Cattiva digestione? Ecco come evitarla in 4 semplici mosse

Una volta si digeriva di tutto, possiamo dire anche le pietre. Cibi duri, e, più in generale, cibi che oggi mai ci immagineremmo di consumare. Non passava giorno che sulle tavole delle nostre nonne non mancasse cipolla, cavolo o legumi, alimenti questi altamente benefici, che tuttavia, molti di noi oggi nutrono difficoltà a digerire.

Sarà una questione di …epoca? La verità è che ai nostri giorni gli alimenti sono trattati, non sono a noi confezionati come si trovavano al loro stato naturale: ne consegue che i nostri cari enzimi, deputati alla digestione, impiegano più tempo a frammentare un alimento. Ovviare a questa problematica, ad ogni modo è possibile, ecco come.

Cattiva digestione: scegliere i giusti alimenti

Ci sono alimenti che, a prescindere dalla nostra “predisposizione” alla digestione, risultano in sé e per sé pesanti: se i carboidrati vengono digeriti in maniera rapida, altrettanto non può dirsi per grassi e proteine. Gli zuccheri impiegano pochissimo ad essere digeriti, il miele viene digerito in soli 30 minuti, una tempistica irrisoria se messa a confronto con le 6 ore che una porzione di sardine sott’olio impiega ad essere digerita.

La scelta dei giusti alimenti non può prescindere dalla perentoria radiazione dalla nostre tavole di alcuni, tra essi: peperoni, arance, cavoli, uova (specie se fritte) e banane.

Anche le associazioni di alimenti andrebbero vagliate con prudenza: per rendere meno ardua la vita ai nostri enzimi, sarebbero da escludere, ad esempio, le seguenti combinazioni: pomodori con formaggi e latticini, patate con cereali, yogurt o latte a fine pasto o durante il pasto.

Contenere lo stress

Imputare tutto allo stress non è corretto ma dire che la presenza di esso va ad incidere sensibilmente sulla digestione è dire poco: per metabolizzare il cibo occorre molta energia nonché lavoro muscolare. Quando sperimentiamo un periodo di notevole stress la digestione si blocca, non rispondendo più lo stomaco agli stimoli nel modo corretto. L’intestino cessa di produrre secrezione gastrica.

Una buona camomilla alla sera può contenere i livelli di stress e così favorire la corretta funzionalità del nostro apparato digerente.

Per altro la camomilla è nota per le sue attività sedative ed antispasmodiche e questo non potrà che andare a beneficio anche a carico della muscolatura del nostro apparato gastro-intestinale.

Sfruttare gli aiuti della natura

Troppo spesso in occasione di una difficoltà a digerire si fa immediato ricorso a farmaci di ogni tipo.

Esistono piuttosto alcuni prodotti che la nostra terra pone a nostro servizio e che migliorano sensibilmente tutta la fase del processo gastrico che il nostro stomaco è quotidianamente chiamato a svolgere.

Anice, finocchio, pepe nero e zenzero: si tratta di elementi che non devono assolutamente mancare nelle dispense di chi è affetto da disturbi gastrici.

Con essi è possibile preparare delle ottime tisane, da consumare preferibilmente durante i pasti.

Come sempre, il consiglio è, in ogni caso, quello di seguire una dieta sana ed equilibrata e di non esagerare: gli eccessi nell’alimentazione rischiano di essere le cause numero uno dei nostri disturbi.

Io spesso uso una tisana alla rosa canina che secondo la mia amica Carassai fa proprio bene!!!

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