La cucina anti-spreco? Può essere di qualità

Si può fare una cucina di grande qualità partendo dalle parti meno nobili dei cibi o addirittura dagli avanzi? Certo che si può! E Claudio Sadler, chef bistellato e amico del Mondo delle Intolleranze, lo ha dimostrato con il progetto “Cucina anti-spreco” portato avanti con Metro Academy, la scuola di formazione professionale di cui è direttore scientifico.

La filosofia è di ottimizzare parti di alimenti ritenute superflue o scarti. Parti che erroneamente, per convenzioni o preconcette, vengono considerate inutilizzabili perché poco gustose. L’idea di Sadler e della Metro Academy è di sensibilizzare la cittadinanza su un tema spinoso come quello dello spreco alimentare.

Meno cibo buttato significa meno inquinamento e meno spreco di risorse. L’impresa è possibile, alla portata di tutti. Basta un po’ di fantasia, basta apprendere alcune nozioni di base su nuove ricette e il gioco è fatto.

Cucina anti-spreco, l’opinione degli Chef

Daniele Caldarulo, già Manager della Nazionale Italiana Cuochi e rappresentante della Federazione Italiana Cuochi, spiega in modo efficace che “il cuoco grazie alle competenze tecniche e pratiche può fare la differenza nella riduzione delle tonnellate di cibo che ogni anno finiscono nella spazzatura dei nostri ristoranti”.

Ma se ci riesce il cuoco, possiamo riuscirci tutti noi. Come del resto ci spiega Sadler: “Una parte importante nella riduzione dello spreco alimentare potrebbe quindi partire anche da qui, da quello che usiamo e da quello che gettiamo. Dal ripensare all’uso di determinati cibi e dall’ideare nuove interpretazioni con quello che avanza da alcune ricette”.

Un esempio di cosa potrebbe essere riutilizzato? Le bucce di frutta e verdura. Metro Cash and Carry sul tema ha attivato collaborazioni con il Banco Alimentare, associazione che come sapete si occupa della lotta allo spreco e della raccolta di cibo da redistribuire alle persone in difficoltà.

Per esempio nel 2014 Metro ha regalato alla onlus 1137 tonnellate di prodotti alimentari per un valore di 4,5 milioni di euro. Da segnalare anche la collaborazione con World Food Programme Italia, agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di fame nel mondo.

Condividi!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *