Curare le intolleranze alimentari, una necessità non una moda

Mi capita spesso di incontrare persone che ritengono le intolleranze alimentari una moda degli ultimi anni, una sorta di dieta, di regime alimentare auto imposto per fini estetici più che salutistici. Insomma, una vanità dettata dalle tendenze del momento e non da una necessità per la salute.

Probabilmente tale percezione è dovuta all’enorme crescita delle intolleranze alimentari in tutto il mondo associata a una scarsissima informazione in merito. Questi fattori portano le persone, che non sono a stretto contatto con chi deve lottare ogni giorno contro le intolleranze, a credere che evitare di mangiare pane, latte o quant’altro sia solo un capriccio.

A queste persone chiedo di fare un’attenta riflessione sul fenomeno delle intolleranze leggendo le tante informazioni che trovano on-line e parlando con chi è affetto da intolleranza alimentare e con i loro parenti e amici. Si renderanno conto che gestire un’intolleranza è difficile quanto necessario per evitare di scatenare una serie di fastidiosi sintomi che, nella maggior parte dei casi, non coinvolgono solo l’intestino ma possono riguardare anche l’epidermide e l’equilibrio psichico. L’unico modo per condurre una vita normale senza sintomi è quello di evitare l’assunzione, o di assumere in modo controllato, gli alimenti oggetti dell’intolleranza.

Come curare le intolleranze alimentari? Il consiglio di chi ne soffre da tanti anni

Detto questo, mi voglio rivolgere a chi invece sospetta di essere intollerante a qualche alimento. Prima di tutto, è opportuno che facciano un’analisi sul proprio stile di vita. È ovvio che se lavoriamo 12 ore al giorno, abbiamo una dieta squilibrata, dormiamo poco e non facciamo attività sportiva, sarebbe opportuno, prima di correre a fare test e visite, cercare di migliorare le proprie abitudini alimentari e di vita. Può darsi che la cattiva digestione di cui soffrano in quel momento non sia legata a un problema d’intolleranza ma, piuttosto, a uno stile di vita sbagliato.

Altro consiglio fondamentale è di rivolgersi a medici specialistici e di non affidarsi a strutture che chiaramente non possono offrire un ambiente medico controllato. La validità scientifica dei test condotti in negozi di cosmetici o alimenti biologici non è dimostrata; tuttavia, il problema principale non è questo, quanto piuttosto la mancanza di un consulto medico e di una struttura adeguata che possano accorgersi della presenza di disturbi più gravi.

Dunque, non fate mai auto diagnosi e non improvvisatevi nutrizionisti creandovi voi la dieta. Non cadete nella tentazione di eliminare pane o latte solamente perché siete convinti che siano la causa di gonfiore o di qualche sporadico problema intestinale. Solo a un medico specializzato potrà decretarvi intolleranti a qualche alimento, non fate di testa vostra! L’auto diagnosi potrebbe essere dannosa perché, precludersi l’assunzione di alimenti importanti, potrebbe compromettere un regime alimentare corretto.

Chi soffre d’intolleranza alimentare segue una dieta specifica pensata apposta, non solo per eliminare il problema ma anche per integrare, con l’assunzione di alimenti alternativi, i fondamentali nutrienti che non possono più essere assunti.

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