Soffri di intolleranza genetica al lattosio? Scoprilo

intolleranza genetica al lattosio
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Che cos’è l’ intolleranza genetica al lattosio

Soffri di intolleranza genetica al lattosio ? Ecco il test per scoprirlo. L’intolleranza al lattosio è un problema molto comune. Secondo alcuni studi scientifici, in Italia soffre di questa condizione circa il 50% della popolazione. Tale percentuale è ben distribuita tra donne e uomini, dunque non si segnala una incidenza più o meno significativa in base al sesso.

Ma cos’è l’intolleranza al lattosio? Grosso modo, vista l’elevata incidenza di questa condizione, tutti sanno a cosa si riferisce con questo termine. Nello specifico, consiste nel cattivo assorbimento del lattosio, zucchero presente ovviamente nel latte, ma anche in tutti i derivati. Tale intolleranza è causata dall’assenza della lattasi, enzima presente in grandi quantità in tutti i bambini, ma che alcuni adulti non riescono a produrre.

Una curiosità relativa all’intolleranza al lattosio riguarda l’evoluzione dell’Homo Sapiens. Infatti, fino a pochi millenni fa, tutti gli uomini erano naturalmente intolleranti al lattosio, proprio come i mammiferi di ogni genere e specie. Durante il primo neolitico è comparsa una mutazione genetica, poi diffusasi soprattutto in Europa, Medio Oriente e Africa, che determinava la produzione dell’enzima lattasi anche in età adulta. Una mutazione che ha avuto successo, anche se parzialmente visto che il 40% della popolazione non riesce a digerire il lattosio.

test genetico lattosio

I sintomi dell’intolleranza

Chi soffre di intolleranza al lattosio conosce bene i sintomi di questa condizione. Essi riguardano il funzionamento dell’apparato digerente. I disturbi più frequenti sono i crampi addominali, la diarrea, il gonfiore addominale e la flatulenza. Molto frequenti sono anche la nausea e l’astenia.

Ovviamente, i sintomi non si manifestano allo stesso modo in tutte le persone affette da intolleranza. Anche perché l’intolleranza stessa può essere caratterizzata da livelli di gravità differenti. In linea di massima, però, sono sempre presenti la diarrea e i crampi addominali.

Una panoramica sull’intolleranza al lattosio

E’ bene dedicare questo spazio a un approfondimento sulla questione degli alimenti senza lattosio. E’ impossibile trattare il tema senza parlare dell’intolleranza al lattosio, che è abbastanza diffusa. L’AILI, l’Associazione Italiana Latto-Intolleranti stima un’incidenza vicina al 50%, sebbene in buona parte dei casi i sintomi siano così lievi da non indurre le persone a test più approfonditi o diagnosi. A differenza di altre intolleranze e di altre allergie alimentari, la sintomatologia legata al lattosio è quanto mai vasta e ampia. Si va dai semplici disagi gastrointestinali, come il banale meteorismo, ai disturbi più severi, come crampi allo stomaco e vomito; fino ad arrivare ai sintomi sistemici come spossatezza e debolezza.

Come funziona l’intolleranza al lattosio? Quali sono i meccanismi che la regolano? Per rispondere a queste domande è necessario sapere cosa si intende per lattosio. Di base, il lattosio è lo “zucchero” presente nel latte di tutti i mammiferi (eccetto nel leone marino). Di norma, il lattosio non può essere digerito direttamente, ma deve essere scisso in glucosio e galattosio, le sue componenti fondamentali. Per farlo il corpo chiama in causa l’enzima lattasi, particolarmente abbondante fino ai 3 anni di età. Ciò non stupisce, se si considera che l’alimentazione dei lattanti è formata quasi esclusivamente dal latte.

Alcune persone perdono l’enzima lattasi – in toto o in parte – abbastanza presto, o in età adulta. Ebbene, queste persone sono affette da intolleranza al lattosio, dunque quando assumono latte fanno fatica a smaltire il lattosio. L’apparato digerente scatena la flora intestinale nel tentativo di assorbire la sostanza, provocando infiammazioni e i sintomi che ho già elencato. Dal punto di vista meramente tecnico, si parla di intolleranza al lattosio, quando vi è un deficit di enzima lattasi superiore al 60%.

Alcuni recenti studi hanno capovolto la prospettiva, ossia l’intolleranza al lattosio non sarebbe di per sé una patologia, bensì l’effetto che l’essere umano ha sperimentato fino a qualche migliaio di anni fa’, ovvero fino all’avvento della pastorizia. Questi eventi hanno spinto la nostra specie a un adattamento evolutivo, privilegiando gli individui adulti che manifestavano alti livelli di lattasi, riuscendo quindi a utilizzare il latte animale come fonte di cibo. Proprio per questo si è registrata nel corso degli anni un’elevata incidenza degli intolleranti al lattosio, quindi, molto banalmente, l’adattamento evolutivo è ancora in corso.

