Identità Golose e ” Una sana Intelligenza”

Domenica 8 febbraio, presso il MiCo (padiglione 14) di Via Gattamelata 14 a Milano,  ha preso  il via l’undicesima edizione di Identità Golose, il più importante congresso enogastronomico italiano, ideato e diretto dal giornalista Paolo Marchi. Una  tre giorni  in cui del cibo buono e sano se ne è parlato in tutte le sue declinazioni in quanto rappresenta il futuro prossimo della nuova gastronomia.

Mentre lo scorso anno il tema era” l’intelligenza golosa”, in questo anno  nella prospettiva di Expo Milano 2015 e del suo tema portante “Nutrire il Pianeta, Energia per la vita” l’intelligenza ha subito una evoluzione e da golosa è diventata sana e di conseguenza anche la cucina è diventata buona, sana e sostenibile.

Con il tema “una sana intelligenza” Paolo Marchi, ha voluto mettere il rilievo il ruolo svolto dalle cucina d’autore nel diffondere i nuovi stili alimentari, più attenti alla salute e più rispettosi delle specifiche esigenze dei clienti.

E a proposito di specifiche esigenze dei clienti quest’anno, come lo scorso anno, le persone che si sono avvicinate allo stand de “Il Mondo delle Intolleranze” sono state tantissime. Tra di loro anche molti chef che,  sensibili al problema delle intolleranze, volevano saperne di più per portare anche nelle loro cucine ricette e menù dedicati a chi ha queste problematiche. E questa per me è una gran bella soddisfazione!!!

In questa tre giorni, in cui programma è stato studiato alla perfezione,  oltre alle sezioni  si sono registrati 150 interventi ricchi di valore condotti  100 tra chef  e pasticceri italiani e internazionali, hanno raccontato attraverso le loro creazioni il connubio tra gola e benessere e condotto alla scoperta del piacere di mangiare bene e in modo sano.

Per citare, Paolo Marchi, l’ideatore di questo congresso internazionale di cucina: “L’intelligenza sta tutta nella capacità di star golosamente bene mangiando salute”.

Primo tra i protagonisti e relatori di “Una sana Intelligenza”, nella giornata di domenica 8 febbraio,  è stato Alain Ducasse, chef del Plaza Athénée  di  Parigi,  che con  il suo chef Romain Meder e il loro “Naturalité”  ha spiazzato tutti.. Un piatto a base di radici di quinoa “made in Anjou” e  di funghi pestati per mezzora in un elegante mortaio. sul quale lo chef ha messo runa grattata di  tartufo nero  e ha… stupito  tutti.

Ha fatto seguito Enrico Crippa chef piemontese del Ristorante Piazza Duomo di Alba in provincia di Cuneo, che con il suo entusiasmo ha presentato una serie di piatti colorati e gustosissimi che sono stati molto apprezzati dal pubblico presente in sala.

Ha fatto seguito Davide Oldani  del D’O, Cornaredo in provincia di Milano, che con il burro , che serve a stemperare il sapore forte del pecorino e a rendere più cremosa la salsa., nel pesto alla genovese,  ha fatto storcere il naso a parecchi.

A chiudere la sessione di domenica Alessandro Negrini e Fabio Pisani de Il Luogo di Aimo e Nadia di Milano, una coppia di chef fantastici che lavora in perfetta armonia e sintonia e che crea dei veri e propri capolavori.

Sul palco dell’Auditorium hanno lanciato una riflessione Italia. Non basta? Stupire il mondo con ingredienti italiani” e hanno raccontato su come la grandezza della cultura gastronomica italiana possa e debba essere motivo d’orgoglio per tutti i giovani cuochi che, con passione e convinzione, devono essere ambasciatori di una nuova identità culinaria italiana.

La giornata di lunedì 9 febbraio è cominciata con il seguitissimo intervento di Carlo Cracco, che ha portato sul palco una parte del nuovo menù degustazione  del suo ristorante, cucinato dai suoi due chef  pasticceri, per far comprendere il mondo del salato anche a chi non lo frequenta. Il risultato? deliziosamente piacevole!

In tarda mattinata  Massimo Bottura nel suo intervento nella sala Auditorium,   ha  parlato di piatti di recupero e del nuovo progetto che, con altri 40 chef internazionali,  che porterà avanti durante l’Expò 2015.

Il nome del progetto è  Refettorio Ambrosiano: l ‘impegno è quello di cucinare cibo in eccedenza  che, con le materie prime non utilizzate giornalmente, verranno portati  nel in un teatro ristrutturato del Quartiere Greco e trasformato in refettorio in cui accogliere e sfamare le persone disagiate e povere. Questo perché la cultura del recupero del cibo, , ci è sempre appartenuta. fin dal passato.

Nel pomeriggio è stata la volta di Heinz Beck  del ristorante La Pergola del Rome Cavalieri di  Roma che ha incentro il suo intervento sulla mela e  ha coinvolto scienziati, professori e medici  in un dibattito in cui sono state presentate o le proprietà benefiche di questo frutto. ”

A chiudere la seconda giornata Enrico Bartolini, lo chef del Ristorante Devero di Cavenago Brianza, di ritorno da un viaggio Bangkok . Trasforma il palco dell’Auditorium nella sua cucina e con la calmae l’ironia che lo contraddistinguono,   in una serie di decostruzioni e ricostruzioni trasforma lo scampo in una mandorla che  viene immerso nel brodo di scampo e poi c’i sono il porcino e la melanzana i simulati in uno stampo il tutto n un gioco tra fantasia e realtà,  E se questo non è genio, ditemi voi cos’è!!!

Condividi!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *