Sette Cucina Urbana, un nuovo modo di intendere la cucina milanese

Cucina Sette Urbana, un luogo dove la tradizione milanese si fonde con l’innovazione. Dove le radici culinarie lombarde vanno a braccetto con la sperimentazione e l’escursione in piatti innovativi.

Siamo stati alla presentazione di questo locale in via Dell’Orso a Milano, dove convivono diversi concetti di ristorazione.

Dal ristorante propriamente detto alla caffetteria passando per il lounge bar. L’iniziativa nasce da Massimo Moroni e Clemente Tassello.

Moroni è chef di provata esperienza nella ristorazione lombarda in locali simbolo come Savini e Don Lisander: dal risotto alla cotoletta fino alle soluzioni più creative, grazie anche al supporto di una giovane squadra. Tassello, già fautore insieme a Moroni della start up Sei.it, ha una lunga esperienza da manager del settore che ha compreso la gestione dell’iniziativa Bar Atlantic di Esselunga.

Massimo Moroni e Clemente Tassello 1024x683 Sette Cucina Urbana, un nuovo modo di intendere la cucina milanese

Sette Cucina Urbana, ideale per ogni momento della giornata

Una delle particolarità di Sette Cucina Urbana è che si tratta di un locale adatto ad ogni momento della giornata. I diversi ambienti rispondono a precise esigenze.

Anzitutto va segnalata la gradevolezza della cucina a vista. All’ingresso si trova la zona caffetteria e pasticceria, con squisitezze di produzione propria.

Poi c’è la sala “social” con lunghi tavoli, ideale per agevolare la socializzazione e trascorrere pranzi o aperitivi con colleghi o amici. Naturalmente non manca un’area con un’ambientazione più raccolta, con luci soffuse, adattissima a una cena d’atmosfera.

Un posto moderno ma nel contempo accogliente e innovativo per quanto riguarda la diversificazione degli ambienti e dell’offerta.

Tra i piatti segnalo il cuore di baccalà d’Islanda e salmone marinato con alga nori. Oppure il riso carnaroli al placton di mare con regina di capasanta.

E ancora segnalerei la tagliatina di manzo con caponatina di verdure e spinacino novello. Oppure il tamburello di tonno con cipollina caramellata e giardinetto.

Senza dimenticare la cotoletta a orecchio d’elefante, autentico caposaldo della cucina meneghina. A dimostrazione di come i piatti della tradizione possono e in molti casi devono convivere con pietanze rivisitate.

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