Il goloso e fresco tiramisù all’ananas, un dessert che fa gola a tutti

tiramisù all’ananas

È tempo di feste o di riunioni di famiglia? Quello che ci vuole è un buon tiramisù all’ananas!

Domani è il mio compleanno e ho deciso di festeggiare oggi e in famiglia con un dolce che potessimo mangiare tutti e se anche voi siete alla ricerca di un dolce originale, gustoso e magari privo di glutine, lattosio e a basso contenuto di niche il tiramisù all’ananas è proprio quello che fa per voi! Avreste mai pensato di provare una simile ricetta? Forse sì, forse no… ma so per certo che appena si pensa al tiramisù, nella mente appaiono i ricordi del dolce tradizionale. Tuttavia, è bene ricordare che il mondo della pasticceria è pressoché infinito e pieno di possibilità.

Anche per quanto riguarda questo dessert, infatti, ci regala tantissime versioni fresche, golose e colorate. Probabilmente, con il passare del tempo, ce ne saranno tante altre! Una di queste è senz’altro quella del tiramisù con l’ananas. Con quel suo gusto particolare, questo frutto ci disseta e ci conquista, ci coinvolge e ci stravolge positivamente… Soprattutto quando troviamo nuovi modi di portarlo in tavola! Il dolce di oggi è una valida alternativa a tanti altri dessert, e vedrete che non lascerà insoddisfatti.

L’ananas: un alimento pieno di sorprese

Non si tratta solamente di gusto, e questo lo sapete. La verità è che abbiamo a che fare con un frutto sensazionale in particolare da un punto di vista nutrizionale. L’ananas si presenta infatti come una ricca fonte di carboidrati e zuccheri, ma anche di potassio, calcio, fosforo e vitamina C. Non contiene grassi ed è composto principalmente da acqua. Pertanto, anche grazie all’uso di una buona base senza glutine (con farina di teff), il nostro tiramisù all’ananas si rivelerà un dolce facilmente digeribile e più leggero di molti altri.

Questo frutto è dotato altresì di importanti proprietà depurative e disintossicanti. In più, contiene notevoli quantità di bromelina, una sostanza che promuove la corretta scissione delle proteine. Abbiamo inoltre a che fare con un alimento prezioso per l’apparato cardiovascolare: è carico di principi attivi in grado di ridurre l’eccessiva permeabilità dei capillari e la vasodilatazione. In pratica, il tiramisù con l’ananas è molto di più di quello che possiamo aspettarci… Promuove il benessere, senza mettere da parte il gusto!

tiramisù all’ananas

Tiramisù all’ananas: gli altri alimenti da non sottovalutare

Come anticipato, la preparazione di questo dessert prevede l’uso di una base senza glutine: digeribile e saziante, gustosa e nutriente! In questo caso, useremo i Pavesini al teff oppure dei savoiardi gluten-free. E poi? Per preparare un goloso tiramisù con l’ananas, non possiamo fare a meno di contare sulla cremosità del mascarpone, carico di proteine, minerali e vitamine. Questo vale persino nel caso in cui ne preferiate uno senza lattosio. E che dire delle uova?

Anche nel tiramisù all’ananas non possono mancare. Renderanno il nostro dessert ancor più proteico e saziante, aggiungendo ad esso un ulteriore apporto di micronutrienti, in particolare vitamina A, E e zinco. In poche parole, qui non stiamo parlando solamente di un dolce fantastico: persino a livello nutrizionale non vi deluderà. Quindi, diamoci da fare… Armatevi di pazienza, creatività e ingredienti di qualità, e vedrete che il risultato sarà più che strepitoso!

Ed ecco la ricetta del tiramisù all’ananas

Ingredienti:

  • 1 ananas
  • 350 gr. di biscottini granellati al teff
  • 500 gr. di mascarpone Accadi
  • 3 uova
  • 4 cucchiai di zucchero di canna
  • q.b. farina di cocco
  • 200 ml. di succo d’ananas
  • qualche fogliolina di menta

Preparazione

Pulite l’ananas e tagliatelo a cubetti, lasciando intere due fette per la decorazione finale.

Versate in una terrina i tuorli delle uova e lo zucchero. Montate fino a ottenere una crema omogenea. A questo punto, aggiungete il mascarpone e amalgamate con cura.

Montate gli albumi a neve ferma e incorporateli delicatamente alla crema al mascarpone. Adagiate sul fondo di una teglia uno strato di Pavesini e, con un pennello, bagnate con il succo di ananas.

