La nutricondria e la pericolosa dieta che va tanto di moda

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La nutricondria: un’ossessione per le intolleranze

Potete definirvi “nutricondriaci” se vi auto-diagnosticate intolleranze alimentari a qualche cibo come ad esempio i lieviti,  i latticini e ad alimenti contenenti il glutine, senza averne la completa certezza. Ma cosa s’intende esattamente con il termine nutricondria? Ne hanno discusso vari esperti, dichiarando che ci troviamo davanti a un notevole gruppo di persone che si rapporta con il cibo in modo a dir poco ansioso, sostenendo di soffrire di una qualche intolleranza ed eliminando i cibi “colpevoli”, senza però consultare il medico.

A volte, basta un leggero gonfiore allo stomaco o alla pancia, e la nutricondria si fa avanti: una persona su tre crede di essere intollerante al lattosio e altre al glutine. Ad oggi, risulta che solo il 15% dei soggetti che dichiara un’intolleranza ha eseguito il test diagnostico che ha confermato la condizione ipotizzata. In pratica, è una piccola forma di ipocondria strettamente correlata all’alimentazione, che si trasforma spesso in una pericolosa dieta fai-da-te.

Nutricondria

La pericolosità del fenomeno

Al momento, possiamo definire la nutricondria un vero e proprio fenomeno, nonché un “trend” pericoloso e nocivo per la salute fisica e mentale dell’individuo. Infatti, molte persone, nella convinzione di soffrire di una qualche intolleranza, eliminano dalla propria alimentazione interi gruppi di alimenti. Questo può comportare notevoli carenze da un punto di vista nutrizionale, nonché rendere la dieta non abbastanza variegata ed equilibrata.

La cosa che più preoccupa è che chi ne soffre, nella sua convinzione, talvolta mette in discussione persino ciò che viene detto dal medico, credendo che la diagnosi non corrisponda alla realtà. Questo è uno dei più evidenti sintomi della nutricondria. Secondo degli studi recenti, questo “nuovo disturbo” è in costante aumento, e porta con sé numerose problematiche per l’organismo umano.

Altre consapevolezze e consigli da non sottovalutare quando si soffre di nutricondria

Chi pensa di soffrire di una qualche intolleranza dovrebbe certamente lasciar perdere le diete fai-da-te, proprio perché spesso richiedono l’eliminazione di alimenti fondamentali per l’organismo e questo crea scompensi a livello fisiologico, provocando persino problemi all’apparato digerente, al sistema immunitario, endocrino e nervoso. Solo il medico può prescrivere una dieta restrittiva e la nutricondria non è di certo un buon motivo per avviarne una in completa autonomia!

Inoltre, ricordate che, sebbene esistono diversi test per l’autodiagnosi di intolleranze alimentari, è sempre importante consultare un esperto in materia. Quest’ultimo potrà darvi consigli utili, personalizzati e basati su approfondite conoscenze: in molti casi, affidarsi a se stessi o al consiglio superficiale dato da un amico non è affatto una buona idea! Prima di fare una dieta, dobbiamo avere la totale certezza di soffrire di una specifica intolleranza e solo i test diagnostici possono confermarne la presenza. Perciò, prendetevi cura di voi e del vostro corpo… e attenzione alla nutricondria!

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