I Salumi Pasini sono tutti “senza”: marchio garantito

Per chi è intollerante a lattosio e glutine, le problematiche del vivere quotidiano a tavola sono sempre dietro l’angolo. Occhio anche ai salumi! Chi l’avrebbe mai detto che anche queste prelibatezze della gastronomia made in Italy potessero entrare nella lista nera.

Non è facile rinunciare al gusto dei salumi italiani, soprattutto DOP e IGP, che rappresentano una delle eccellenze dell’agroalimentare italiano, apprezzate in tutto il mondo, sia per le loro caratteristiche sensoriali uniche, sia perché rispondono alle esigenze dei consumatori che sono sempre più alla ricerca di alimenti in grado di coniugare gusto, tradizione, versatilità, apporto nutrizionale e convivialità.

Nella gamma di salumi a marchio Pasini, anche gli intolleranti possono scegliere secondo il piacere del momento, perché tutti i prodotti sono garantiti senza glutine e senza lattosio. 

Tra i Classici il Salame Campagnolo, i Salamini PicNic, il Salame Muletta, la Pancetta Arrotolata, il Bacon, il Salame Cotto e la Pancetta Steccata.

Proprio quest’ultima è stata usata dallo chef Theo Penati per il suo “Uovo perfetto alla carbonara”, perché ideale nel menù ‘senza’ della Cena di Gala del 26 gennaio. Le carni di suino scelte per produrre i Salumi Pasini, provengono da allevamenti italiani e la loro lavorazione bandisce l’utilizzo di sostanze allergeniche e OGM.

Ma per quale motivo potrebbe essere legittimata la presenza di latte e glutine nei salumi? Quale rapporto con la lavorazione e la conservazione della carne di suino?

Non sono queste le regole che prevede la secolare tradizione dei salumai italiani che si può far risalire all’epoca etrusca e romana, anche se il termine ‘salumen’ è riconducibile nel suo significato di ‘conservato sotto sale ‘ al Medioevo.

 La cottura e alcuni aromi naturali si aggiungeranno poi all’operazione di conservazione tramite la salatura per arrivare ai tempi nostri quando l’industrializzazione del prodotto inizierà a snaturare le antiche tradizione a favore di una produzione ottimizzata in funzione della commercializzazione.

Oltre ai conservanti, si inizia così a usare il latte in polvere utile per amalgamare la carne e accelerarne la stagionatura rimediando all’eccesso di acqua contenuta nella carne di maiale proveniente da allevamenti intensivi.

Ma il glutine? Per produrre il latte in polvere si usa la farina di frumento ed ecco che il glutine si è accasato anche qui. E allora per andare sicuri, o scegliete un marchio garantito come Salumi Pasini, oppure occhio alle etichette che riportano da norma di legge la presenza di lattosio e glutine.

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