Chutney di barbabietole, una variante del piatto indiano

Chutney di barbabietole

Cos’è il chutney di barbabietole e come si consuma

La chutney di barbabietole è una rivisitazione di un classico piatto indiano. Con il termine chutney, infatti, si indica una famiglia di salse realizzate con le spezie, le quali fungono da accompagnamento per primi e secondi, per pietanze a base di riso, carne e pesce. La ricetta di oggi può essere definitiva una “rivisitazione” in quanto viene impiegata la barbabietola, alimento che in genere non viene integrato nelle classiche chutney. La presenza della barbabietola ha comunque una sua ragion d’essere, in quanto rende più corposa la preparazione, sempre in una prospettiva di equilibrio tra i sapori, e in particolare di equilibrio con l’azione aromatica delle spezie.

La barbabietola, poi, per quanto nell’immaginario collettivo sia considerata un alimento povero, merita un certo apprezzamento. E’ infatti salutare e apporta alcuni benefici per l’organismo. Il riferimento è all’apporto di vitamine, e in particolare di quelle del gruppo B. Stesso discorso per i sali minerali, come potassio, sodio, calcio, ferro e fosforo. La barbabietola, poi, contiene alcuni antiossidanti, i quali contrastano l’effetto dei radicali liberi e contribuiscono alla salute dell’apparato cardiocircolatorio. Tra i benefici della barbabietola spicca, poi, la capacità di attenuare gli effetti dell’ipertensione e dell’anemia.

I benefici nutrizionali dei chiodi di garofano

Non esiste chutney senza spezie, e la chutney di barbabietole non fa eccezione. Tra le spezie impiegate per questa preparazione figurano i chiodi di garofano. Essi sono il frutto dell’essiccazione dei boccioli ancora chiusi. Come buona parte delle spezie, vantano caratteristiche che sfociano nell’ambito terapeutico. Il merito è in particolare dei flavonoidi, che impattano in maniera positiva sull’apparato cardiocircolatorio e aiutano a prevenire le malattie cardiache. Dei chiodi di garofano si apprezzano in particolare le proprietà analgesiche, conosciute fin dall’antichità, a tal punto che i chiodi di garofano sono stati considerati per molto tempo non solo un alimento, ma anche un farmaco.

Chutney di barbabietole

Gli usi dei chiodi di garofano sono molteplici. Vengono per esempio utilizzati anche al fine di conservare gli alimenti, dunque inseriti all’interno delle conserve. Il merito va alla presenza degli antiossidanti, che appunto rallentano il processo di ossidazione della materia organica. I chiodi di garofano agiscono anche in funzione depurativa, soprattutto se consumati sotto forma di infuso. L’impiego dei chiodi di garofano nella ricetta del chutney di barbabietole è piuttosto intuitivo. Vengono messi a “bollire” insieme agli altri ingredienti, per poi essere rimossi una volta che il procedimento è giunto a termine. Il loro scopo, infatti, è semplicemente quello di aromatizzare, ma non vanno consumati.

Un focus sul pepe di Timut

Il pepe di Timut è un alimento con funzione di spezia dal carattere marcatamente esotico che si sta diffondendo anche in Italia. In realtà, non si tratta di un pepe, bensì di una bacca. Anzi, nello specifico della buccia della bacca di Timut, essiccata e tritata. Viene chiamata “pepe” in quanto ne ricorda un po’ l’aspetto, oltre che per il suo potere aromatico. Il pepe di Timut conferisce un tocco esotico alla chutney di barbabietole, oltre a caratterizzarne il sapore. A esso viene riservato il trattamento delle altre spezie: viene fatto bollire insieme alle spezie, per un paio d’ore.

Il pepe di Timut ha un sapore particolare, che si differenzia nettamente dalle altre tipologie di pepe (anche perché da un punto di vista biologico appartiene a tutt’altra specie). Se il pepe tradizionale, nero o bianco che sia, ha un sapore pungente e forte, il pepe di Timut si caratterizza per un sapore agrumato, certo acidulo ma anche delicato. Il pepe di Timut viene ampiamente utilizzato per le preparazione che vedono come protagonista la frutta, quindi per le preparazioni dolciarie. In realtà, può essere impiegato con successo anche per i piatti salati, in quanto fautore di un approccio che vira maggiormente sull’agrodolce. Sicuramente è in grado di valorizzare la barbabietola, e di dare vita a un chutney diverso dal solito ma gradevole.

Ecco la ricetta del chutney di barbabietole:

Ingredienti:

  • ½ kg di barbabietole;
  • 4 cipolle;
  • 200 gr. di zucchero di canna finissimo;
  • 200 ml. di aceto di vino bianco;
  • 1 cucchiaino di semi di coriandolo, semi di senape e pepe di Timut;
  • qualche chiodo di garofano;
  • un pizzico di sale fino.

Preparazione:

Per la preparazione del chutney di barbabietole iniziate sterilizzando i vasetti e i tappi. Lavate con attenzione la barbabietola ed eliminate sia le estremità che la buccia esterna, poi riducetela a dadini. Rimuovete l’estremità e la buccia anche dalle cipolle e tagliatele finemente. Versate tutto in una pentola capiente con l’aceto di vino bianco, lo zucchero, il sale e le spezie (compresi i chiodi di garofano). Portate ad ebollizione e continuate a cuocere per due ore circa, in questo modo la barbabietola sarà ben cotta e assorbirà gli aromi delle spezie. Rimuovete i chiodi di garofano e versate il composto nei vasetti, sigillateli per bene e lasciateli raffreddare capovolti. A questo punto mettete il chutney in un posto fresco e asciutto, potrete consumarlo dopo un mese.

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Nota per celiaci o sensibili al glutine

Nota per celiaci o sensibili al glutine Controllate sempre che gli ingredienti che adoperate per la preparazione delle vostre ricette senza glutine. Devono essere adatti ai celiaci e agli intolleranti al glutine, percui, verificatene la spiga sbarrata, la presenza sul Prontuario dell’AIC o le indicazioni sull’etichetta del produttore.

Nota per gli intolleranti al lattosio

Nota per gli intolleranti al lattosio Dalla nota ministeriale: E' stata eliminata la dicitura “delattosato”, in quanto precedentemente associata alla dicitura “dietetico”. Si potrà usare al suo posto la dicitura senza lattosio per i prodotti lattiero caseari e per il latte con contenuto di lattosio inferiore a 0,1 g per 100 g o ml


26-01-2020
Scritto da: Tiziana Colombo
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