Gli anziani e la celiachia: i sintomi e la difficoltà nella diagnosi

Gli anziani e la celiachia: i sintomi e la difficoltà nella diagnosi. Negli ultimi anni le diagnosi di celiachia sono state fatte spesso anche su persone anziane che superavano i 65 anni d’età. Queste diagnosi tardive sono tra quelle che presentano una maggior difficoltà nella loro gestione e nell’accettazione della nuova condizione.

Avete mai pensato se di punto in bianco la vostra nonna settantenne venisse diagnosticata celiaca? Come fareste a farle capire il problema, spiegarle quali sono le farine senza glutine e quelle da evitare, oppure a gestire i rischi legati alla contaminazione?

Non sarebbe certo una passeggiata, non perché la nonna in questione sia stupida, ma perché ci si trova di fronte una persona che per 70 anni non si è mai interessata di glutine, contaminazioni, spighe barrate e prontuari. Trovandosi catapultata nel mondo della celiachia dovrà rivedere un sacco di aspetti ed abitudini che ormai si saranno ben insidiate nella sua mente tanto da risultare meccanici, sia nella scelta dei prodotti al supermercato, quanto nel modo di cucinarli.

Gli anziani e la celiachia: aiutiamoli!!

Un ruolo fondamentale in questo contesto credo sia sicuramente quello dei familiari, figli e nipoti in primis. Se anche loro si trovano a contatto con la celiachia per la prima volta avranno però una mente più fresca ed abituata alla ricerca anche mediante internet, potranno quindi creare una sorta di “tabella” da tenere a disposizione dell’anziano con le informazioni basilari. In un primo periodo assisterlo nella spesa per dargli una mano nella scelta dei prodotti, nelle diciture alle quali prestare attenzione e ad eventuali accortezze da seguire.

In cucina vale la stessa regola, verificare, magari non in modo esplicito come per la spesa, ma lasciando che prepari da se, facendogli però notare eventuali errori nella fase di cottura e preparazione degli alimenti. L’attenzione e lo sbaglio per un giovane può succedere, ma pensate ad un anziano che ha sulle spalle 70 anni di metodicità e soprattutto tenete presente che, come direbbe mia nonna, “quando era giovane non c’erano mica tutte queste allergie e intolleranze”.

Non dimostriamoci quindi superficiali, ma aiutiamo i nostri nonni e genitori. Quando noi abbiamo avuto bisogno, loro ci sono stati ed ora che loro sono un pochino più bisognosi di noi, cerchiamo di dare il corretto supporto perché se è vero che ogni fascia d’età ha i suoi problemi post-diagnosi, è anche vero che un bambino ed un adolescente sono delle spugne, hanno una mente più elastica e, per l’età che hanno, sono “programmati” per assorbire quello che gli viene spiegato con facilità, mentre per un anziano non è più così immediato.

Ci servirà una maggior dose di pazienza e soprattutto lui stesso dovrà abituarsi dopo 70 anni di vita a cambiare le sue abitudini in cucina e legate all’alimentazione.

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