A very special dinner con lo chef Giorgio Perin

Quella dell’8 ottobre scorso all’hotel Mo.Om  di Olgiate Olona è stata una serata “eco saporita” all’insegna dell’ enogastronomia d’eccellenza, della Moda e del Design.

L’alta cucina dello chef Giorgio Perin, che ci ha mandato in sollucchero con i sui piatti dal  tocco “green” di Koppert Cress abbinati ai vini di Osvaldo De Tomasi Oscarenoteca ; il design dell’Arch. Giorgio Caporaso  di Lessmore con il suo eco design che unito alla  moda della stilista Cinzia Rocca, sempre attenta ai problemi dell’ambiente, ha creato  un allestimento personalizzato che unisce sostenibilità ambientale e bellezza, sono stati i protagonisti di questa  bella serata dedicata al Made in Italy.

Lo chef Giorgio Perin  .è uno chef dalle numerose esperienze e riconoscimenti nazionali ed internazionali. Oltre ad avere lavorato presso numerosi ristoranti italiani di prestigio ha ricevuto numerosi premi in occasione di alcuni concorsi internazionali per la sua creatività e la maestria in cucina. Giorgio ha la caratteristica di mettere in ogni piatto che crea tutta la sua esperienza e  la sua passione con risultati sorprendenti.

Associato di APCI, l’Associazione Professionale Cuochi Italiani, è lo  chef del Ristorante Mo.om Hotel e durante questa caratteristica serata ha espresso tutta la sua arte ed estro, in un  menù tipicamente autunnale al quale ha voluto dare un tocco “green” utilizzando le erbe di  Koppert Cress.

Koppert Cress e’ una azienda  olandese specializzata in micro ortaggi (piantine allo stadio giovanile, foglie, fiori, etc.) aventi ciascuno il proprio specifico effetto sui sensi e molto apprezzate nel mondo gastronomico.

Durante la serata lo chef Giorgio Perin ha voluto stupire tutti, offrendo al posto del classico sorbetto che “rimette a posto la bocca prima del dolce” un fiore di pepe di Sichuan.

Metterlo in bocca è stato uno choc: la sensazione è stata quella  di una forma lieve e temporanea di parastesia del cavo orale, una  sensazione quasi masochistica  che da alcuni può essere apprezzata in campo gastronomico diventando, come un  piacere da gustare e per altri può essere sgradevole.

A contatto con la lingua produce un pizzicore elettrico fitto ed intenso che anestetizza momentaneamente le mucose della bocca , e in particolare la lingua,   senza però provocare il bruciore tipico del peperoncino, e induce all’ipersalivazione che viene sfruttata da alcuni cuochi per stupire i clienti.

Quello che ho apprezzato è che, nonostante qualche molecola di questo fiore mi abbia addormentato la lingua, le altre hanno risvegliato  gli altri quattro  sensi e che il suo ruolo non si è esaurito  con la cena!

 

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