Il Rabarbaro: la pianta buona da mangiare e che fa bene all’organismo

rabarbaro MarcoMayer

Sia in cucina che in medicina: il rabarbaro è multiuso

Il rabarbaro è un ingrediente molto interessante in cucina sia per il gusto gradevole che si abbina bene a diversi piatti e sia per le proprietà medicinali.

È proprio grazie agli impieghi in ambito curativo che la pianta è diventata popolare in età antichissime. Si racconta che i cinesi la utilizzassero già nel 2700 a.C. In Europa, invece, la sua storia è più recente.

Sebbene questa pianta fosse indigena nel nostro continente, è solamente in seguito agli scambi con l’oriente ed alla colonizzazione asiatica che le popolazioni anglosassoni hanno cominciato a consumarla a tavola.

Il rabarbaro ha bisogno di un clima continentale per crescere

Il rabarbaro cresce spontaneamente sia in Europa che in Asia. Ha un fusto cavernoso che cresce dalle radici ogni anno e che può arrivare fino ai 2 metri di altezza.

I fiori sono bisessuali con foglie lunghe circa 10cm che si raccolgono a cavallo della primavera-estate. Sono proprio le foglie che hanno i maggiori impieghi in cucina.

Il raccolto arriva al secondo anno, perché nel primo ciclo solitamente non si ha un buon prodotto. È per questo motivo che le coltivazioni industriali prediligono il trapianto di piante già mature.

Generalmente la pianta necessita di un clima continentale con temperature fresche ed un esposizione al sole non diretta, tuttavia è possibile trovare specie resistenti anche ad estati calde.

In Italia si hanno buoni risultati in Sardegna. In cucina si può usare per preparare una gustosa confettura, una torta salata, oppure per accompagnare ed esaltare un’insalatina.

Il rabarbaro facilita la digestione e aiuta l’intestino, ma attenzione a non esagerare!

Il rabarbaro – dicevamo – ha impieghi officinali. Si riduce il rizoma in polvere e lo si può assumere come decotto.

Le aziende farmaceutiche lo impiegano in larga scala per produrre medicinali. In associazione con l’alcool, si può trovare dentro liquori o amari alle erbe. Il sapore gradevole aiuta a “tagliare” gli aromi eccessivamente acuti.

Il rabarbaro aiuta la digestione. Si può assumere a piccole dosi per aiutare l’intestino sia nella fase pre-digestiva che in quella successiva.

Chi ha problemi di intestino può invece utilizzarlo in quantità maggiori come lassativo. Attenzione però a non esagerare: vista la grande efficacia, un consumo eccessivo può risultare dannoso.

Anche per questo motivo è sconsigliato alle donne in gravidanza, ai bambini sotto i due anni e a tutti coloro che hanno problemi gastro-intestinali.

Sapevate che la parola “rabarbaro”…

Il rabarbaro si porta dietro una piccola curiosità con cui vogliamo concludere questa descrizione. Prima dello sviluppo della tecnologia digitale dell’ultimo ventennio in campo cinematografico, la parola “rabarbaro” veniva usata per creare brusio durante le scene dei film.

Le comparse dovevano semplicemente ripetere “rabarbaro” in continuazione. Alcuni lo dicevano a voce alta, altri a voce bassa, qualcuno più in fretta altri con più calma. Et voilat: con questo semplice espediente ecco creato il brusio.

 

Condividi!

Un commento a “Il Rabarbaro: la pianta buona da mangiare e che fa bene all’organismo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *