Ecco cosa dovreste sapere sulla permeabilità intestinale

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Cos’è la permeabilità intestinale?

Avete mai sentito parlare di permeabilità intestinale? Leggendo questo articolo, capirete di cosa si tratta e in quale modo ha a che fare con le intolleranze alimentari. Per capire esattamente di cosa stiamo parlando, dobbiamo partire dall’inizio e, principalmente, dal momento che sussegue la nascita. Dopo quest’ultima, l’organismo del bambino si avvale del giusto nutrimento grazie all’allattamento. In seguito, si procede con lo svezzamento, e quindi all’introduzione graduale dei vari cibi all’interno della sua alimentazione.

Questa gradualità è fondamentale, in quanto l’apparato digerente si abitua alle nuove sostanze e consistenze, ma anche il sistema immunitario inizia ad agire e a rafforzarsi. Anch’esso comincia ad “abituarsi” alla presenza di alcune molecole alimentari, che ovviamente prima non conosceva. Tuttavia, sempre per capire cos’è la permeabilità intestinale, è opportuno considerare che queste molecole possono essere assorbite dall’organismo solamente se si presentano in dimensioni ridotte.

In caso contrario, rimangono nel tratto intestinale per più tempo e fino al momento in cui non saranno state sminuzzate in maniera tale da favorire il corretto assorbimento. Ad ogni modo, per far sì che questo processo avvenga nel modo giusto, è necessaria la presenza di una mucosa integra: grazie a questa condizione, si evita che sostanze patogene o nocive possano entrare in circolo nell’organismo.

La mucosa dell’intestino e il suo epitelio si presentano quindi come un filtro, che dovrebbe lasciar passare solamente le sostanze benefiche per il corpo. Quando queste parti non rispondono alle suddette caratteristiche, si parla di permeabilità intestinale e, pertanto, della possibilità di un passaggio di sostanze tossiche o nocive all’interno dell’organismo.

Danni all’epitelio e conseguenze da considerare

Per colpa di farmaci, alimentazione scorretta, sostanze tossiche o infezioni di vario tipo, l’integrità dell’epitelio viene molte volte compromessa, portando l’intera mucosa a non svolgere più la sua basilare funzione di filtro e a presentare la condizione di permeabilità intestinale. Le relative conseguenze sono queste: le sostanze nocive si immettono nella circolazione del sangue, il sistema immunitario non le riconosce e, per difendere il corpo, inizia a produrre anticorpi che si rivoltano contro le molecole sconosciute.

Quando si riscontrano degli elevati livelli di questi anticorpi (immunoglobuline IgG), si tende erroneamente a parlare di intolleranze alimentari e di “allergie ritardate”, anche perché quello che avviene in questi casi all’interno del corpo è molto simile a ciò che succede quando si soffre di celiachia. La verità è che numerosi studi hanno rivelato che in molti casi si tratta invece di permeabilità intestinale, e quindi di una lesione della barriera presente nell’intestino, ma non di intolleranze a determinati alimenti.

Ad ogni modo, anche in questa eventualità è necessario agire. Infatti, questa condizione può causare danni all’intestino stesso, ma anche al resto dell’organismo. Non a caso, è stato appurato che la permeabilità intestinale può tramutarsi nella “sindrome dell’intestino poroso”, che può scatenare a sua volta una costante produzione di anticorpi che si scagliano contro gli alimenti; il passaggio dei germi ai vari organi (che può comportare malattie infettive), e persino delle vere e proprie intolleranze alimentari.

Permeabilità intestinale: un problema in crescita

Ultimamente, grazie a numerose e accurate statistiche, è stato appurato che circa il 20% della popolazione sostiene di soffrire di problematiche correlate al cibo. Tuttavia, dopo attenti esami diagnostici, solamente l’1,4-2% è risultato effettivamente allergico o intollerante a qualche alimento. A questo proposito, è utile considerare che quando si tratta di permeabilità intestinale, gli anticorpi inviati dal sistema immunitario sono immunoglobuline IgG e lo stesso vale per le intolleranze.

D’altra parte, per le allergie alimentari, si avvia la produzione di anticorpi della classe E (IgE). In più, è utile considerare che la reazione allergica è immediata, mentre quella delle intolleranze è ritardata, proprio come nel caso della reazione dovuta a lesioni della mucosa dell’intestino. Per questi motivi, la permeabilità intestinale viene spesso confusa con l’intolleranza (che come abbiamo visto può presentarsi come effetto collaterale), ma non possiamo scambiarla con un’allergia. Ad ogni modo, gli esami diagnostici possono aiutare ogni paziente a capire esattamente qual è il suo problema.

Infine, dobbiamo considerare che ancora non abbiamo la certezza di quali siano le reali cause delle intolleranze. Infatti, spesso si pensa all’alimentazione scorretta; alla reazione ad additivi, antibiotici, conservanti e altri riempitivi presenti nei cibi, che vengono riconosciuti come estranei e che stimolano la reazione immunitaria; ma anche a un alterato assorbimento delle molecole alimentari, che fa pensare dunque alla permeabilità intestinale come a una delle principali cause, di cui molte persone ignorano l’esistenza.

Perciò, restiamo in attesa di ulteriori conferme, ricerche e risposte sulle intolleranze alimentari e sul problema della permeabilità intestinale. Per il momento, puntiamo su un’alimentazione corretta e su un attento e adeguato svezzamento dei più piccoli: osservarli fin dai primi assaggi, è sempre un buon modo per accorgersi della presenza di eventuali problematiche!

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