Prodotti senza glutine, ma zeppi di olio di palma

Prodotti senza glutine, ma zeppi di olio di palma: una realtà spesso sottovalutata. Purtroppo chi è intollerante o allergico al glutine deve fare i conti giornalmente con questo paradosso: ovvero assumere cibo per evitare l’insorgere di problematiche connesse alla celiachia sapendo, però, che quello stesso cibo può innescare altre patologie, magari nel lungo periodo.

È un fatto che molti prodotti senza glutine contengano rilevanti quantità di olio di palma, con tutto quello che ciò può comportare in termini di colesterolo oppure di obesità infantile.

Lo stesso Sistema Sanitario Nazionale incarna questa contraddizione perché sovvenziona e promuove prodotti per celiaci senza discernere tra quelli che contengono oppure no il grasso tropicale.

Prodotti senza glutine, ma zeppi di olio di palma: il caso

Recentemente La rivista “Test-Salvagente” ha effettuato una ricognizione in diversi punti vendita di vario tipo, certificando il fatto che nelle farmacie e nei supermercati è molto difficile scovare prodotti “palm free”: la situazione migliora nei negozi specializzati che si stanno attrezzando in tal senso.

L’indagine segnala che negli esercizi commerciali pensati per gli intolleranti al glutine si trovano con molta più facilità alcuni dei marchi che hanno abbandonato l’utilizzo dell’olio di palma, oppure che hanno lanciato una linea specifica “palm free”: tra questi figurano per esempio NutriFree, Céréal (linea BuoniSenza), Più Bene e Contiamo.

La questione al momento non è di facile risoluzione. Secondo le analisi degli esperti, il massiccio ricorso all’olio di palma nei prodotti gluten free si spiega così: utilizzando farine leggere come quella di mais o di riso, ecco che c’è la necessità di aggiungere una maggiore quantità di grassi per rendere quel particolare cibo più commestibile o gustoso.

Quindi l’industria alimentare del “senza glutine” tende ad incrementare la percentuale di grassi idrogenati per migliorare l’appetibilità e la consistenza del prodotto.

Discorso simile vale anche per gli zuccheri raffinati, aggiunti in quantità considerevole per gli stessi motivi, ovvero per dare più sapore al prodotto.

L’auspicio è che aumenti sul mercato la quota di aziende che opta per una soluzione salutistica, evitando quindi di eccedere in grassi idrogenati e zuccheri raffinati.

 

 

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