi. Cuocete le barbabietole a vapore fino a quando non si saranno completamente ammorbidite. Fate raffreddare e solo allora rimuovete la buccia. Ora prendete il mixer e mettete nel bicchiere tutti gli ingredienti, a cominciare dalle barbabietole, poi aggiungete l’aglio, i pinoli e le foglie di basilico. Unite poi anche un po’ di sale, pepe, quattro cucchiai di parmigiano reggiano grattugiato e un po’ di olio extravergine d’oliva. Continuate a frullare fino a quando il pesto non sarà diventato cremoso e morbido. A questo punto il pesto è pronto per essere consumato. Potete utilizzarlo come qualsiasi altro pesto, magari per condire la pasta e realizzare così un primo diverso dal solito.

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Nota per celiaci o sensibili al glutine

Controllate sempre che gli ingredienti che adoperate per la preparazione delle vostre ricette siano adatti ai celiaci e alle persone sensibili al glutine. Verificatene la spiga sbarrata, la presenza sul Prontuario dell’AIC o le indicazioni sull’etichetta del produttore.

Nota per gli intolleranti al lattosio

Dalla nota ministeriale: E’ stata eliminata la dicitura “delattosato”, in quanto precedentemente associata alla dicitura “dietetico”. Si potrà usare al suo posto la dicitura senza lattosio per i prodotti lattiero caseari e per il latte con contenuto di lattosio inferiore a 0,1 g per 100 g o ml


18-04-2020
Scritto da: Tiziana Colombo
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