Parliamo di rane

Sì, parliamo un po’ di rane. Alcuni in questo momento stanno storcendo il naso, altri, invece, si stanno leccando i baffi. Comunque, prima di giudicare leggete cosa ho scoperto sul loro uso in cucina.

Diciamo prima di tutto che non parliamo di una moda recente o importata da chi sa quale strano Paese, l’usanza o l’abitudine di cucinarle è tutta nostrana. Soprattutto nel Nord Italia, le rane sono un ingrediente utilizzato in molte ricette popolari.

Sì perché, il loro uso in cucina viene proprio dalla gente comune che le utilizzava per la loro semplicità di reperimento e per il loro buon apporto proteico. Insomma, era carne economica alla portata di tutti, soprattutto nei momenti difficili durante la guerra.

Ma non pensate a un grande sacrificio per il palato, per chi non ha mai avuto il piacere di gustarle, immaginate il sapore del pesce o del pollo, niente di strano, quindi. Tant’è che oggi  sono oggetto di molti piatti firmati da grandi chef e presentati in ristoranti di tutto rispetto, alla faccia del piatto povero.

Le ricette per impiegarle al meglio sono tantissime. Si utilizzano solo le cosce che nelle più classiche delle ricette sono fritte. Si fanno poi in guazzetto, oppure, si preparano con funghi, erbe aromatiche, patate, cipolle, e via così, perché, come per il pollo, le rane possono essere cucinate con tanti ingredienti diversi.

Passiamo al loro profilo nutrizionale. Condividono con il pollo, oltre che il sapore, anche i nutrienti. Sono molto ricche di proteine ma allo stesso tempo scarse di grassi. Così, in 100 g di rane troviamo solo 60-70 calorie circa. Poi, però, dalle zampette possiamo ricavare una buona quantità di ferro e di fosforo, un po’ di calcio e qualche vitamina del gruppo B: tiamina, riboflavina, niacina.

A questo punto, conviene non badare troppo al loro aspetto per niente invitante e provare a mangiarle!

Sono cadute un po’ nel dimenticatoio da quando le risaie e i fossi, habitat naturale di questi anfibi, sono inquinati, ma con la maggior diffusione dell’agricoltura biologica speriamo che la situazione migliori.

Per loro vale la regola dei molluschi: si mangiano nei mesi con la “erre” e nel conto va incluso anche gennaio, perché la regola é francese e gennaio se dìs “janvier”.

Le rane sono buonissime anche fritte, belle dorate in olio fumante, dopo essere state ESCLUSIVAMENTE infarinate.
Una presa di sale e via in tavola..sono di una croccantezza eccezionale!

Non sappiamo ancora se contengono o meno nichel. Io le ho assaggiate e non ho avuto disturbi

Alcune ricette

Cappuccino di rane e piselli, schiuma di zenzero e lemongrass, la ricetta di Philippe Léveillé

Rane con spinaci saltate

Rane alla vercellese

Coscette di rane in crema di soia

Risotto con le rane

 

 

Condividi!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *