Intolleranza al lattosio nei bambini.

Prima di parlare in maniera più specifica dell’intolleranza al lattosio che colpisce neonati e bambini, è opportuno fare un pò di chiarezza su questa sindrome di cui soffre una parte consistente della popolazione.

Intolleranza al lattosio: cosa è?

Si definisce intolleranza al lattosio l’impossibilità o la difficoltà dell’organismo a digerire il lattosio (il principale zucchero del latte) scindendolo nelle sue due componenti (glucosio e galattosio). L’enzima preposto alla digestione del lattosio si chiama “lattasi”, e nei soggetti intolleranti è carente o mancante del tutto.

I sintomi principali che si manifestano in chi soffre di questa sindrome sono:

  • Crampi addominali.
  • Diarrea.
  • Gonfiore addominale dovuto alla presenza di gas.
  • Feci maleodoranti che tendono a galleggiare.

Intolleranza al lattosio e bambini.

L’intolleranza al lattosio può comparire a qualunque età, anche nei bambini. Generalmente l’attività della lattasi è massima nel neonato, ma nel 75% della popolazione tende a ridursi progressivamente fra i 2 ed i 12 anni di età. E’ molto raro che la sintomatologia compaia prima dei 3 anni.

Sia nel bambino che nell’adulto, è importante distinguere il tipo di intolleranza al lattosio che si ha di fronte: a seconda delle cause che hanno determinato il deficit di lattasi, potremo avere a che fare con tre tipi di “ipolactasia”, ossia carenza della lattasi.

  • Ipolactasia primaria: dovuta cioè alla diminuzione progressiva della lattasi cui vanno incontro molti individui nel corso della vita.
  • Ipolactasia secondaria: derivante da danni della mucosa intestinale, dovuti ad infezioni o malattie infiammatorie dell’intestino ( l’enzima lattasi è presente sull’orletto a spazzola dei villi intestinali). Nel caso di enteriti causate da infezioni, soprattutto nei bambini, l’intolleranza al lattosio è solo transitoria, e svanisce quando l’epitelio dell’intestino guarisce.
  • Ipolactasia congenita: è presente già al momento della nascita ed è una malattia su base genetica.

In questo ultimo caso, il bambino già dalla nascita non sarà in grado di digerire il latte e presenterà i seguenti sintomi a livello gastrointestinale: dolore alla pancia, meteorismo e diarrea.

Alla presenza di questi sintomi, sarà opportuno sottoporre il bambino ad un semplice “Breath test” (test del respiro), un esame molto semplice e non invasivo che confermerà o meno l’intolleranza, in modo da intraprendere un adeguato piano dietetico.

 

Intolleranza-al-lattosio-bambini-latte

Come nutrire i bambini intolleranti al lattosio?

A meno che non si tratti di ipolactasia congenita, i bambini solitamente non presentano sintomi di intolleranza al lattosio prima dei 3 anni di età.
Una volta che il deficit di lattasi è stato confermato, bisognerà far intraprendere al bambino una dieta a ridotto contenuto di lattosio. E’ importante ricordare che eliminare il latte dalla dieta di vostro figlio potrebbe causargli i seguenti disturbi:

  • Carenza di calcio
  • Carenza di vitamina D e di vitamina B2
  • Carenza di proteine

Sarà quindi necessario ricorrere ad un prodotto sostitutivo. Ecco alcuni esempi:

  • latte di soia
  • latte di riso
  • latte di avena
  • idrolisati proteici spinti

Fortunatamente il mercato oggi offre una grande scelta: sia supermercati che farmacie sono in grado di fornire latti alternativi in grado sostituire completamente il latte materno garantendo una crescita sana.

Ricordatevi sempre una cosa importante: sia nell’adulto che nel bambino la quantità di lattosio tollerata è estremamente “soggettiva”, e andranno quindi ridotti o eliminati per prima cosa i cibi a più alto contenuto di lattosio, come il latte ed i formaggi freschi, per poi valutare con lo specialista le risposte del soggetto intollerante agli altri cibi con più basso contenuto di lattosio.

Considerate anche il fatto che esistono un’infinità di ricette senza lattosio, che vi permetteranno di preparare comunque degli ottimi manicaretti per i vostri figli.

L’ importante è ricordarsi sempre una regola generale, che vale per questa, come per tutti gli altri tipi di patologie: le “diete fai da te” sono sempre dannose, soprattutto quando si tratta di bambini.

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