Radiatori con crema di peperoni e salsiccia

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  • Porzioni per
    4 persone
  • Tempo di Cottura
    1 Ora
  • Tempo di Preparazione
    20 Minuti
  • Tempo Totale
    1 Ora 20 Minuti
radiatori con crema di peperoni e salsiccia

Prova i radiatori con crema di peperoni e salsiccia: stupirai i tuoi invitati, come io ho stupito i miei!

La salsiccia è un prodotto fresco della più antica origine, che si ottiene inserendo nel budello un impasto grasso e magro di carni macinate, opportunamente salate ed aromatizzate. La carne è generalmente di maiale, ma in molte zone sono apprezzate anche salsicce di cavallo o di asino.

Si può ottenere in forma lunga o in forma segmentata, legando ad intervalli regolari il budello. Può essere consumata cotta o fatta stagionare per un paio di mesi, fino a diventare «secca» o «asciutta »: in alcune zone (ad esempio in Toscana) si sottopone a tal fine ad un processo di stufatura.

Assume spesso nomi locali da cui si deduce la provenienza (luganega, casalinga, di Palermo, di Siena, di Milano, affumicata, di fegato o mazzafegato, di cinghiale ecc.).

La nostra legislazione non prevede nessuna norma circa la composizione delle salsicce: ciò provoca a volte la presenza sul mercato di salsicce di cattiva qualità, perché troppo ricche di grasso: sono quelle che «spariscono» in padella.

La salsiccia e le tradizioni locali

La salsiccia è presente in quasi tutte le cucine regionali italiane: al Nord, pur variando di forma e di misura, si preparano tipi lunghi di vario diametro, divisi, con legature intermedie, in pezzature diverse, singole o abbinate in coppia; al Sud, invece, si usa molto – nei tipi calabrese, napoletano ecc. – la salsiccia anche stagionata, dura quanto un salame crudo insaccato da tempo e, come quello, in grado di essere affettata.

Inoltre, mentre in Lombardia, nel Veneto, nell’Emilia, le carni vengono insaporite con sale, pepe e spezie miste – in certe zone si ama un accentuato sapore di cannella – le salsicce del Meridione sono rese piccanti con l’aggiunta di peperoncino, il che le fa assomigliare ai chorizos spagnoli.

La salsiccia è consumata sia come piatto a sé, sia tritata per completare ripieni, farce ecc. Le salsicce fresche vanno cotte poco, dopo averle punzecchiate con un ago e spruzzate, nel tegame, con poco vino bianco, che impedisce una rosolatura immediata e consente a parte del grasso di sciogliersi.

In Piemonte i pezzetti di salsiccia, fatti saltare in padella, fanno parte del fritto misto; in Lombardia sono un componente della rostisciada, mentre il risotto alla monzese prescrive di mettere pezzettini di salsiccia rosolata direttamente sul riso nel piatto del commensale; in Emilia si usa molto la salsiccia come condimento, mentre nel Veneto la luganega viene sbriciolata nella minestra di riso.

La salsiccia si conserva, a seconda dei tipi, come un salume fresco o secco (e cioè in frigorifero avvolta in foglio d’alluminio o in scatole a tenuta stagna), o meglio ancora appesa, senza avvolgerla, in ambiente fresco e asciutto.

Sono venuti a casa mia degli amici australiani di mio figlio Stefano, e loro la pasta la conoscono solo per le pubblicità in tv o grazie a dei banner, cosi ho voluto fargli assaggiare una pasta semplice ma squisita e… non è bastato un chilo in 4…

… e vorrebbero organizzare una spedizione di un container pieno di pasta a Sidney, per poter far conoscere questo prodotto anche dall’altra parte del mondo!

 

Ingredienti per 4 persone

  • 400 gr radiatori senza glutine
  • 250 gr salsiccia luganega spellata
  • 30 gr burro chiarificato
  • 1 cipolla media
  • 50 gr parmigiano reggiano stagionato 48 mesi
  • q.b. sale

Procedimento

  1. Pelate la cipolla ed affettatela sottilmente, mettetela in un tegamino con circa metà burro e lasciatela rosolare a fuoco moderato, sino a quando sarà appassita.
  2. Unite la salsiccia, cercando con la forchetta di spappolarla bene. Continuate la cottura sempre a fuoco molto moderato, per circa venticinque minuti, bagnando, se necessario, con qualche cucchiaio d'acqua calda.
  3. Ponete intanto sul fuoco una pentola con abbondante acqua salata, portate a ebollizione, versatevi la pasta e fatela cuocere a pentola scoperta e a fuoco vivace, tenendola piuttosto al dente.
  4. A cottura ultimata scolatela, versatela in una zuppiera precedentemente riscaldata, aggiungete il burro rimasto a pezzettini, rigirate con cura, versate il formaggio grattugiato e la salsiccia con il suo intingolo, mescolate bene e servite ben caldo.
  5. Potrete spruzzare la salsiccia all' inizio della cottura con mezzo bicchiere di vino bianco secco. Qualcuno aggiunge al sugo anche poca salsa di pomodoro (quanto basta per avere un colore roseo).

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