Cereali senza glutine: sulle Alpi potrebbero ritornare le coltivazioni

Tempo di preparazione:

Grano saraceno, miglio e avena: il progetto per la ripresa della coltivazione

Cereali senza glutine potrebbero essere coltivati ancora nelle zone dell’arco alpino. L’obiettivo del progetto è duplice. Da un lato, si punta a favorire la biodiversità. Dall’altro, invece, ci si muove per promuovere un’alimentazione più sana.

Ovviamente tutto questo ha un nome! Il progetto di cui voglio parlarvi oggi si chiama infatti Re-Cereal ed è arrivato in finale all’edizione 2018 del RegioStars Award 2018, un premio molto importante che si pone l’obiettivo di mettere in evidenza le migliori iniziative di coesione territoriale finanziate dai fondi FESR e FSE.

Al progetto che conquisterà la vittoria – a decretarla saranno proprio i cittadini dell’Unione, che potranno votare online fino al 7 ottobre 2018 – verrà insignito il riconoscimento ufficiale durante una cerimonia di premiazione che avrà luogo a Bruxelles.

Cosa accadrebbe in caso di vittoria del progetto

Il progetto di reintroduzione delle coltivazioni di cereali senza glutine nell’arco alpino, in caso di vittoria, rapresenterebbe una valida affermazione del polo alto-atesino in ambito food technologies. Come ricordato da Peter Paul Gamper, direttore dell’Ufficio per l’integrazione europea dell’Alto Adige, il sostegno a colture alimentari che portano alla produzione di cibi ad alto valore nutrizionale è un impegno importante per la Regione!

Un progetto internazionale

Il progetto Re-Cereal ha un respiro davvero internazionale. Vede infatti impegnate realtà italiane e austriache. Qualche esempio? Il Centro di Sperimentazione Agraria e Forestale Laimburg per l’Alto Adige, l’università di Udine, ma anche quella di Innsbruck.

Parlarne significa ricordare che, negli ultimi anni, la varietà di colture nella regione alpina si è ridotta notevolmente. La maggior parte delle superfici è caratterizzata da monocolture. Grazie a questo progetto, ci si pone l’obiettivo di concretizzare una biodiversità di qualità, mettendo in primo piano colture dall’alto valore nutritivo, ma anche estremamente resilienti.

Già un’azienda ha dimostrato interesse all’iniziativa che, a un costo economico molto interessante, potrebbe mettere a disposizione materie prime utili per gli alimenti gluten free, prodotte localmente indi inserite in una filiera amica non solo della salute degli utenti, ma anche dell’ambiente!

Non resta che aspettare ottobre e augurare il meglio a questo bellissimo progetto

Condividi!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *