Identità Golose e ” Identità naturali”

Domenica 8 febbraio scorso è stato il giorno in cui nell’ambito di Identità Golose, di Identità Naturali e in  questa sezione gli chef non hanno, però realizzato solo piatti a base di verdure: ma hanno creato  pietanze gustose e bilanciate a livello nutrizionale.

Il termine “Cucina naturale”  può essere interpretato come cucina sostenibile con un giusto equilibrio tra gli ingredienti, l’uso di materie prime poco lavorate e le tecniche di cottura impiegate.

Numerosi sono stati i protagonisti di questa edizione tra cui Simone Salvini (Organic Academy) che ha presentato i legumi in modo insolito, Loretta Fanella (Pasticciere consulente) che ha proposto  dessert salutari dedicati anche a chi è intollerante o allergico ad alcune sostanze, la chef  vegana  Daniela Cicioni, Fabio Abbattista (Leone Felice – Erbusco, Brescia), con tre ricette dai sapori territoriali, Simone Tondo (Roseval – Parigi), con il  cromatismo a tavola e leproprietà degli alimenti legate ai loro colori .  Sergio Bastard  ha proposto i vegetali (Casona del Judío – Santander, Spagna).  Matteo Aloe (Berberè – Bologna) le pizze naturali e i dolci senza zucchero e lo  chef Femke van den Heuvel (VlamindePan – Haarlem, Olanda) ha proposto la cucina a base di legumi e ortaggi.

A concludere la giornata l’intervento di Cristina Bowerman (Glass Hostaria – Roma), la chef  che ha  parlato nel suo intervento di api, dei loro prodotti, di come usarli in cucina, di come sviluppare l’apicoltura urbana ma soprattutto  delle conseguenze della scomparsa delle api sugli ecosistemi naturali.

Le api perdono il senso dell’orientamento quindi non  riescono più a tornare al proprio alveare, che rimane abbandonato.  Le cause del loro disorientamento possono essere molte, ma possono essere imputate maggiormente ai  pesticidi, ai cambiamenti climatici e all’inquinamento non solo atmosferico, ma anche a quello dovuto alle radiazioni elettromagnetiche, e non ultimo all”arrivo di altri insetti che mettono in pericolo le colonie di api.

Il suo è un grido di allarme che è già in atto dal 2006 anno in cui fu coniata la definizione  di sindrome dello spopolamento degli alveari, ma al quale è ancora stato dato ascolto e non sono ancora stati presi adeguati provvedimenti.  All’inizio del suo intervento Cristina Bowerman ha letto un brano in cui si parla della morte dell’ape regina durante il quale ha proposto ai presenti un assaggio di pane di Lariano con una spruzzata di propoli e miele.

Un  intervento appassionato nel quale ha affrontato questa problematica  che potrebbe avere risvolti molto pericolosi per il benessere del pianeta e dell’uomo, infatti  nel caso in cui scomparissero le api dalla terra, per l’uomo non resterebbero che quattro anni di vita.

Una dichiarazione inquietante, ma che sottolinea l’importanza di questi laboriosi insetti e che deve fare molto meditare!!!.

 

 

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