Identità Golose e ” Identità di montagna”

Tema di quest’anno, dell’  XI edizione di Identità Golose, che si è conclusa da pochi giorni è stata ‘una sana intelligenza’ ovvero una maggiore consapevolezza nei confronti di ciò che si mangia e una maggiore attenzione al  benessere fisico, all’ingrediente, all’impatto ambientale, alla cucina intesa come espressione di una identità e come ricerca  d’innovazione e di riduzione dello spreco, quindi sostenibilità ambientale, culturale ed economica.

Con “Identità di montagna” siamo andati alla scoperta  della cucina d’alta quota con i suoi meravigliosi profumi, aromi e sapori .

Tra gli altri,  protagonisti di questa sessione, sono stai Alessandro Dal Degan, chef de La Tana (Asiago, Vicenza)  e  Norbert Niederkofler chef del St. Hubertus ( Badia, Bolzano).

Alessandro Dal Degan, giovane un cuoco-erborista che ha scolpito nella sua memoria  ogni germoglio, erba o radice che cresce sull’ Altopiano di Asiagoha esordito dicendo che   “Nessuna cucina dev’essere fatta senza impronta culturale, ma questo non deve essere una limitazione” e lui con Enrico Maglio, il sodale di sala, hanno dato vita a una meravigliosa cucina filologica che ha origini proprio nella sua terra.

Il  pino mugo con i suoi aghi e la sua resina, la corteccia degli abeti, il fieno asiaghese, il potere aromatico del tarassaco, il lichene islandico, che vive bene in questo habitat, sono i protagonisti della sua meravigliosa cucina sana, naturale e d’alta quota con  nuovi sapori, luoghi, cibi e storie.

Nell’ Alta Val Badia, invece, ha sede il St. Hubertus il ristorante in cui in cucina lavora lo chef Norbert Niederkofler che oltre ad avere un’ottima conoscenza delle materie prime ha una profonda padronanza delle tecniche con le sue  inusuai presentazioni è in grado si smantellare le certezze dei clienti.

Da sottolineare che lo chef Norbert Niederkofler è l’ artefice del progetto Cook the mountain, ( gastronomia in montagna ), un grande rete di promozione e valorizzazione della gastronomia montana, con tutto il suo indotto, che unisce Chef, agricoltori, allevatori, alpinisti, naturalisti, sociologi e imprenditori delle regioni montane di tutto il mondo ed è promotore di tutta una  serie di manifestazioni per avvicinare il pubblico alla cucina e alla cultura montana.

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