Santa Margherita, vini italiani da riscoprire

Ci sono dei vini diffusi, famosi, però per qualche motivo ingiustamente sottovalutati dai cosiddetti intenditori.

Perché ritenuti erroneamente banali, quando in realtà rappresentano una parte importante del patrimonio enologico italiano e sanno regalare grandi sensazioni.

Nell’ottica di valorizzare certi nomi “storici”, il gruppo vinicolo Santa Margherita ha messo insieme una proposta autunnale che include tre tipologie di vino da rivalutare: il Prosecco di Valdobbiadene, il Muller Thurgau e il Chianti Classico.

“Vini che solo all’apparenza, e spesso per un errato atteggiamento snobistico, possono essere definiti semplici o banali quando invece si rivelano il più delle volte sorprendenti per la loro vibrante fragranza, godibili nella loro appetitosa succulenza, gioiosi per la loro fruttata croccantezza”, spiegano i fautori dell’iniziativa che nel dettaglio va a proporre il Prosecco Superiore di Valdobbiadene Brut – Santa Margherita, il Müller Thurgau Alto Adige 2015 – Kettmeir
e il Chianti Classico 2013 – Lamole di Lamole. Bollicine, bianco e rosso, dalle valli sudtirolesi alle colline venete per arrivare alla terra di Toscana, in un viaggio attraverso zone che esprimono da sempre il meglio della tradizione vinicola italiana.

Santa Margherita, oltre gli stereotipi

Niente nomi o etichette particolari, niente specchietti per le allodole ma un richiamo a sperimentare bottiglie con nomi familiari, oltre vecchi e nuovi stereotipi:

“Tre vini, questi, che vogliamo proporvi perché in grado di demolire finalmente la stereotipata definizione di ‘vino-base’, muovendosi coi loro profili sensoriali anche in altezza e in profondità, donando così pienezza e leggerezza al nostro bere quotidiano”.

Insomma stiamo parlando di grandi classici da assaporare come fosse la prima volta, da scoprire come se fossero l’ultima esotica novità che ci affascina, magari, solo perché arriva dall’altra parte del mondo.

In queste tre tipologie di vino “di facile reperibilità ed immediato consumo” c’è la storia dell’Italia a tavola, in diverse sfaccettature.

Prendiamo il Chianti Classico, un pezzo di cultura italiana:

“Un vino rosso che sa riassumere in sé le note fragranti di frutta rossa e fiori accanto a quelle più austere di erbe aromatiche e sottobosco, il tutto reso vibrante e dinamico dalla tannicità calibrata e la struttura raffinata”.

 

Condividi!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *