Intolleranza ai lieviti? Fatti questo arrosto!!

Tempo di preparazione:

La nostra, si sa, è la cucina più buona del mondo e, almeno da questo punto di vista, siamo fortunati. Ma pane, pasta e pizza possono essere anche causa di problemi, uno di questi è il lievito.

Molte delle pietanze più buone che conosciamo, dal dolce al salato, richiedono un processo di lievitazione ma anche molti altri cibi cui normalmente non penseremmo contengono lieviti, come ad esempio, la birra, alcune tipologie di vino, il dado e l’aceto; altri ancora, invece, non sono di facile individuazione. Bisogna stare molti attenti a tutti quei preparati industriali che potrebbero contenere tracce di lieviti.

Insomma, anche nel caso d’intolleranza al lievito l’etichetta diventa di fondamentale importanza.

Già, parliamo anche in questo caso di un’intolleranza alimentare, in quanto l’organismo non tollera l’assunzione di uno specifico cibo e reagisce con una serie di disturbi. In questo caso, la reazione all’intolleranza al lievito è la disbiosi intestinale.

Si tratta di un’alterazione della flora batterica e degli enzimi che naturalmente vivono nell’intestino. Essi hanno un ruolo importantissimo per mantenere la salute dell’intestino e di tutto l’organismo. Un individuo affetto da disbiosi accuserà diversi sintomi: stitichezza e/o dissenteria, gonfiore e dolore addominale, malumore, disturbi del sonno e candidosi vaginale.

Disturbi in grado di incidere negativamente sulla qualità della vita; tuttavia, il disturbo più pericoloso è il malassorbimento del cibo. Non riuscendo ad assorbire correttamente i nutrimenti si va incontro a situazioni molto pericolose per la salute: squilibri metabolici, perdita di peso e stanchezza cronica.

Ecco perché è importante se si sospetta di soffrire di intolleranza ai lieviti, mettersi subito in contatto con un medico specialista che potrà diagnosticare correttamente se e in che misura si tratti d’intolleranza e come fare per eliminare i sintomi.

Le intolleranze, per fortuna, sono transitorie. Se si seguono i consigli degli esperti e si applica scrupolosamente una dieta, prima di privazione e poi di rotazione, cioè se in un primo momento (per almeno 15 giorni) si escludono gli alimenti non tollerati e poi si rintroduco gradualmente, si può far tornare l’organismo a tollerare il cibo “incriminato”.

Oltre alla dieta il medico sarà in grado di individuare il tipo d’integratore più adatto rispetto alla specifica esigenza. I fermenti lattici sono sicuramente una buona soluzione in caso di alterazione della flora batterica intestinale, sono in grado di contenere la proliferazione de i batteri nocivi e, allo stesso tempo, favorire l’assorbimento dei nutrimenti.

Con un arrosto cucinato in maniera molto naturale anche chi ha problemi di lieviti potrà mangiare questo arrosto! ma il bello è che potranno mangiarlo anche quelli con intolleranza al glutine, al lattosio e al nichel.

Intolleranza ai lieviti? Fatti questo ottimo arrosto

Ingredienti per 4 persone

  • 800 gr. di arrosto di vitello
  • ½ lt di brodo vegetale
  • qualche rametto di rosmarino
  • 1 cucchiaio di rosmarino tritato
  • 2 cucchiai di olio extravergine d’oliva
  • 2 spicchi d’aglio nero
  • q.b. sale

Preparazione

Preriscaldate il forno a 160 gradi. Lavare e asciugate il rosmarino e infilatene qualche rametto fra la rete e la carne.

In una teglia antiaderente adagiate il pezzo di carne, aggiungete gli spicchi d’aglio e un po’ di rosmarino tritato e infornate. Bagnate con un mestolo di brodo e coprire la teglia.  Proseguite la cottura per circa un’ora e mezza. Ogni tanto girate la carne. Se il fondo di asciuga aggiungete altro brodo.

Una volta pronto, togliete dal forno,  irrorate con un filo di olio e lasciate raffreddare prima di tagliarlo a fettine.

Nota per celiaci o sensibili al glutine

Nota per celiaci o sensibili al glutine

Controllate sempre che gli ingredienti che adoperate per la preparazione delle vostre ricette siano adatti ai celiaci e alle persone sensibili al glutine. Verificatene la spiga sbarrata, la presenza sul Prontuario dell’AIC o le indicazioni sull’etichetta del produttore.

Nota per gli intolleranti al lattosio

Nota per gli intolleranti al lattosio

Dalla nota ministeriale: E’ stata eliminata la dicitura “delattosato”, in quanto precedentemente associata alla dicitura “dietetico”. Si potrà usare al suo posto la dicitura senza lattosio per i prodotti lattiero caseari e per il latte con contenuto di lattosio inferiore a 0,1 g per 100 g o ml

Nota per l’intolleranza al nichel

Nota per l’intolleranza al nichel

Sia che sei intollerante al nichel alimentare, allergico al nichel da contatto (DAC) o che ti è stata diagnosticata La SNAS non esiste una cura definitiva e non esiste un modo per eliminare questo metallo dalla vita di una persona. Per alleviare i sintomi è necessario seguire una dieta a rotazione a basso contenuto di Nichel e osservare tutte le regole relative a cosmetici, detersivi, pentole e stoviglie, abbigliamento idoneo etc.

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3 commenti a “Intolleranza ai lieviti? Fatti questo arrosto!!

  1. Giusy

    Buonasera, ho scoperto tramite ALCAT Test di essere intollerante al nichel, al frumento ed ai lieviti. Ho trovato questa ricetta e vorrei prepararla a casa, ma mi sorge un dubbio. La mia nutrizionista mi ha raccomandato di usare l’olio solo a crudo perché con l’alta temperatura si scatena il nichel, però ho letto in molte ricette che durante la cottura viene utilizzato. Potrei avere delucidazioni in merito? Grazie mille per la risposta e buona serata. Giusy

    1. Tiziana Autore articolo

      Buongiorno fritture prolungate e ad alta temperatura sono fortemente sconsigliate. Viene utilizzato in alcune ricette dove utilizzo la cottura al forno ed esclusivamente l’olio extravergine di oliva (che ha uno dei punti di fumo più elevati fra tutti gli oli, tollerando temperature prossime ai 180°C). Tra l’altro l’olio d’oliva ha un indice di degradazione sensibilmente più basso rispetto agli altri oli vegetali.

      La maggior parte delle volte lo utilizzo a crudo. L’arrosto puo’ bagnarlo con il latte, il brodo, il sidro artigianale, del miele diluito in un po’ di brodo

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