Intollerante e con pelle sensibile? Ecco la crema adatta a te per idratare la pelle  

pelle sensibile

Stop alla pelle secca e disidratata: curare il proprio corpo è un dovere

Intollerante e con pelle sensibile? Quante volte abbiamo sentito dire dal medico ma anche negli articoli di bellezza che l’idratazione è fondamentale?  Ma se sei intollerante e con la pelle sensibile non è proprio cosi facie. Se da una parte l’organismo ha bisogno di liquidi per poter funzionare correttamente, infatti, dall’altra la nostra pelle per apparire in salute e giovane ha bisogno di essere sempre idratata. Spesso, però, è un tema che lasciamo in secondo piano, mettendo a rischio la nostra salute, e non solo dal punto di vista estetico.

Tuttavia, la pelle può essere idratata sia dall’interno, con l’assunzione di liquidi e con un’alimentazione corretta, che dall’esterno, con i giusti cosmetici. In quest’ultimo caso vi consiglio il latte corpo “Lipikar Lait” di La Roche-Posay, una crema pensata per pelli sensibili e secche e con una bassa concentrazione di Nichel.

Uso questa crema regolarmente perché è molto delicata, non grassa, ne appiccicosa e mi aiuta a tenere morbida e idratata la pelle tutto il giorno.

In più voglio consigliarvi anche quattro alimenti che vi aiuteranno a evitare la cute secca e che potranno entrare a far parte senza problemi in una dieta sana ed equilibrata.

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Cetrioli e avocado: un aiuto per la nostra pelle sensibile

Ovviamente, la prima regola in assoluta è quello di bere acqua a sufficienza. Dopodiché, passiamo agli alimenti solidi. A cosa pensate in estate quando avete voglia di mangiare qualcosa di rinfrescante? Sì, il cetriolo è uno di quegli alimenti che, soprattutto crudo, aiutano a mantenerci idratati.

Oltre a dissetarci, infatti, questo ortaggio composto in gran parte da acqua e contiene vitamina C, sostanza indispensabile per le sue proprietà antiossidanti. Anche per questo, il cetriolo viene molto spesso usato nei prodotti di cosmetica.

Da diversi anni, un frutto proveniente dall’America si è imposto anche sulle tavole degli italiani: l’avocado. Anche in questo caso ci troviamo di fronte a un ingredienti con proprietà antiossidanti grazie alla presenza della vitamina E e dei carotenoidi. In più, contiene, proprio come il cetriolo, la vitamina C che aiuta a mantenere l’idratazione e quindi l’elasticità della pelle. Non sapete come utilizzare l’avocado? Provate una delle tante ricette presenti sul sito di Nonna Paperina come i vol au vent con avocado salmone e fragole.

Ostriche

Noci e ostriche: preziose fonti di omega 3 e zinco

La frutta secca non deve mai mancare nella nostra dispensa, soprattutto per poterla utilizzare come spezza fame. Le noci, in particolar modo, sono alleate della nostra pelle e della sua idratazione. Le proprietà lenitive di questa frutta secca, infatti, sono dovute al suo contenuto di vitamina E, che protegge dall’azione dei radicali liberi, ma anche degli omega 3. Questi acidi grassi insaturi, contenuti in molti altri alimenti come il pesce azzurro, infatti, sono indispensabili per mantenere l’elasticità della pelle.

L’ultimo alimento di cui voglio parlarvi oggi sono le ostriche. Ebbene sì, questo alimento definito “afrodisiaco” è un toccasana anche per la nostra pelle. Perché? Le ostriche, contengono zinco, una sostanza che è fondamentale per la cura della nostra pelle in quanto aiuta a ripararla e alla rigenerazione cellulare.

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Nota per l’intolleranza al nichel

Cosa s’intende per reattività al nichel e quali sono i sintomi correlati

Una delle condizioni cliniche sempre più comuni è proprio quella della reattività al nichel. Quest’ultima è stata riscontrata in molti soggetti, anche in Italia, e si riconosce grazie alle reazioni sistemiche e da contatto che la condizione può scaturire all’interno dell'organismo o sull’epidermide. L’elemento chimico in questione è contenuto in numerosi alimenti e oggetti che usiamo nella nostra quotidianità. Pertanto, non è facile starne alla larga e i sintomi correlati, alla sua assunzione o al contatto con esso, non possono essere sottovalutati. Nello specifico, la reattività al nichel non mostra segnali immediati, ma bensì ritardati. Infatti, dopo il consumo frequente di alimenti che lo contengono, la percentuale di questo metallo aumenta all’interno del corpo, provocando un’infiammazione che, però, può essere evitata grazie a una dieta a rotazione. I sintomi non sono uguali per tutti, ma solitamente si concretizzano in dermatiti (anche da contatto, dovuti ad esempio all’uso di accessori di bigiotteria), arrossamenti, pruriti cutanei ed eczema. Fino a poco tempo fa, si pensava che la sintomatologia riguardasse solo l’epidermide. Tuttavia, dopo recenti studi, si parla anche di Sindrome da Reazione Sistemica al Nichel (SNAS, Systemic Nickel Allergic Syndrome), che comprende tutti quei problemi sistemici che colpiscono l’apparato respiratorio e tanti altri organi.

Il trattamento da non sottovalutare

L’elemento di cui parliamo non è di per sé un veleno o un metallo nocivo, ma il corpo di coloro che soffrono di reattività al nichel lo percepisce come tale. Pertanto, come accennato, l’infiammazione da cibo può essere evitata grazie a una dieta a rotazione - elaborata successivamente alla diagnosi - che consiste nell’esclusione degli alimenti “colpevoli” solamente per alcuni giorni alla settimana, seguita dalla loro reintroduzione nei giorni successivi. Generalmente, si agisce evitando i cibi che contengono questo metallo in dosi più elevate. Tra questi troviamo i prodotti industriali preparati con grassi vegetali idrogenati e non (all’interno di essi è presente una notevole percentuale di solfato di nichel) e alcuni cereali, in particolare avena e mais. Anche grano saraceno, riso, frumento e miglio sono da tenere d’occhio quando si tratta di reattività al nichel. Infatti, contengono quest’ultimo in quantità inferiore e non preoccupante, ma la farina da essi ricavata può includerne dosi variabili e molte volte superiori a quelle consentite. È necessario prestare una maggiore attenzione a vegetali come asparagi, lenticchie, funghi, spinaci, pomodoro, pere, kiwi, frutta secca e semi oleosi (come ad esempio arachidi, mandorle e nocciole), ma anche al cioccolato. Il pesce e la carne in scatola possono essere consumati solamente nei giorni liberi dalle restrizioni dietetiche. In generale, per chi convive con la reattività al nichel, è utile ricordare che un alimento non è nocivo solo perché contiene questo metallo: lo diventa perché ne contiene troppo e perché si combina con altre sostanze che scatenano la reazione dell’organismo (es. grassi idrogenati usati nella produzione industriale).


04-04-2019
Scritto da: Tiziana Colombo
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