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Plastica in cucina, riduciamola per salvare il pianeta!

Plastica in cucina
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La plastica è un problema di tutti

Plastica in cucina, riduciamola per salvare il pianeta!. Viviamo in un’epoca di molteplici contraddizioni, dove da un lato le coscienze sembrano sempre più sensibili alle tematiche ambientali e dall’altro in molti ancora continuano ad ignorare completamente il proprio impatto sul pianeta.

Comunque la si pensi, resta un dato oggettivo che le società moderne e capitalistiche producano quantità inimmaginabili di plastica e rifiuti le cui dimensioni sono tali da non poter ignorare oltre il problema del loro smaltimento.

I mari, i fiumi e gli oceani contaminati da enormi quantità di plastica sono la testimonianza più lampante di quanto questi rifiuti stiano letteralmente prendendo il sopravvento, uccidendo moltissime specie animali e deturpando milioni di km quadrati, anche in zone naturali meravigliose. Purtroppo la stragrande maggioranza di questi rifiuti plastici ancora non viene riciclata e, non essendo biodegradabile, impiega centinaia di anni per consumarsi.

Su questo blog, lo sapete, ci occupiamo di alimentazione, intolleranze alimentari ed argomenti che possono essere connessi alla salute ed agli stili di vita, ebbene, riteniamo doveroso soffermarci su quanto sia fondamentale ridurre l’uso della plastica nel nostro quotidiano.

In particolare, ci concentreremo sulla cucina e su qualche consiglio pratico per utilizzare sempre meno plastica, nella viva consapevolezza che anche il contributo dei singoli possa cambiare le cose.

Certo, saranno importanti le scelte dei capi di Stato nell’immediato e nei prossimi decenni, le direzioni intraprese dalle aziende multinazionali, ecc. Ma chiunque, nel proprio piccolo, può sensibilizzare sé stesso e chi gli sta attorno, facendo la differenza.

Il cambiamento comincia da oggi e deve partire da noi!

Per convincervi dell’importanza di consumare meno plastica nel nostro quotidiano, più di qualsiasi stima o media numerica, riteniamo possa essere efficace un piccolo esperimento pratico. Provate a non gettare per una settimana tutto ciò che usate di plastica e a metterlo da parte.

Stoviglie, piatti, bicchieri, buste, contenitori, involucri per il cibo, bottiglie, involucri per oggettistica, contenitori dei detersivi, ecc. Vi renderete presto conto che, senza farci caso, le quantità di plastica maneggiate nel quotidiano sono enormi.

Non possiamo più essere egoisti ed ignorare l’impatto enorme che le nostre scelte hanno sull’ambiente e sulla società. Ma cosa possiamo fare per liberarci da questa schiavitù della plastica? Il cambiamento è semplice e passa per alcune basilari accortezze che ognuno di noi dovrebbe avere.

Primo passo, addio buste di plastica usa e getta! Procuratevi un paio di shopper in cotone (ve ne sono di bellissime in commercio, che richiuse occupano pochissimo spazio!) e tenetele sempre in borsa, pronte per i vostri acquisti.

Plastica in cucina

Lasciatene anche un paio nell’auto, così che ne abbiate sempre una quantità sufficiente. Potrete usare e riutilizzare le stesse buste praticamente per sempre o al massimo cambiarle dopo anni di onorato servizio, risparmiando al pianeta decine e decine di buste in plastica superflue! Per l’acquisto di frutta e verdura potrete usare buste biodegradabili oppure reti o buste di cotone, riutilizzabili.

Secondo passo indispensabile, sostituite tutte le bottiglie in plastica con quelle in vetro. Persino i biberon possono essere in vetro e, potete stare sereni, è un vetro molto resistente e non mette di certo in pericolo i bambini. Il vetro è per altro igienico, riciclabile e riutilizzabile in molteplici modi.

Prenderci cura dell’ambiente vuol dire aver cura di noi stessi

Spesso non ci si rende conto che avere delle accortezze ambientali non vuol dire solo dimostrare civiltà ed intelligenza, bensì prendersi attivamente cura di noi stessi e della salute dei nostri figli. Solo lasciando loro un pianeta vivibile e pulito potremo assicurarci una parte significativa del loro benessere. Lo sapete che in media ogni persona consuma circa 300 spazzolini in plastica per lavarsi i denti nell’arco della propria vita?

Moltiplicate questo numero per quante persone sono presenti sul pianeta e fatevi un’idea. L’alternativa è acquistare fin da subito spazzolini riciclabili e biologici al bambù e fibre naturali. Oppure, se preferite quelli in plastica, assicuratevi che abbiano testine sostituibili così da poter conservare più a lungo la base. Ovviamente, non possiamo trascurare l’importanza di evitare posate, piatti, bicchieri e tovaglioli usa e getta in plastica.

Se proprio non si ha tempo e volontà di tornare ai metodi tradizionali, per l’usa e getta si abbia quanto meno la volontà di scegliere prodotti riciclati, ecosostenibili, compostabili come quelle in bambù. Con la stessa logica, pensiamo a forchettine da aperitivo e cannucce.

Occorre prediligere prodotti lavabili e riutilizzabili più di una volta. Moltissimo dipende dalle scelte che facciamo per i nostri acquisti, ad esempio, gli alimenti surgelati e confezionati sono sempre ricchi di imballaggi in plastica.

Prediligete prodotti freschi oppure recatevi nei negozi specializzati che vi consentono di acquistare surgelati sfusi e nelle quantità desiderate. Per il detersivo da piatti, indispensabile in cucina, servitevi alla spina!

E fate lo stesso per tutti i detersivi casalinghi di cui avete necessità. Economizzerete con questa scelta le spese di casa ed eviterete inutili sprechi, riutilizzando lo stesso contenitore più volte.

Quando acquistate frutta e verdura, prendete sempre sfusi e mai in confezioni di plastica ed imballaggi superflui. Già introducendo, semplicemente, queste abitudini nelle nostre routine quotidiane, faremo la nostra parte e non sarà di poco valore.

20-01-2020
Scritto da: NonnaPaperina
Categorie: Guide | Scuola di cucina
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