Grani antichi: molti agricoltori li stanno riscoprendo, ma bisogna fare attenzione

grani antichi Silroby

Gli agricoltori italiani stanno tornando a piantare i grani antichi, che si adattano meglio alle coltivazioni biologiche

Se ci si guarda intorno con la giusta attenzione è possibile accorgersene. Nei campi del nostro Paese si vedono campi con grani particolarmente alti.

A cosa è dovuto questo? Al fatto che gli agricoltori del nostro Paese stanno riscoprendo i grani antichi, che vengono piantati in quanto si adattano con più facilità alle coltivazioni biologiche.

I grani antichi stanno tornando di moda e il fenomeno, nonostante numeri che non fanno comunque gridare a un grande successo (in Sicilia, una delle regioni più estese d’Italia, è coltivata in questo modo solo l’1% dell’intera superficie agricola), non va sottovalutato.

Grani antichi: ecco come sono cambiate le cose negli ultimi dieci anni

Negli ultimi dieci anni le cose per quanto riguarda il ritorno dei grani antichi sono senza dubbio cambiate. Anche se non in maniera esponenziale, è cresciuta la superficie coltivata in questo modo, e nei punti vendita specializzati è sempre più facile trovare farine preparate con grano di varietà Ruffello o Saragolla Lucana (sono solo due tra i tanti punti di riferimento da considerare quando si parla di grani antichi).

Per essere chiari è però fondamentale specificare che per i celiaci non cambia nulla. Nonostante le affermazioni senza dubbio azzardate e pericolose legate a diverse campagne di marketing, non si può certo negare che il grano antico non contenga glutine e che non sia dannoso per chi soffre di malassorbimento di questo protide.

Caratteristiche dei grani antichi: ecco quali sono

Quali sono le principali caratteristiche dei grani antichi? Per capirlo è necessario chiamare in causa un’altra distinzione, ossia quella tra grani migliorati e grani locali. In entrambi i casi si parla di una selezione artificiale, motivo per cui non si può certo affermare che il grano antico sia più naturale di quello moderno.

Più che di una distinzione temporale si può discutere di una distinzione riguardante la tipologia di lavorazione. A tal proposito è necessario considerare come spartiacque temporale gli anni ’20 e gli anni ’30, durante i quali il celebre genetista Nazzareno Strampelli sostituì la selezione messale – messa in atto personalmente dai contadini con una scelta dettagliata delle piante migliori da seminare – con una selezione messa in atto in laboratorio.

Da allora gli agricoltori hanno iniziato a considerare come riferimento proprio queste varietà migliorate che, se costituite prima degli anni ’40, sono considerate grani antichi.

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