Cosa fare se sospetti un’intolleranza al lattosio

In alcuni casi, i sintomi sono così importanti e immediati da non mettere in dubbio la condizione di intolleranza al lattosio. Alcuni, infatti, si sentono male poco dopo aver consumato alimenti che contengono il lattosio, magari inavvertitamente e in dosi minime. Per altri, lo “status di intollerante” è incerto. Anche perché i sintomi, specie se non evidenti e immediati, possono essere collegati a una semplice indigestione.

In questo caso, è bene puntare a una diagnosi scientifica. Insomma, è necessario sottoporsi a un test per l’intolleranza genetica al lattosio. Purtroppo, il Sistema Sanitario Nazionale non si occupa di questo genere di analisi, dunque il ricorso ai privati è obbligatorio. In genere, i test costano molto. Il prezzo, non a caso, è il fattore che più di ogni altro scoraggia coloro che sospettano un’intolleranza al lattosio. Non è un caso che molti scelgano di continuare a soffrire dei sintomi che abbiamo appena elencato.

So io come fare un test per l’ intolleranza genetica al lattosio

Per fortuna, conosco un centro che non solo è molto competente, ma inoltre esegue il test a un costo molto basso: Lifebrain. La procedura è automatizzata: riceverai due tamponi buccali direttamente a casa tua. Ti basterà seguire delle semplici istruzioni e attendere che il corriere venga a ritirarlo. Dopo circa 7-10 giorni lavorativi potrai verificare i risultati direttamente sul sito di Lifebrain, nella tua area riservata.

Cosa fare se il test segnala una reale intolleranza al lattosio? Semplice, rivolgersi a un nutrizionista che farà un’ananmesi corretta e saprà consigliare una dieta corretta e bilanciata. Sicuramente dovrai smettere di consumare alimenti che contengono il lattosio. Non ti preoccupare: si può vivere benissimo anche senza. Qui su NonnaPaperina.it trovi molte ricette, tutte squisite, adatte a chi soffre di intolleranza al lattosio.

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Nota per celiaci intolleranti al lattosio da leggere attentamente. Dalla nota ministeriale: senza lattosio. E' stata eliminata la dicitura “delattosato”, in quanto precedentemente associata alla dicitura “dietetico”. Si potrà usare al suo posto la dicitura senza lattosio per i prodotti lattiero caseari e per il latte con contenuto di lattosio inferiore a 0,1 g per 100 g o ml. Per tutti gli alimenti non contenenti ingredienti lattei l’indicazione “naturalmente privo di lattosio” deve risultare conforme alle condizioni previste dall’articolo 7 del regolamento (UE) 1169/2011. Noi scriviamo "consentita o consentito" per lasciare libero ogni utente di utilizzare il prodotto della marca che preferisce. Mi raccomando di leggere sempre le etichette Tutte le informazioni date negli articoli sono esclusivamente di carattere informativo. Non possono essere utilizzate per ipotizzare indagini cliniche e non sono suggerimenti per fare diagnosi o per la somministrazione di fitofarmaci, farmaci, piante o medicinali. Le informazioni che vengono date non sostituiscono ASSOLUTAMENTE il proprio medico o qualsivoglia specialista al quale vi consigliamo sempre di affidarvi. L’utilizzo e la somministrazione delle informazioni sono di esclusiva responsabilità del lettore.


11-10-2019
Scritto da:

Tiziana Colombo: per voi, Nonnapaperina

Tiziana Colombo: per voi, Nonnapaperina

Pochi sanno che mi chiamo Tiziana Colombo. Tutti, nel mondo del wewb, mi conoscono come Nonnapaperina. Questo spazio nato è per caso 2004 come una sorta di diario che utilizzavo per condividere una passione. Una passione messa a dura prova dalla diagnosi di intolleranza al nichel prima e al glutine e al lattosio poi: una diagnosi inaspettata che mi ha fatto patire mezza vita. La colpa era sempre lo stress. Mi sono sentita completamente persa e in rete le notizie non erano sempre di aiuto. Non mi sono scoraggiata e ho cercato di trovare una soluzione! Dare un’informazione corretta. Mi sono sentita per molto tempo un vero “Don Chisciotte”. Ora la situazione è migliorata ma abbiamo ancora molto lavoro da fare.

Ma da sola non potevo farcela! Cosi nel 2012 ho fondato l’Ass.Il Mondo delle Intolleranze APS, di cui sono il Presidente in carica. Ad oggi siamo diventati una realtà importante e un punto di riferimento per tantissime persone, chef, aziende e medici. Abbiamo un comitato scientifico formato da professionisti e un gruppo di lavoro attivo e dinamico. Ognuno di noi ha un suo ruolo e tutti gli aspetti vengono vagliati con cura. Vogliamo dare un’informazione corretta e responsabile e siamo a disposizione dei nostri utenti. Torna a pensare positivo e mangiare con gusto. Ti garantisco che è possibile.

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