Decalogo Adi: evitare i falsi test sulle intolleranze e allergie alimentari

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Il decalogo dell’Associazione italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica (decalogo Adi)

Chi soffre di intolleranze o di allergie alimentari sa quanto siano temi delicati. Eppure, da diversi anni, sono stati messi in commercio dei falsi test che dovrebbero indicare la presenza di queste patologie ma che in realtà non fanno altro che allarmare i cittadini e provocare danni alla loro salute.

Per questo, l’Associazione italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica (Adi) ha stilato un decalogo per aiutare le persone a evitare di essere vittime di queste bufale. Questa lista è stata convalidata anche dal Ministero della Salute ed è interamente disponibile sul sito web www.dottoremaeveroche.it.

I rischi dei falsi test e delle diete fai da te

La prima regola del decalogo ricorda che le intolleranze alimentari non sono la causa di sovrappeso e di obesità che invece sono solitamente causate da uno stile di vita poco sano. La seconda, la terza e la quarta regola ricordano che, se si ha il timore di soffrire di allergie o intolleranze alimentari, per evitare di cadere nella trappola dei test falsi, è preferibile rivolgersi al proprio medico che sarà in grado di indicarci lo specialista competente. Non accettate, dunque, test che non siano scientificamente attendibili o che siano proposti da falsi esperti.

Se non si ha la certezza di soffrire di intolleranze, secondo la regola numero 5, è assolutamente controproducente eliminare alimenti che pensiamo possano essere negativi per la nostra salute. Al contrario, si rischierebbe di non consumare tutti i nutrienti necessari e di rischiare, come nel caso dei bambini, di soffrire di malnutrizione e di scarsa crescita. La dieta, ricorda la regola numero 6, dev’essere prescritta e gestita da un professionista competente.

A chi rivolgersi?

Proprio a causa dell’importanza di una dieta sana ed equilibrata, dunque, è inutile, se non controproducente, decidere da soli di eliminare il glutine o latte e derivati dalla propria dieta, se non sono state diagnosticate intolleranze o allergie a queste sostanze, secondo le regole sette e otto del decalogo. Per terminare, l’Adi ricorda ai cittadini a chi rivolgersi per ricevere una corretta diagnosi.

La risposta è semplice: al medico o a uno specialista, come un allergologo o un pediatra. L’ultima regola è imprescindibile: non utilizzare internet per diagnosi e terapia. Nessun sito, blog o rete sociale può assolutamente sostituire le competenze e la responsabilità del medico.

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