EatPrato: un blog tour all’insegna del sorriso

A spasso tra ristoranti e musei con EatPrato

Nei giorni di EatPrato l’impegno quotidiano è stato davvero molto alto, soprattutto nel blog tour, che mi ha permesso di scoprire l’essenza di una città speciale, dove è possibile perdersi tra i vicoli e scoprire piccoli punti vendita di prodotti tipici e ristoranti dove ti accolgono con quel calore che è tipico dei toscani e che li rende capaci di toccare il cuore già dalle prime parole che ti dicono quando ti incontrano per la prima volta.

Spazio alle blogger grazie al contest organizzato da #EatPrato

Uno dei ricordi più belli che mi porterò a casa dalla tre giorni di eatPrato, che si è rivelata un modo fantastico per inaugurare la stagione estiva, è senza dubbio il contest per food blogger, che mi ha vista partecipare assieme ad altre 17 colleghe di tutta Italia.

Il contest è cominciato ben prima della manifestazione in Toscana, esattamente quando sono arrivate nelle nostre cucine alcuni prodotti tipici del territorio, con l’invito a dare vita a una ricetta capace di celebrare l’eccellenza e l’unicità di una città che è famosa in Italia e non solo per specialità come la mortadella, la farina GranPrato, le Pesche, i biscotti (da non confondere con i cantuccini).

La vincitrice del contest è stata Valeria Fricano con gli Gnudi alla mortadella di pane e briciole di biscotti di Prato. Le ricette che hanno partecipato al contest erano tutte davvero squisite e la scelta è stata ardua. Le foodblogger sono state protagoniste di uno show cooking davvero interessante svoltosi in Piazza del Comune, tra gli sguardi di moltissime persone, queste esperte blogger hanno così saputo suscitare l’interesse di appassionati e  non che si trovavano con noi quel giorno.

Il fascino del Museo del Tessuto, un viaggio nel passato

Sempre nei giorni del blog tour ho avuto l’onore di visitare il Museo del Tessuto, cuore della storia industriale della città.

Passeggiare per i locali di questa ex fabbrica tessile significa essere parte di un viaggio nel passato di una città che ha fatto dell’eccellenza produttiva in questo settore un fiore all’occhiello che ha dato lavoro a tantissime persone nel corso degli anni, rendendo questo bellissimo centro urbano un distretto che, ancora oggi, è sinonimo di qualità senza eguali per quanto riguarda la produzione dei tessuti e che, soprattutto, è per questo apprezzato da grandi firme della moda di tutto il mondo.

Sono passati più di 40 anni da quando il Museo del Tessuto ha aperto i battenti e io sono davvero felice di aver avuto modo di visitarlo e di scoprire che non importa se si parla di moda o di cucina, dal momento che il nome del nostro Paese, quando alla base vi sono passione e attenzione alla qualità di ogni singola fase del processo produttivo, è sempre sinonimo di un’eccellenza che sfiora la perfezione.

 

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