Nima: l’apparecchio che rivela il glutine negli alimenti

Cos’è Nima? Un piccolo apparecchio che arriverà in Italia nei prossimi mesi, e che ha lo scopo di rilevare la presenza di glutine negli alimenti. La sua introduzione sul mercato italiano può quindi interessare davvero tante persone, che ogni giorno vivono in prima persona l’esperienza della malattia autoimmune che rende impossibile l’assorbimento intestinale del glutine. Nima è davvero la soluzione perfetta per i celiaci?

Associazione Italiana Celiachia: la dieta è l’unico trattamento

La notizia dell’arrivo in Italia di Nima ha ovviamente fatto parlare chi, a diversi livelli, si occupa di celiachia e di trattare il problema delle intolleranze al glutine. Secondo quanto specificato da Sensor lab, la start up che si è occupata dello sviluppo di Nima, il dispositivo è in grado di rilevare una quantità di glutine corrispondente a 20 mg/kg (la soglia per considerare un alimento gluten free).

Le dichiarazioni dell’Associazione Italiana Celiachia in seguito alla diffusione di queste notizie hanno riguardato soprattutto l’importanza della dieta senza glutine, considerata l’unica opzione di trattamento per far fronte alla celiachia e per evitare che i suoi sintomi pregiudichino eccessivamente la qualità della vita.

Non esistono forme di celiachia leggere

Dall’Associazione Italiana Celiachia è arrivato un altro monito: le forme leggere della malattia non esistono e anzi chi ha sintomi blandi è in una situazione ancora più difficile, dal momento che, per questo motivo, può arrivare ad assumere alimenti contenenti glutine senza eccessive preoccupazioni.

La dieta rimane l’unica opzione di trattamento e dovrebbe essere scelta evitando di lasciarsi prendere dalle mode, dal momento che privarsi del glutine senza problemi di celiachia vuol dire non fornire al corpo il sufficiente apporto di zuccheri.

Per quanto riguarda Nima in sé, dall’Associazione Italiana Celiachia è arrivata una linea basata su un atteggiamento prudente. Di strumenti come questo in commercio ne esistono già diversi e dovrebbero essere approcciati con cautela, dal momento che il loro utilizzo eccessivo può causare confusione e allarmismo in chi soffre di celiachia.

Il compito di eseguire la diagnosi definitiva spetta sempre ai professionisti del campo medico e non al singolo individuo, che deve seguire pedissequamente le indicazioni del proprio specialista di fiducia e, in seconda battuta, accertarsi che ristoratori e produttori di alimenti siano sempre attenti alle esigenze di chi, ogni giorno, ha a che fare con una delle malattie autoimmuni più diffuse tra quelle a carico dell’apparato gastrointestinale.

 

 

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