La ricetta del buon umore: alimenti e consigli per vivere meglio

Il buon umore rappresenta per i più solo una parola presente, chi sa per quale ragione, nel vocabolario ma di cui oggigiorno si stenta sempre più a ricordarne il significato.

Non c’è da meravigliarsi se finanche gli adolescenti, sempre più irrequieti e nervosi, a volte esaltati, sembrano essere colpiti dallo stress, tanti sono gli impegni a cui assolvere e le responsabilità alle quali si sentono, loro malgrado, chiamati, già in tenera età.

Possibile che non ci sia una via di fuga? Possibile non vi sia qualche accorgimento per evitare che la nostra vita vada persa tra affanni e tristezze?

Un modo esiste e come, anzi più d uno in verità. Scopriamone insieme qualcuno.

Partiamo dall’alimentazione

Non tutti i cibi sono uguali, lo sappiamo bene. Esistono cibi che fanno bene alla salute ma che, ammettiamolo, sono assolutamente poco appaganti dal punto di vista del gusto, ed altri, invece, che sembrano proprio concepiti per portare letizia.

Pensiamo alla cioccolata, alimento leader dei golosi e delle donne nel loro periodo “no”e ad un buon bicchiere di vino -ma non di più- alla sera, in grado di conciliare il sonno e rilassare la muscolatura.

E, ancora, per tutti coloro che hanno la luna storta anche alla sera, e che, di conseguenza, non riescono ad addormentarsi, il segreto in cucina è quello di prediligere alimenti ricchi di magnesio, prezioso sale minerale che gioca un ruolo di estremo rilievo per il corretto funzionamento del nostro sistema nervoso, tra questi: frutta secca, semi di zucca, banane, datteri, fichi secchi.

Controlla le tue reazioni e le espressioni del tuo volto

Iniziamo a mettere da parte l’auto-vittimismo. Se siamo tristi molto dipende dalla nostra volontà di rimanere in quella condizione. A volte però, complice l’abitudine e la nostra attitudine ad interiorizzare tutto, a ben vedere neppure ci rendiamo conto di essere tristi.

La capacità di avvedersi della propria condizione psicologica già rappresenta il primo passo verso la reazione. Quello che è volontario è a volte in grado di controllare ciò che non lo è.

Un’espressione imbronciata, ad esempio, oltre a non rappresentare certo il migliore biglietto da visita per coloro che ci sono accanto, è deleteria anche per noi stessi, in quanto in grado di ingenerare tristezza anche in capo al nostro sistema nervoso.

Un sorriso, può invece dire tanto, non solo per gli altri, ma anche per noi stessi.

Iniziamo ad osservare queste semplici regole con una certa costanza ed inizieremo a vedere i primi raggi di luce affacciarsi sulla nostra vita.

 

 

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