La radice di curcuma: una spezia indispensabile

Un espediente che arricchisce i vostri condimenti: la radice di curcuma

La radice di curcuma è una pianta dalla quale derivano ben 80 specie conosciute in natura. Buona parte di esse viene utilizzata dall’industria alimentare. La sua coltivazione avviene nel sud-est asiatico e, in particolar modo, in Cina, India, Taiwan e Indonesia. In India, la radice di curcuma viene anche adoperata in occasione del rito di promessa matrimoniale: essa, infatti, viene messa al collo della futura sposa.

Le popolazioni dell’India è da oltre 4000 anni che utilizzano questa pianta per i loro rituali. In virtù del suo colore arancione particolarmente vivace, la radice di curcuma è impiegata anche per tingere i tessuti. Ancora oggi viene usata a tal fine dai monaci buddisti. Sempre in India, inoltre, sembra che questa pianta sia anche una buona materia prima per la creazione di cosmetici per occasioni speciali (matrimoni, compleanni, date da ricordare, eccetera). G

Grazie all’essiccazione delle sue radici, si ottiene una polvere che viene utilizzata molto in cucina per arricchire di sapore le pietanze. Sono diverse le caratteristiche benefiche della radice di curcuma per il nostro organismo di cui ci occuperemo nel paragrafo seguente.

La radice di curcuma: le caratteristiche benefiche della pianta

La radice di curcuma può essere considerata un naturale antinfiammatorio specie per le articolazioni. Produce altresì degli effetti diuretici per il nostro organismo. La sua azione, infatti, consente di espellere dal nostro corpo le tossine e favorisce l’aumento della produzione della bile. Le sostanze contenute all’interno della radice di curcuma, inoltre, fanno sì che queste spezie siano in prima linea anche nella prevenzione di diverse forme tumorali.

La sua azione inoltre, è di forte contrasto agli attacchi di batteri, protegge l’attività cardiovascolare del nostro cuore, tende a restituire equilibrio alla quantità di zuccheri presenti nel sangue. Bisogna stare attenti alla quantità di radice di curcuma che si assume: infatti, delle dosi eccessive possono provocare alcuni effetti indesiderati, quali acidità gastrica e nausea. A questi si aggiungono anche diarrea, calcoli e ulcere.

Secondo quanto è stato scoperto di recente dalla comunità scientifica, un tubero di radice di curcuma è in grado di prevenire delle malattie moderne e degenerative, quali i morbi di Parkinson e di Alzheimer. Sono anche importanti le proprietà che contrastano efficacemente la depressione. Grazie alla presenza di un principio attivo contenuto nella radice di curcuma, vengono anche regolati due importanti neurotrasmettitori del nostro sistema nervoso, come la dopamina e la serotonina.

Gli utilizzi più comuni in cucina della radice di curcuma

Gli usi della radice di curcuma in cucina sono piuttosto variegati. La polvere che fuoriesce dalla macinazione del tubero viene chiamata lo “zafferano dei poveri”, molto utilizzata per dare sapore ai condimenti, in particolar modo ai secondi piatti a base di carne. Il suo costo rispetto allo zafferano è nettamente più basso.

Le radici ridotte in polvere, di colore giallo scuro sono massicciamente presenti all’interno del curry. Dopo un particolare trattamento, che prevede l’ebollizione dei rizomi e una loro successiva essiccatura in forno, dalla radice di curcuma si può anche ricavare un colorante che viene utilizzato dall’industria alimentare.

 

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