L’olio Toscano IGP: un’eccellenza alla conquista di Milano

Tra le eccellenze della nostra Italia un posto di rilievo va riservato all’olio Toscano IGP. Come ormai tutti sanno, l’olio è un protagonista della dieta mediterranea. E in particolare il Toscano IGP è uno dei prodotti simbolo del Made in Italy, la cui qualità e originalità è garantita dal consorzio di tutela.

Che nei giorni scorsi ha portato a Milano le Ape Street Food per offrire ai milanesi una degustazione di questa bontà giustamente protetta dalla certificazione IGP. “Per noi l’aspetto della qualità e della riconoscibilità del prodotto è fondamentale e crediamo fortemente che quello della certificazione sia uno degli strumenti più potenti per tutelare chi lavora bene e garantire l’eccellenza del prodotto. – ha spiegato Fabrizio Filippi, presidente del consorzio di tutela –

Quella in corso è stata un’annata particolare in cui abbiamo assistito a un calo della quantità della produzione. Ma in compenso abbiamo ottenuto una qualità dell’olio certificato veramente alta”.

Olio Toscano IGP: i protagonisti dell’iniziativa

Le strade e le piazze di Milano dal 12 al 14 maggio sono state vivacizzate dalla presenza delle Apecar che offrivano prelibatezze della cucina toscane. Ovviamente a base del famoso olio di quelle terre. Per esempio Filippo Germasi dell’Acquapazza di Firenze si è cimentato con il polpo con le patate viola e olio Toscano IGP.

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Mentre Stefano Pinciaroli di PS a Cerreto Guidi ha deliziato gli astanti con la tartare di pomodoro agli agrumi con una spuma di olio Toscano IGP. Notevole anche la zuppa di pane liquido con una sfera di aglio e rosmarino e filo di olio Toscano IGP, preparata da Maria Probst e Cristian Santandrea de La Tenda Rossa a Cerbaia.

Olio Toscano IGP: i numeri

Stiamo parlando di una realtà che conta oltre 11mila soci, 300 frantoi che rappresentano l’80% di quelli presenti in regione e 600 imbottigliatori. Rappresentando oltre il 40% dell’olio certificato prodotto in Italia. Un record. Apprezzato anche fuori dai nostri confini.

Le esportazioni infatti assorbono il 60% della produzione, per una quota di 30 milioni di euro sui circa 50 complessivi come valore al consumo.

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