Ipotiroidismo : come trattarlo con l’alimentazione

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Ipotiroidismo: per vederci più chiaro

Ipotiroidismo : come trattarlo con l’alimentazione. Il nostro corpo è una macchina complessa e bellissima, che deve essere curata con molta attenzione. Molto spesso, alla base dei problemi di salute che viviamo ci sono aspetti non immediatamente visibili. L’efficienza della tiroide è uno di questi. Prima di accorgerci che qualcosa non va con questa ghiandola, infatti, dobbiamo avere a che fare con diversi sintomi, come per esempio l’aumento di peso o l’eccessiva stanchezza.

Una volta formalizzata la diagnosi, arriva il momento di affrontare la problematica. Cosa fare, per esempio, in caso di ipotiroidismo? Questa condizione è senza dubbio seria e non deve essere trascurata. Grazie all’alimentazione mirata, è possibile gestirla al meglio. Se stai cercando qualche consiglio utile al proposito, seguimi nelle prossime righe!

Dieta per l’ipotiroidismo: esiste davvero?

No, non esiste una dieta precisa per l’ipotiroidismo. Ci sono però dei consigli molto semplici che, se messi in pratica quotidianamente, aiutano a tenere sotto controllo i sintomi. Il principale consiste nel ridurre l’assunzione di glutine.

Chi soffre di deficienze a livello tiroideo, dovrebbe concentrarsi su alimenti gluten free e possibilmente integrali. Grazie alle fibre, infatti, è possibile migliorare la regolarità intestinale che, quando la tiroide non funziona bene, è spesso compromessa.

Se si assumono farmaci contro l’ipotiroidismo, è importante prenderli qualche ora prima di mangiare o aspettare un po’ dopo la consumazione del pasto. Il rischio, infatti, è che le fibre interferiscano con l’assorbimento dei principi attivi del medicinale. Consultate sempre un medico e non fatevi autodiagnosi. Non assumete farmaci senza controllo.

Quali sono le principali malattie autoimmuni?

Prima di parlare di percentuali di invalidità, è utile chiarire che le malattie autoimmuni sono quelle in cui il sistema immunitario presenta un’alterazione e si difende attaccando alcune parti dell’organismo. Questo comporta il peggioramento di alcune funzioni o la modifica dell’anatomia dell’organismo stesso: è come se il corpo si autodistruggesse, andando a colpire gli organi interni oppure zone esterne come l’epidermide.

Al momento, sono state identificate e catalogate circa 80 malattie autoimmuni sino ad oggi e le più comuni sono: Psoriasi, Tiroidite di Hashimoto, Lupus, Artrite Psoriasica, Anemia Perniciosa, Celiachia, Cistite Interstiziale, Alopecia Areata, Colangite Sclerosante, Connettivite, Artrite Reumatoide, Dermatite Atopica, Diabete di Tipo 1, Febbre Reumatica, Colite ulcerosa, Epatite Autoimmune, Dermatite Erpetiforme, Fibromialgia, Malattia di Behçet e Miastenia oculare.

Chiaramente, quelle che ho appena nominato sono solo alcune delle patologie più diffuse e conosciute. Quindi, purtroppo, ce ne sono molte altre. Sarà il medico a diagnosticarle e a informare il paziente della presenza di una malattia autoimmune che affligge il suo organismo. È utile considerare che a ognuna di queste patologie viene assegnata una percentuale d’invalidità, che possiamo reperire nelle linee guida proposte dall’Inps.

Molte malattie autoimmuni sono talmente invalidanti da comportare il riconoscimento del 100% d’invalidità. Per tutte le altre, le percentuali variano in base alla gravità e possono cambiare nel tempo in base alle eventuali cure e trattamenti che pian piano vengono scoperti e classificati come efficienti. Per ottenere l’invalidità, è necessario presentare la domanda all’Inps ed eseguire le relative visite mediche.

Attenzione alla soia!

Un altro consiglio che si dà spesso a chi vuole iniziare un regime alimentare amico della tiroide riguarda l’attenzione all’assunzione di soia. Chi soffre di ipotiroidismo, infatti, dovrebbe usare moderazione, soprattutto a causa della presenza di isoflavoni, composti con potenziali effetti negativi sulla ghiandola.

Particolare cautela va osservata anche per quel che concerne l’assunzione di grassi, principi nutritivi che possono interferire con l’assorbimento dei principi attivi dei farmaci, ma anche ostacolare la produzione di ormoni da parte della ghiandola.

Ricordiamo infine che anche la caffeina può creare dei problemi. Blocca infatti l’assorbimento dei farmaci sostituti degli ormoni tiroidei. Alla luce di questo aspetto, si consiglia di attendere una mezz’oretta dall’assunzione delle medicine per bere il caffè.

Concludiamo con un cenno al consumo di alcol, anch’esso da moderare in caso di problemi di ipotiroidismo.

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27-07-2018
Scritto da:

Tiziana Colombo: per voi, Nonnapaperina

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Pochi sanno che mi chiamo Tiziana Colombo. Tutti, nel mondo del wewb, mi conoscono come Nonnapaperina. Questo spazio nato è per caso 2004 come una sorta di diario che utilizzavo per condividere una passione. Una passione messa a dura prova dalla diagnosi di intolleranza al nichel prima e al glutine e al lattosio poi: una diagnosi inaspettata che mi ha fatto patire mezza vita. La colpa era sempre lo stress. Mi sono sentita completamente persa e in rete le notizie non erano sempre di aiuto. Non mi sono scoraggiata e ho cercato di trovare una soluzione! Dare un’informazione corretta. Mi sono sentita per molto tempo un vero “Don Chisciotte”. Ora la situazione è migliorata ma abbiamo ancora molto lavoro da fare.

Ma da sola non potevo farcela! Cosi nel 2012 ho fondato l’Ass.Il Mondo delle Intolleranze APS, di cui sono il Presidente in carica. Ad oggi siamo diventati una realtà importante e un punto di riferimento per tantissime persone, chef, aziende e medici. Abbiamo un comitato scientifico formato da professionisti e un gruppo di lavoro attivo e dinamico. Ognuno di noi ha un suo ruolo e tutti gli aspetti vengono vagliati con cura. Vogliamo dare un’informazione corretta e responsabile e siamo a disposizione dei nostri utenti. Torna a pensare positivo e mangiare con gusto. Ti garantisco che è possibile.

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