Kefir , poco conosciuta ma con molti benefici per la salute

Kefir , poco conosciuta ma con molti benefici per la salute. Il latte di Kefir (o semplicemente Kefir) è una bevanda che si ricava facendo fermentare il latte con una metodologia precisa. La tradizione vuole che venga preparato partendo dal latte fresco che può essere sia di capra che di vacca o persino di pecora. Ma nessuno vieta di fare altri esperimenti!!!

Al latte vengono aggiunti i fermenti di kefir, che spesso si trova in commercio in granuli. Questi particolari fermenti sono costituiti da un polisaccaride il cui nome è kefiran, il quale porta con sé un gran numero di batteri e lieviti che vivono e proliferano in simbiosi. Il Kefiran è effettivamente prodotto dagli stessi batteri che poi lo popoleranno.

Il latte, unito al kefir, inizierà un processo di fermentazione durante il quale i microorganismi si moltiplicheranno e daranno vita alla formazione di una minima parte di alcool e di anidride carbonica. La formazione di questi elementi deriva dalla trasformazione dello zucchero che avviene, in particolar modo, grazie ai lieviti presenti nel kefir.L’alcolicità del prodotto risulta, però, totalmente assente in caso di produzione a livello industriale.

La fermentazione, come abbiamo anticipato poco fa, parte dall’aggiunta del kefir al latte che deve rigorosamente essere freddo o, eventualmente, a temperatura ambiente. I fermenti vengono lasciati lavorare dalle 24 alle 48 ore, mescolando di tanto in tanto. E’ importante che durante la fermentazione il latte e i fermenti vengano mantenuti ad una temperatura intorno ai 20°C.

Kefir , un alimento antico

In alcune popolazioni  viene preparato in casa e spesso, in questo caso, i granuli vengono recuperati per essere riutilizzati. Il prodotto derivante da una preparazione domestica è più soggetto ad una fermentazione alcolica, e capita frequentemente che questo latte  homemade presenti una leggera gradazione alcolica (che si aggira generalmente intorno ad un grado).

Può essere conservato per qualche giorno, ma deve rigorosamente essere mantenuto al freddo. In caso contrario la fermentazione continuerà e la bevanda assumerà uno sgradevole sapore acido tendente al piccante.

Ha origini che risalgono alla notte dei tempi.  E’ difficile stabilirne la storia precisa, ma il consumo di questo prodotto è menzionato in antichi testi come il Libro della Genesi e in leggende derivanti dalla tradizione orale.Si dice, ad esempio, che i primi grani di Kefir furono donati da Maometto alle popolazioni montane del Caucaso. Per questo motivo il kefir è anche chiamato “Miglio del profeta” da alcune popolazioni.

Anticamente  veniva preparato e conservato in sacche di pelle. A mano a mano che il latte già fermentato veniva consumato, veniva aggiunto del nuovo latte fresco. In questo modo la fermentazione non veniva mai interrotta.

Alcuni studiosi (tra cui anche un Premio Nobel) hanno dedicato delle ricerche al kefir e alla bevanda che ne deriva, sviluppando teorie che parlano di grandissimi benefici dati dall’acido lattico presente in questi specifici ceppi batterici. Sembra infatti che la formazione di anticorpi e e la capacità di mantenere la flora batterica in condizioni ottimali siano siano favorite dal consumo di latte di kefir.

Ed ecco la ricetta del Kefir

Ingredienti per 1 bottiglia

  • 50 gr granuli di Kefir di latte
  • 1/2 lt latte o bevanda vegetale consentito/a

Preparazione

Mettete i granuli di Kefir in un contenitore di vetro con coperchio e coprite con il latte.
Chiudete e riponete in un luogo con temperatura ambiente e ben aerato (in cantina ad esempio) per circa due giorni. Mescolate ogni tanto

In questi due giorni il latte si caglia, ma non deve farlo eccessivamente. Deve rimanere abbastanza liquido per evitare che diventi troppo acido.

Filtrate il tutto in modo da separare i granuli dal latte fermentato e sarà pronto quando avrà una consistenza densa ed i granuli saranno aumentati di volume.

Il kefir si mantiene in frigo per circa 1 settimana.

Qualora il latte di Kefir si trattasse di un alimento definito come “bevanda a base di latte” è da ritenersi “a rischio” per il celiaco, come riportato nella lista presente al seguente link sul sito di AIC ed è idoneo solo se riporta la dicitura “senza glutine” in etichetta ai sensi del Reg CE 41/2009 o se presente nel Prontuario AIC degli alimenti.
Nel caso invece fosse definito in etichetta come “latte fermentato” si può ritenere “permesso” al celiaco solo se non addizionato di addensanti, aromi e altre sostanze.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *