Come si mangia in Zambia?? Lo scoprirete solo leggendo

Tempo di preparazione:

Appena tornata da un viaggio di lavoro in Zambia, ho voluto  condividere con voi un po’ delle meraviglie della cucina locale.

La cucina tradizionale dello Zambia è prevalentemente a base di polenta ottenuta da farina di mais bianco (Nshima), a volte sostituita dalla farina di cassava (sima ya chikhau or chinangwa), sorgo (ima ya chidomba), o miglio (sima ya kambala), intinta in salse a base di verdure, quasi sempre a base di pomodoro.


Nshima
: il concetto di “nshima” e ciò che rappresenta è la base stessa della vita. Nshima è l’alimento base per i 10 milioni di abitanti dello Zambia e si mangia almeno due volte al giorno per il pranzo e la cena. Nshima è un alimento base mangiato non solo dagli zambiani ma anche in Malawi e molti altri vicini africani. Quasi tutte le lingue africane indigene in Zambia probabilmente chiamano la nshima con un nome diverso a seconda della lingua della zona specifica e della variazione dialettale: I Chewa , tumbuka e i Ngoni dello Zambia e Malawi Orientale la chiamano ad esempio Sima o nsima, la popolazione Bemba del Nord Zambia la chiamano ubwali, mentre i Tonga dello Zambia meridionale la chiamano Insima e i Lozi dello Zambia Occidentale la chiamano Buhobe.

Farina di mais bianco, proprietà nutrizionali

La farina di mais bianco è senza glutine? Sì. Il mais non contiene glutine, tuttavia chi ha una spiccata celiachia, dovrebbe assicurarsi di acquistare farina a marchio “gluten free” solo per eliminare il rischio di contaminazione. In effetti chi ha un’elevata sensibilità al glutine dovrebbe farlo con qualsiasi alimento acquistato oppure ricorrere all’autoproduzione.

Quante calorie ha la farina di mais bianco? 

1oo grammi di prodotto hanno circa 362 kcal date per l’85.8% da carboidrati. I valori nutrizionali riferiti a 100 grammi di prodotto vedono le seguenti proprietà nutrizionali:

  • Grassi – 3,86 g
  • Carboidrati – 76,85 g
  • Fibra alimentare – 7,3 g
  • Proteine – 6,93 g
  • Acqua – 10,9 g
  • Calcio – 7 mg
  • Ferro – 2,38 mg
  • Magnesio – 93 mg
  • Fosforo – 272 mg
  • Potassio – 315 mg
  • Sodio – 5 mg
  • Zinco – 1,73 mg
  • Manganese – 0,46 mg
  • Rame – 0,23 mg
  • Selenio – 15,4 µg
  • Vitamina B1 – 0,246 mg
  • Vitamina PP – 1,9 mg
  • Folati – 25 µg
  • Colina o Vitamina J – 21,6 mg
  • Vitamina E – 0,42 mg

Uno degli aspetti più significativi del pasto di base dello Zambia è che la Nshima è sempre presentata con una pietanza di accompagnamento, “relish”.  Il secondo piatto che è sempre servito con nshima è a base di piccoli pesciolini di fiume essiccati (kapenta), uova, fagioli o a volte anche bruchi (caterpillar) o carne, a volte accompagnato anche da una piccola porzione di verdure selvatiche che semplicemente crescono in giardino come ad esempio le foglie di cavolo, noto come “rape”, foglie di zucca, foglie di pisello, foglie di manioca, foglie di fagioli, foglie di fagiolini, oppure l’okra, o l’impwa o la zucca (piccole melanzane bianche) o il cavolo.

Ricetta Nshima per 3-4 persone

  • 4 tazze di acqua
  • 2 tazze di farina di mais bianco

Preparazione: Versare 4 tazze di acqua in una pentola e riscaldare l’acqua per 3 – 4 minuti o fino a che non diventa tiepida. Versare ¾ della farina di mais nella pentola un cucchiaio per volta, mescolando continuamente con un mestolo di legno. Continuate a mescolare lentamente fino a quando il composto comincia ad addensarsi e a bollire. Abbassare il fuoco, coprire la pentola e lasciare cuocere a fuoco lento per 3 a 5 minuti.

Lentamente, poco per volta, versare nella pentola il quarto di farina avanzata e mescolare fino a che il composto non diventa liscio e denso. Regolare la densità della Nshima a proprio piacimento aggiungendo o più o meno farina. A questo punto spengere il fuoco e lasciare riposare la Nshima per altri 2 o 3 minuti.

 

 

 

Su Benedetta Raspini

Dopo la laurea magistrale in Scienze Biologiche ha conseguito un Master in Nutrizione Clinica e Dietetica presso l’Università di Siena, frequentando poi il corso di perfezionamento in Nutrizione nelle Discipline Sportive. Ha lavorato presso il Centro Obesità dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Pisana, e attualmente svolge il tirocinio presso l’ospedale San Paolo dove segue in particolare i pazienti affetti da insufficienza renale cronica e svolge attività di ricerca nell’ambito di un progetto europeo. Attualmente, inoltre, frequenta il primo anno della Scuola di Specializzazione in Scienza dell’Alimentazione presso l’Università di Milano. Dal 2012 svolge attività di libero professionista presso alcuni studi medici a Lucca.

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