Asakusa ,Tempio di Senso-ji e Gen Yamamoto

Asakusa
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Ultimo giorno nella terra del Sol Levante tra cibo, templi e shopping

Japan Gourmet: Asakusa ,Tempio di Senso-ji e Gen Yamamoto per finire in bellezza. Oggi è il nostro ultimo giorno in Giappone, e non poteva mancare una visita ad Asakusa. Domani si riparte e si torna in Italia. Le ultime ore in terra nipponica potevano trascorrere in modo semplice? Certo che no! Ne abbiamo approfittato per andare ancora una volta alla scoperta di nuovi luoghi, tradizioni e gusto. Così anche il decimo giorno di viaggio non ci ha affatto delusi.   

La giornata è iniziata all’insegna dello shopping nel quartiere di Asakusa, simbolo della festosità e dello stare insieme, che si sviluppa lungo il fiume Sumida-gawa. Tutto ruota intorno al Tempio di Senso-ji, cuore di questo luogo, al quale si arriva attraversando la via dello shopping, la Nakamise-dori, un viale lungo circo 200 metri ricco di negozi e bancarelle che vendono moltissimi oggetti tradizionali e souvenir ma anche cibi e dolci tipici che io ovviamente ho assaggiato molto volentieri.

Tempio di Senso-ji, tra lanterne rosse e riti solenni

Il simbolo di Asakusa è la maestosa Porta di Kaminarimon o Porta del Tuono. Rossa e imponente, con i suoi 11,7 metri di altezza, la porta è dedicata al dio del tuono Raijin, una delle due divinità che vi si venerano. Ci ha accolto con le sue enormi lanterne rosse (le più grandi del Giappone) e le sculture di legno del dio Tuono e del dio Vento portandoci fino alla Porta di Hozomon o Porta del Palazzo Tesoro decorata con due statue di Nio, il guardiano di Buddha.

E poi immersione nel Tempio di Senso-ji dedicato alla dea buddista Kannon che incarna la comprensione. Secondo la leggenda questo tempio fu fondato nel VII secolo da tre pescatori che avevano trovato una statuetta di Kannon alta cinque centimetri impigliata nelle loro reti. Nonostante i tre avessero deciso di rigettarla nel fiume, la statuetta continuava a incappare nelle loro reti e così decisero di dedicargli un tempio, il più antico di Tokyo. Arrivati nella sala “della dea”, la parte più importante del tempio, ci siamo dovuti inchinare in segno di rispetto davanti all’altare, battendo due volte le mani per poi giungerle. Infine, abbiamo deposto in un tronco una monetina in omaggio a Kannon. La statua della dea non è però visitabile. È custodita nella “sala del tesoro” a cui possono accedere solo i monaci.

melonpan

Melonpan e drink omakase, saluto così il Giappone

Ancora spazio al cibo in questo ultimo giorno di Japan Gourmet. Abbiamo assaggiato lo street food locale e una delle prelibatezze che tra le tante cose in terra nipponica non avevamo ancora provato: il melonpan. Un panino dolce, simile ad una brioche, cotto al forno. L’impasto è soffice e gustoso ed è ricoperto da uno strato di biscotto croccante. Ne esistono diverse varianti, alcune ripiene con crema o cioccolato. Io l’ho provato con la crema e devo dire che era buonissimo!

La serata si è conclusa al bar da Gen Yamamoto con una degustazione di cocktail giapponesi. I barman ci hanno preparato quattro drink in stile omakase. La particolarità? I giapponesi vogliono che l’ospite si fidi di quello che prepara il professionista che gli sta di fronte. Noi l’abbiamo fatto ed il risultato è stato molto positivo, i drink erano ben bilanciati. Nel piccolo locale, che contiene 10 persone al massimo, c’era un silenzio reverenziale, ben diverso dal frastuono che abbiamo sentito tutto il giorno.

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26-05-2019
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Tiziana Colombo: per voi, Nonnapaperina

Tiziana Colombo: per voi, Nonnapaperina

Tiziana Colombo aka Nonnapaperina. Questo spazio nato è per caso 2004 come una sorta di diario che utilizzavo per condividere una passione. Una passione messa a dura prova dalla diagnosi di intolleranza al nichel prima e al glutine e al lattosio poi: una diagnosi inaspettata che mi ha fatto patire mezza vita. La colpa era sempre lo stress. Mi sono sentita completamente persa e in rete le notizie non erano sempre di aiuto. Non mi sono scoraggiata e ho cercato di trovare una soluzione! Dare un’informazione corretta. Ma da sola non potevo farcela! Mi sono spesso sentita “Don Chisciotte”

Cosi nel 2012 ho fondato l’Ass.Il Mondo delle Intolleranze APS, di cui sono oggi il Presidente. Ad oggi siamo diventati una realtà importante e un punto di riferimento per tantissime persone, chef, aziende e medici. Abbiamo un comitato scientifico formato da professionisti e un gruppo di lavoro incredibile. Ognuno di noi ha un suo ruolo e tutti gli aspetti vengono vagliati con cura. Vogliamo dare un’informazione corretta e responsabile e siamo a disposizione dei nostri utenti.

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