Pelle secca? Idratala con i prodotti e gli alimenti giusti

Pelle secca

Un consiglio su creme, bevande e cibi per idratare la pelle

Spesso abbiamo la sensazione che la nostra pelle sia diventata più secca, magari a causa delle temperature troppo basse dell’inverno o della salsedine durante le vacanze estive. La mancanza di idratazione della pelle, soprattutto con l’avanzare dell’età, non vuol dire solamente sentirla più secca ma anche molto più fragile. Oltre all’uso di creme in specifiche uno dei consigli più comuni (e anche poco ascoltati) è quello di ricordarsi sempre di idratarsi bevendo molta acqua.

Per i miei nipotini fin da quando sono nati utilizzo prodotti specifici proprio perchè la loro pelle è particolarmente fragile, sensibile e necessita di un’idratazione quotidiana. il piccolo Gioele manifesta segnali di pelle secca e ruvida  che tende alla desquamazione in particolare sulle gote. Una pelle che va  curata maggiormente rispetto alla pelle normale percui utilizzo quotidianamente una crema con ingredienti specifici. Questa crema lo aiuta a idratare e nutrire la pelle. La utilizzo spesso anche al cambio del pannolino. Tra l’altro abbiamo scoperto da poco che ha problemi con gli alimenti che contengono nichel… speriamo non abbia preso dalla nonna!

Oltre a bere sufficiente acqua, potete anche idratarvi con tisane e altre bevande sane al mattino o al pomeriggio, come ad esempio una tisana al melograno o un succo di carote e tamarillo un dolce elisir dal gusto esplosivo, tanto per cambiare. L’alimentazione, in generale, può avere conseguenze positive sull’idratazione della nostra pelle. Anche gli alimenti solidi possono essere ottimi alleati per l’idratazione e la bellezza della nostra pelle. Ecco alcuni.

Pelle secca

La vitamina A, una sferzata di idratazione per la pelle

La vitamina A è una sostanza fondamentale per la nostra salute. In più, per quanto riguarda la pelle, permette di rinnovare le cellule e di ridurre i danni causati dai radicali liberi grazie alla sua azione antiossidante. In generale, per sapere se un alimento contiene vitamina A, fatevi guidare dalla vista e dal color arancione e giallo. Zucca, carote, arance, pesche e albicocche, ad esempio, contengono questa vitamina che aiuta a rigenerare la pelle.

Tuttavia, tanti altri alimenti contengono vitamina A come per esempio gli spinaci, le uova, latte e latticini o le patate dolci. Non dimenticate anche la vitamina C che vi aiuta a rallentare il processo d’invecchiamento della pelle e, quindi, ad avere una minore disidratazione. Dagli ortagi agli agrumi, la scelta è molto vasta. Quali ricette potete trovare su Nonna Paperina con alcuni di questi ingredienti? Che ne dite di provare degli spaghetti alla chitarra con zucca e broccolo? Oppure preferite le albicocche con mandorle, basilico e gelato o i fusilli con zucca, spinaci e lenticchie? Le ricette sono infinite, lasciatevi guidare dal gusto e dal benessere.

Acidi grassi omega 3: indispensabili per la pelle

Nella lista degli ingredienti indispensabili per la salute troviamo sempre quelli contenenti gli omega 3. Si tratta di acidi grassi che hanno un’importante funzione per il benessere del nostro corpo. Questi fanno bene anche alla pelle visto che migliorano l’idratazione della cute e permettono una migliore rigenerazione cellulare. Dove si trovano? Una delle categorie che più ne contengono è quella del pesce azzurro, come salmone, acciughe o pesce spada.

Tuttavia si può trovare anche in alimenti di origine vegetale come le noci, i cavolfiori, le mandorle o l’olio. Questi sono alcuni degli ingredienti da inserire nella nostra dieta per favorire l’idratazione della cute. Non dimenticate, inoltre, di proteggerla anche all’esterno. Un ottimo esempio è la crema gel lenitiva di La Roche-Posay, Cicaplast Gel B5, indicata per pelli che si squamano o sono irritate e con cicatrici, un prodotto che vi consiglio anche per il suo basso contenuto di nichel.

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Nota per l’intolleranza al nichel

Cosa s’intende per reattività al nichel e quali sono i sintomi correlati

Una delle condizioni cliniche sempre più comuni è proprio quella della reattività al nichel. Quest’ultima è stata riscontrata in molti soggetti, anche in Italia, e si riconosce grazie alle reazioni sistemiche e da contatto che la condizione può scaturire all’interno dell'organismo o sull’epidermide. L’elemento chimico in questione è contenuto in numerosi alimenti e oggetti che usiamo nella nostra quotidianità. Pertanto, non è facile starne alla larga e i sintomi correlati, alla sua assunzione o al contatto con esso, non possono essere sottovalutati. Nello specifico, la reattività al nichel non mostra segnali immediati, ma bensì ritardati. Infatti, dopo il consumo frequente di alimenti che lo contengono, la percentuale di questo metallo aumenta all’interno del corpo, provocando un’infiammazione che, però, può essere evitata grazie a una dieta a rotazione. I sintomi non sono uguali per tutti, ma solitamente si concretizzano in dermatiti (anche da contatto, dovuti ad esempio all’uso di accessori di bigiotteria), arrossamenti, pruriti cutanei ed eczema. Fino a poco tempo fa, si pensava che la sintomatologia riguardasse solo l’epidermide. Tuttavia, dopo recenti studi, si parla anche di Sindrome da Reazione Sistemica al Nichel (SNAS, Systemic Nickel Allergic Syndrome), che comprende tutti quei problemi sistemici che colpiscono l’apparato respiratorio e tanti altri organi.

Il trattamento da non sottovalutare

L’elemento di cui parliamo non è di per sé un veleno o un metallo nocivo, ma il corpo di coloro che soffrono di reattività al nichel lo percepisce come tale. Pertanto, come accennato, l’infiammazione da cibo può essere evitata grazie a una dieta a rotazione - elaborata successivamente alla diagnosi - che consiste nell’esclusione degli alimenti “colpevoli” solamente per alcuni giorni alla settimana, seguita dalla loro reintroduzione nei giorni successivi. Generalmente, si agisce evitando i cibi che contengono questo metallo in dosi più elevate. Tra questi troviamo i prodotti industriali preparati con grassi vegetali idrogenati e non (all’interno di essi è presente una notevole percentuale di solfato di nichel) e alcuni cereali, in particolare avena e mais. Anche grano saraceno, riso, frumento e miglio sono da tenere d’occhio quando si tratta di reattività al nichel. Infatti, contengono quest’ultimo in quantità inferiore e non preoccupante, ma la farina da essi ricavata può includerne dosi variabili e molte volte superiori a quelle consentite. È necessario prestare una maggiore attenzione a vegetali come asparagi, lenticchie, funghi, spinaci, pomodoro, pere, kiwi, frutta secca e semi oleosi (come ad esempio arachidi, mandorle e nocciole), ma anche al cioccolato. Il pesce e la carne in scatola possono essere consumati solamente nei giorni liberi dalle restrizioni dietetiche. In generale, per chi convive con la reattività al nichel, è utile ricordare che un alimento non è nocivo solo perché contiene questo metallo: lo diventa perché ne contiene troppo e perché si combina con altre sostanze che scatenano la reazione dell’organismo (es. grassi idrogenati usati nella produzione industriale).


07-05-2019
Scritto da: Tiziana Colombo
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