Formaggio: tutte le verità sull’alimento più discusso del secolo

Che il formaggio rappresenti un alimento “storico” nella nostra cultura alimentare lo si sa.

Fresco, sano, genuino perché ricavato dalla fermentazione del latte, esso assurge a nutriente complementare perfetto da secoli presente sulle nostre tavole.

Destinato ad accompagnare primi, secondi ripieni, contorni: il formaggio è assolutamente duttile e versatile. Grattugiato, fuso o a pezzetti che sia, esso conferisce un sapore straordinario a tutti i cibi, sposandosi in maniera eccellente con i migliori piatti della nostra cucina italiana.

Eppure, ai giorni d’oggi, il formaggio incarna l’idea di un prodotto da evitare, quasi pericoloso per la nostra salute.

La ragione è, forse giustamente, da ricondurre alla buona quantità di grasso e dal sale ivi contenuti, fatto sta che la sola idea di consumarlo assume le fattezze di vero e proprio peccato di gola.

Ma davvero questo atteggiamento quasi fobico è giustificato?23

Ogni eccesso fa male … anche in difetto

E’ innegabile che il formaggio contenga grassi ed è dunque altrettanto incontestabile che il consumo di esso vada limitato, ma è giusto, ci si chiede, che venga del tutto evitato?

Il rischio è infatti quello di ottenere un effetto boomerang: una dieta eccessivamente povera di grassi saturi, stando ad alcuni studi condotti di recente, produrrebbe il contrario dell’effetto atteso: la quasi totale assenza di grassi indurrebbe l’organismo ad aumentare la resistenza all’insulina, tanto porterebbe al diabete, essendo minimizzata al massimo la spesa da parte del metabolismo.

Ad avvalorare questa tesi è la presenza della sempre maggiore diffusione dell’obesità anche in luoghi ove il consumo di formaggi o altre potenziali fonti di grassi è ridotto. I veri colpevoli dei principali disagi alimentari vanno semmai ricercati tra gli alimenti complessi, processati dalla nostra industria alimentare, quali grassi idrogenati, sale e zuccheri.

Non è un caso che oggi si stia producendo formaggio senza sale, proprio al fine di inibirne l’assunzione da parte di chi deve condurre una dieta di priva di esso.

Si al consumo di formaggi … se semplici

Sui banchi dei nostri supermercati si vede di tutto ormai: ed anche il formaggio non poteva rimanere immune da questa generalizzata e diffusa attitudine mirata a modificare i cibi, proponendone anche di esso tantissime varianti.

Il formaggio da temere non è certo il grana padano, ricco di calcio e povero in grassi, ma, semmai, tutti quei formaggi fusi, o, peggio ancora, arricchiti con ingredienti tra i più differenti ed a volte stranissimi. Allora si rende imperativo tornare al passato e prediligere il consumo dei cari classici formaggi, meglio se poveri in sale.

Ovviamente, il consiglio numero uno è quello di non abusare, perché un consumo eccessivo, come del resto accade per tutti gli alimenti che popolano la nostra dieta, anche quelli più benefici, può arrecare danni al nostro organismo che ha bisogno … di tutto un po’.

 

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