Fare estetica significa curare la pelle e la forma fisica

Fare estetica significa curare la propria pelle e la propria forma fisica attraverso delle scelte di  “qualità”, sia che si parli di  alimentazione, sia che ci si riferisca a trattamenti nel campo estetico, senza scordare il movimento.

Oggi sui giornali, alla radio e in televisone, nonché sul web, si parla con notevole frequenza di estetica legata al cibo e correlata alla cura del corpo e della salute.

E non per caso, visto che si tratta di binomi che nel secolo del benessere e del “bellessere” non possono assolutamente essere scissi.

In sostanza, fare estetica significa riarmonizzare gli equilibri che il tempo e gli stress quotidiani hanno perturbato, ridonando ai tessuti  elasticità, lucentezza e setosità.

L’intervento base è quello di smuovere le masse attraverso strumentazioni e procedimenti specifici, come le vacuum terapie, le radiofrequenze e la crioterapia, solo per citare alcuni dei più conosciuti e pubblicizzati.

Sicuramente anche un trattamento cosmetologico successivo aiuta a reidratare e a rallentare la perdita dei liquidi tissutali, fra le cause principali di un invecchiamento anticipato.

Young woman receiving electric facial massage.

Evitare stress ai tessuti

L’ausilio di apparecchi studiati appositamente è utile per stimolare sia il maggior flusso ematico e linfatico sia anche alcune cellule, dette fibroblasti, che sono preposte alla produzione di collagene endogeno.

Attenzione, però, a non  stressare troppo i tessuti: ovvero l’eccessiva stimolazione potrebbe far produrre tessuto fibroso, causando un peggioramento.

In tale circostanza, infatti, inizialmente si verifica la comparsa della classica buccia d’arancia, con le antiestetiche fossette, poi, una volta avviato il processo, queste ultime diventano nel tempo nodi fibrosi facilmente riscontrabili al tatto e intrattabili con i classici metodi estetici.

Pertanto è opportuno affidarsi a personale esperto e ben preparato. E comunque tanto impegno, sia di tempo che, ovviamente, economico, diventa vano se non si osserva una corretta alimentazione.

Quel che introduciamo nel corpo attraverso gli alimenti facilita il percorso estetico, in quanto un apporto bilanciato di nutrienti stimola la produzione di tessuto di sostegno (collagene) e favorisce gli scambi cellulari indispensabili per l’omeostasi interna (equilibri cellulari).

Alimenti ad azione antiossidante

Bisogna quindi nutrirsi spostando l’ago della bilancia verso quegli alimenti ricchi di fibre e proteine che hanno un’azione antiossidante. Sicuramente è fondamentale mangiare più verdure e frutta, soprattutto quelle di colore scuro intenso, in quanto ricche di sostanze benefiche come gli antociani. Ma non bisogna trascurare di ingerire anche alimenti come carne e pesce ricchi in proteine.

Muesli con yogurt e mirtilli

Purtroppo attualmente stiamo vivendo un periodo dove le mode e le nuove tendenze diventano i miti da seguire con schemi rigidi e cattedratici. Fra questi l’adozione di diete povere o per nulla costituite da proteine di origine animale.

Ricordiamo al riguardo che l’uomo non è un erbivoro, per quanto si stia cercando in tutti i modi di collocarlo e classificarlo come tale. Le proteine animali sono essenziali in quanto ricche di alcune sostanze come la parolina e la lisina che nel mondo vegetale scarseggiano.

Parolina e lisina

La parolina è importante per costituire la cosiddetta struttura quaternaria delle proteine, la lisina è implicata nei processi di formazione del tessuto di sostegno. In poche parole grazie a loro i nostri tessuti, il sistema immunitario, ecc. sono sempre in “tono”.

Ma la cosa fondamentale resta la selezione alimentare, cioè assumere prodotti che siano il più possibile privi di conservanti, coloranti e simili, i quali favoriscono l’ossidazione e quindi l’invecchiamento anzi tempo delle nostre cellule.

Si può addirittura affermare che un cibo di pessima qualità a lungo andare arriva ad intaccare l’integrità del nostro DNA portando le cellule a un processo di apoptosi. In pratica le sostanze ossidative contenute in un alimento scadente diventano nel tempo talmente aggressive da arrivare  a sgretolare le unità telomeriche del DNA e far così perdere alle cellule le informazioni necessarie per poter vivere, replicarsi e comunicare fra loro.

Dott. Vito Traversa

Nutrizionista ad indirizzo Fisiopatologico

Chinesiologo, Terapista della riabilitazione fisica e strumentale

Esperto in Estetica

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