Daikon: la radice dalle mille varietà e dal sapore unico

Daikon MarcoMayer

Dal sud-est asiatico arrivano tante varianti del daikon

Il Daikon non è (ancora) un ingrediente famoso qui in Italia. Non tutti gli alimenti sono conosciuti con lo stesso nome in giro per il mondo. Un esempio emblematico è il daikon. Letteralmente il nome si può tradurre come “grossa radice”, ma in vari Paesi ha assunto anche altre denominazioni. Qui si è soliti chiamarlo ravanello cinese (o giapponese – dipende dalle varianti).

Originario del sud-est asiatico, è proprio in questa area che ha cominciato ad essere consumato centinaia e centinaia di anni fa. Dicevamo dei nomi, il più comune è quello inglese di daikon radish, ma qualcuno lo chiama ravanello bianco, ravanello invernale, ravanello orientale o anche ravanello lungo bianco. Per il Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti è invece ufficialmente chiamato Ravanello dei semi oleosi.

Il daikon può raggiungere 1 metro di lunghezza e 45 kg di peso

Il daikon produce radici bianche che assomigliano a delle carote e generalmente raggiungono i 35 cm di lunghezza e i 10 di larghezza, tuttavia esistono delle delle varianti giganti in Giappone che misurano  un metro e mezzo e possono pesare fino a 45 kg! Il colore è tipicamente bianco, tuttavia esistono versioni più colorate, come quella che cresce in Cina: è verde chiaro ed ha una forma simile a quella della patata.

In base alle varietà,  può resistere a climi diversi tra di loro: quella cinese e quella indiana, per esempio, tollerano temperature elevate, mentre i ravanelli bianchi che crescono in Giappone o nell’Africa dell’est hanno bisogno di climi più miti. Esistono varianti adatte ai climi europei, infatti esistono colture fruttuose anche in Inghilterra.

Il daikon aiuta anche le altre coltivazioni

Il daikon, a differenza di altre radici, che necessitano tempi lunghi per la maturazione, cresce molto rapidamente. La radice può essere conservata per diverse settimane se mantenuta in un posto fresco ed asciutto, tuttavia quelle immagazzinate in luoghi non adatti si deteriorano molto rapidamente.

Scavando nel suolo, il daikon raccoglie i nutrienti del terreno ad una profondità notevole ed è una radice che si abbina bene alle coltivazioni di legumi che hanno bisogno solo di qualche centimetro di terra per poter crescere. Inoltre, in caso di inverni particolarmente rigidi, la radice si decompone rilasciando ricchi nutrimenti che aiutano tutte le altre colture.

In cucina il daikon si usa in tantissimi modi

Il daikon può essere impiegato in tantissimi piatti. Ciascuna cucina predilige utilizzarlo in una determinata maniera, quindi è difficile fare un discorso generale su come potrebbe essere ingerito.

In Giappone è impiegato per preparare la salamoia oppure per dare gusto alla salsa di soia. In Cina il daikon viene usato come guarnizione elaborata per piatti di alto livello, oppure all’interno di zuppe e stufati.

Nella cucina coreana questa radice viene bollita e consumata a pezzi come ingrediente aggiuntivo per le insalate. In Vietnam, invece è spesso consumato come condimento per alcune tipologie di panini.

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