Tenuta di Artimino: un luogo dell’anima tutto da scoprire

La bellezza ancora negli occhi e nel cuore dopo EatPrato

Definire la Tenuta di Artimino un luogo dell’anima è a mio avviso il modo migliore per descrivere un esempio di amore per l’eccellenza enogastronomica toscana.

Nel corso della due giorni di EatPrato ho avuto modo di visitare la proprietà, che è stata acquistata nel 1935 dal ciclista Giuseppe Olmo, detentore del record dell’ora nella storica location del velodromo Vigorelli, un altro luogo speciale che è nella memoria degli anni giovani di tantissime persone.

Al ristorante Biagio Pignatta l’ospitalità omaggia la tradizione toscana

Parlare della Tenuta di Artimino significa raccontare di un hotel immerso nella meraviglia della campagna toscana ma anche del ristorante Biagio Pignatta, un luogo magico che prende il nome dal maggiordomo di Ferdinando I de’ Medici.

Visitare questo ristorante vuol dire perdersi nelle splendide sale, ma anche immaginarsi nel dehors a gustare un’ottima grigliata con carne regionale. Non è un fantastico anche solo il pensiero di momenti così, perfetti per ritemprarsi e per scoprire la magia di una regione che, qualunque città si visiti, è sempre pronta a lasciare con il fiato sospeso? Io non posso che dire di sì perché ho avuto modo di vivere anche solo una parte di questa esperienza bellissima e posso solo esserne onorata.

I vigneti della Tenuta di Artimino, un tesoro inestimabile

La Tenuta di Artimino è un tesoro inestimabile non solo per la bellezza estetica della villa La Ferdinanda e per l’atmosfera magica del ristorante. Descrivere questa proprietà significa in particolare ricordare i vigneti, che si estendono per 80 ettari e che sono coltivati soprattutto a Sangiovese, ma anche a Trebbiano, Malvasia Bianca, Cabernet Sauvignon e Merlot.

Per scoprirli e apprezzarli bisogna aprire gli occhi e il cuore, lasciando correre lo sguardo per una campagna che si estende a dismisura, con il versante che guarda Firenze coltivato a Chianti docg. Anche solo a scrivere di questi vini mi viene in mente il florilegio di profumi che si libera ogni volta che si apre una botte e che si entra in quei luoghi unici che sono le cantine, veri e propri universi di meraviglie ed eccellenze che rendono lustro al nome del nostro Paese nel mondo.

Ogni volta che torno in Toscana mi sento accolta in una terra ricca di affetto e ospitalità. L’esperienza di EatPrato e la visita a un luogo come la Tenuta Artimino hanno solo rafforzato questa impressione e, soprattutto, hanno fatto crescere la nostalgia una volta calato il sipario sulla kermesse.

Ho conosciuto e rivisto di persona delle “amiche” virtuali che si sono rivelate ottime compagne di viaggio:  Elisabetta Cuturiello,  Fabiola Puglieri, Gaia Innocenti, Jacopo Mariutti,  Sandra Pilacchi, Tamara Giorgetti, Teresa Balzano, Martina Toppi e Teresa De Masi

 

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