Il talento di Fabio Silva al 22 Milano

Non esistono solo i talent show culinari quando si parla di vetrine per le giovani promesse della cucina, che hanno un gran bisogno di farsi conoscere al di là di momenti di clamore mediatico spesso privi di sostanza.

I ristoranti possono rappresentare dei luoghi perfetti per dare spazio a rassegne speciali, a momenti in cui chi ha deciso di rendere la cucina il centro del proprio percorso professionale può trovare spazio per esprimere il suo talento.

22 Milano, un locale aperto da poco nella centralissima Via Turati – siamo a pochi passi dai Giardini Montanelli – ha scelto di promuovere un progetto di questa natura, ossia la rassegna 5×5… fa 22.

Il talento di Fabio Silva al 22 Milano

5×5… fa 22 è una rassegna di appuntamenti settimanali che si svolge con un obiettivo preciso: invitare grandi chef a reinterpretare con il loro estro alcuni classici della cucina del Bel Paese, senza perdere di vista la sostenibilità e il benessere.

Martedì 24 novembre ho avuto il grande piacere di essere ospite alla serata che ha visto come protagonista Fabio Silva, talentuoso chef dell’Hotel de la Ville di Monza. In che cosa si è cimentato? Nella rivisitazione di un vero e proprio classico della tradizione culinaria lombarda: l’ossobuco.

Un laboratorio gastronomico

Fabio Silva, chef associato a Euro Toques International, ha supervisionato il lavoro di alcune giovani promesse della cucina italiana, che hanno accettato una sfida importantissima.

Interpretare in chiave moderna alcuni dei classici della nostra tradizione culinaria è tutto tranne che facile. La cucina italiana è un mondo culturale complesso e solo chi la ama veramente sa mettere il proprio talento al servizio di una mission speciale, rinnovando i sapori e gli abbinamenti che hanno fatto la storia della cultura culinaria del nostro Paese.

Fabio Silva, da anni l’anima di uno dei ristoranti più famosi e apprezzati dell’intero Nord Italia, ha ovviamente portato a termine con successo il suo compito, proponendo ai presenti una rivisitazione dell’ossobuco che ha estasiato chi l’ha assaggiata.

Quante fantastiche occasioni di formazione e crescita ci sono per chi ama la cucina e vuole renderla protagonista del proprio percorso professionale? Io sono sempre entusiasta di partecipare a eventi come questo, che mi fanno capire sempre di più come il networking e l’incontro tra diverse generazioni siano fondamentali per il futuro della ristorazione italiana, che riesce così a conservare il suo valore e la sua unicità.

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