In alto i choko: brindiamo col sakè!

Parlando dei sakè

Il sakè è una bevanda tipica giapponese, da non confondere né con un liquore, né con un distillato, né – tanto meno – con una birra. Questa peculiare bevanda, ha senz’altro una componente alcolica, generalmente inclusa tra 13 e 16%, ma non è questa la sua caratteristica principale. Il sakè viene prodotto tramite due processi particolari di fermentazione del riso. In una prima fase il riso viene levigato (spesso a mano) e su di esso viene indotta la creazione di una muffa con un microrganismo chiamato koji-kin unito al lievito (noto come kobo). Tramite questo procedimento il riso viene convertito in zuccheri fermentabili e posto in una vasca in cui si aggiungono altra acqua ed altro riso. Questa prima fermentazione dura circa 4 settimane e ne segue una seconda di sette giorni in cui si aggiunge vapore, koji, riso ed acqua.

A questo punto il liquido viene filtrato, pastorizzato ed introdotto nelle bottiglie per il consumo. Il sakè viene servito in alcuni recipienti di ceramica noti come tokkuri ed in piccoli bicchieri chiamati choko. Particolarmente tipico è il consumo di sakè tramite una scatolina in legno, chiamata masu.

Freddo o caldo?

Il sakè può essere apprezzato freddo, a temperatura ambiente o riscaldato a bagnomaria, a seconda del tipo. Generalmente, direttamente sulla confezione è indicata la modalità migliore di consumo per poterne apprezzare al meglio le caratteristiche.

sakè

Riscaldando il sakè, fino a 40/50° se ne può percepire un sapore pieno, avvolgente e corposo, perfetto in abbinamento a piatti o stuzzichini.

Dalla storia millenaria al moderno trend

Le origini del sakè sono lontanissime nel tempo. Prime attestazioni in Giappone si hanno già nel terzo secolo e fin da subito si registrò il legame tra questa bevanda e gli eventi più formali (come matrimoni, funerali o riti d’iniziazione). Questa bevanda nipponica, dalle origini antichissime, trova al giorno d’oggi una rinnovata fama internazionale, figlia della grande diffusione dei ristoranti giapponesi sul territorio occidentale. Diversi ristoranti giapponesi in Italia propongono ai propri clienti una selezione di pregiati sakè, da acquistare in bottiglia o da consumare in abbinamento alle pietanze servite in loco.

In Giappone il consumo di sakè è occasionale, legato agli eventi, oppure in abbinamento agli aperitivi. Generalmente nel Paese d’origine, il sakè non viene consumato in occasione di grandi pasti, mentre invece il suo uso occidentale è proprio come liquore da tavola (sostitutivo del vino). Una moda tutta moderna è quella di usare il sakè come liquore base per la preparazione di cocktail, oggi piuttosto popolari (es. mojito di sakè, sakè-tini, svakda, ecc..).

Il saké (esistono diversi tipi di saké, che sono prodotti a partire dal riso, ma in alcune versioni possono essere presenti anche altri ingredienti per aromatizzarlo. Alcuni produttori tuttavia riportano su certe versioni la dicitura “senza glutine”).

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