Prevenire la celiachia è possibile: consumiamo il piccolo farro

Le restrizioni alimentari alle quali l’intolleranza al glutine costringe molti italiani sono, a volte, davvero insopportabili. Nessuno si meravigli se, specie i più giovani, giungano ad apportare alcune “limature” alla propria dieta … pagandole poi a caro prezzo.

Eppure una via d’uscita c’è ed è rappresentata proprio da un cereale: il piccolo farroAssurdo che appaia, è proprio il farro a poter regalare ai soggetti intolleranti al glutine un rimedio genuino e salvifico per vivere più liberamente il consumo di cibi.

Inutile dire come tale possibilità abbia riscosso un immediato appeal da parte dei soggetti intolleranti al glutine nei confronti di questo cereale.

Ma quali sono i fondamenti scientifici di questo enunciato? E di cosa si tratta precisamente?

Scopriamolo insieme.

Piccolo farro, il cereale che aiuta: ecco il suo fondamento scientifico

E’ il Consiglio Nazionale delle Ricerche -per chi meglio ne conosca l’acronimo: CNR-  ad aver annunciato che il piccolo farro contiene una tipologia di glutine molto più digeribile rispetto a quella presente nel grano tenero. Tanto renderebbe questo cereale indicato per i soggetti sensibili a questa sostanza, rappresentando dunque un valido aiuto contro la celiachia.

E’ intuitivo come esso non possa combatterla, ma una cosa è certa: il piccolo farro consente di prevenirne l’insorgere nei soggetti già geneticamente predisposti a questo disturbo.

Ad essere messo sotto esame dai ricercatori del Consiglio Nazionale delle Ricerche sono state proprio le molecole del glutine, il quale è risultato, in questo cereale, per così dire più “fragile”, dunque meno tossico: la parte proteica del glutine verrebbe, sempre stando a precisi studi condotti, ad essere distrutta durante il processo di digestione.

Qualche curiosità …

Questo salvifico cereale ha origini molto antiche. Più comunemente conosciuto come “monococco” il piccolo farro viene annoverato quale uno dei primi cereali  “addomesticati” dall’uomo addirittura già intorno al 7500 a.C. a partire dal Medio Oriente.

Il piccolo farro si presenta come una pianta a taglia media le cui spighe contengono generalmente solamente un chicco. All’apparenza di presenta con un “grano vestito” che, sia pur più scarso nel rendimento da parte di chi lo lavora, si rivela molto più resistente dal punto di vista dell’adattamento, nonché  un ottimo candidato, dal punto di vista nutrizionale, per la produzione di farine.

Poco calorico, contiene una buona dose di carboidrati e risulta particolarmente ricco di fibre e perciò stesso valido coadiuvante della funzione intestinale.

La prevenzione rappresenta il primario strumento nelle nostre mani in grado di preservare la nostra salute. Nell’ultimo secolo si è raggiunto un significativo grado di controllo per alcune patologie ma ciò non solo grazie all’ausilio di misure preventive, quali le vaccinazioni e controlli sanitari, ma anche per via dell’attenzione nei riguardi degli alimenti che possono ingenerare disturbi diffusi in capo ai consumatori.

Un canale questo sempre più monitorato, ed a ragione, vista la crescente e preoccupante minaccia che purtroppo può essere rappresentata, appunto, dagli alimenti più comuni e diffusi sulle nostre tavole.

 

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