Formate un primo strato in una pirofila dai bordi alti. Versateci sopra la crema di mascarpone e poi uno strato con i pezzetti di ananas.

Procedete facendo un altro strato di savoiardi o Pavesini, crema e ananas a pezzetti. Terminate coprendo con uno strato di Pavesini senza però aggiungere l’ananas.

Lasciate riposare il tiramisù all’ananas in frigorifero per almeno 2 ore e, prima di servire, spolverate la sua superficie con farina di cocco e foglie di menta.

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Nota per l’intolleranza al nichel

Cosa s’intende per reattività al nichel e quali sono i sintomi correlati

Una delle condizioni cliniche sempre più comuni è proprio quella della reattività al nichel. Quest’ultima è stata riscontrata in molti soggetti, anche in Italia, e si riconosce grazie alle reazioni sistemiche e da contatto che la condizione può scaturire all’interno dell'organismo o sull’epidermide. L’elemento chimico in questione è contenuto in numerosi alimenti e oggetti che usiamo nella nostra quotidianità. Pertanto, non è facile starne alla larga e i sintomi correlati, alla sua assunzione o al contatto con esso, non possono essere sottovalutati. Nello specifico, la reattività al nichel non mostra segnali immediati, ma bensì ritardati. Infatti, dopo il consumo frequente di alimenti che lo contengono, la percentuale di questo metallo aumenta all’interno del corpo, provocando un’infiammazione che, però, può essere evitata grazie a una dieta a rotazione. I sintomi non sono uguali per tutti, ma solitamente si concretizzano in dermatiti (anche da contatto, dovuti ad esempio all’uso di accessori di bigiotteria), arrossamenti, pruriti cutanei ed eczema. Fino a poco tempo fa, si pensava che la sintomatologia riguardasse solo l’epidermide. Tuttavia, dopo recenti studi, si parla anche di Sindrome da Reazione Sistemica al Nichel (SNAS, Systemic Nickel Allergic Syndrome), che comprende tutti quei problemi sistemici che colpiscono l’apparato respiratorio e tanti altri organi.

Il trattamento da non sottovalutare

L’elemento di cui parliamo non è di per sé un veleno o un metallo nocivo, ma il corpo di coloro che soffrono di reattività al nichel lo percepisce come tale. Pertanto, come accennato, l’infiammazione da cibo può essere evitata grazie a una dieta a rotazione - elaborata successivamente alla diagnosi - che consiste nell’esclusione degli alimenti “colpevoli” solamente per alcuni giorni alla settimana, seguita dalla loro reintroduzione nei giorni successivi. Generalmente, si agisce evitando i cibi che contengono questo metallo in dosi più elevate. Tra questi troviamo i prodotti industriali preparati con grassi vegetali idrogenati e non (all’interno di essi è presente una notevole percentuale di solfato di nichel) e alcuni cereali, in particolare avena e mais. Anche grano saraceno, riso, frumento e miglio sono da tenere d’occhio quando si tratta di reattività al nichel. Infatti, contengono quest’ultimo in quantità inferiore e non preoccupante, ma la farina da essi ricavata può includerne dosi variabili e molte volte superiori a quelle consentite. È necessario prestare una maggiore attenzione a vegetali come asparagi, lenticchie, funghi, spinaci, pomodoro, pere, kiwi, frutta secca e semi oleosi (come ad esempio arachidi, mandorle e nocciole), ma anche al cioccolato. Il pesce e la carne in scatola possono essere consumati solamente nei giorni liberi dalle restrizioni dietetiche. In generale, per chi convive con la reattività al nichel, è utile ricordare che un alimento non è nocivo solo perché contiene questo metallo: lo diventa perché ne contiene troppo e perché si combina con altre sostanze che scatenano la reazione dell’organismo (es. grassi idrogenati usati nella produzione industriale).

Nota per celiaci o sensibili al glutine

Controllate sempre che gli ingredienti che adoperate per la preparazione delle vostre ricette siano adatti ai celiaci e alle persone sensibili al glutine. Verificatene la spiga sbarrata, la presenza sul Prontuario dell’AIC o le indicazioni sull’etichetta del produttore.

Nota per gli intolleranti al lattosio

Dalla nota ministeriale: E’ stata eliminata la dicitura “delattosato”, in quanto precedentemente associata alla dicitura “dietetico”. Si potrà usare al suo posto la dicitura senza lattosio per i prodotti lattiero caseari e per il latte con contenuto di lattosio inferiore a 0,1 g per 100 g o ml


14-07-2019
Scritto da: Tiziana Colombo
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