Straccetti di pollo con zucchine al profumo di timo

La salute si difende a tavola ed è stato provato, ad esempio, che delle differenze dietetiche, ritenute una volta di minima importanza, a lungo andare possono provocare effetti importanti sui processi vitali ed è bene ripetere che tali affermazioni sono basate su esperienze fatte in questi anni da moltissimi medici professionisti nel settore come il Prof .Di Fede dell’IMBIO

Si è visto quale differenza intercorra tra il concetto di alimentazione buona, intendendo per questa un tipo di dieta che risponda alle esigenze caloriche e nutritive del singolo indi­viduo, e alimentazione ottima, cioè compren­siva anche di alcune sostanze capaci di miglio­rare lo stato di salute e il rendimento del­l’uomo e anche di sviluppare alcune sue latenti possibilità, sia nel campo della salute sia della longevità e dell’attività professionale.

Ridotta per tutti la fatica fisica o più pre­cisamente muscolare, riduzione dovuta al mi­gliorato tenore di vita e all’automazione sem­pre più diffusa, rimane però la tensione ner­vosa, l’ansietà, la preoccupazione continua, classici fattori questi predisponenti a tutte le malattie cardiocircolatorie (atero e arterio­sclerosi, infarto cardiaco, ecc.).

È inutile d’altra parte che i medici o i familiari consiglino i soliti rimedi noti a tutti: un orario festivo di lavoro, una maggior per­manenza all’aria aperta, delle vacanze periodi­che da trascorrersi lontano dal solito ambien­te. Quando la routine quotidiana ha comincia­to a girare e ad assorbire tutto e tutti nel suo implacabile ingranaggio, è fatale che si dimen­tichino tutte queste precauzioni, pur sapendo a quali conseguenze estreme può portare un surmenage fisico ed intellettuale protratto per lungo tempo. Quali sono dunque i mezzi attua­bili e validi a combattere questo stato di cose?

È necessario anzitutto imporsi un siste­ma di vita che sia compatibile con le esigenze dell’attività professionale e possa nel medesi­mo tempo combatterne e neutralizzarne i de­leteri effetti.

Naturalmente, in questo sistema di vita, parte preponderante riveste il problema della nutrizione in quanto questa, come si è visto, costituisce l’indispensabile carburante neces­sario alla vita e alla funzionalità dell’organi­smo umano. Dimostrato che il dispendio ener­getico del lavoratore di mente è pressoché trascurabile, o meglio si avvicina al consumo calorico del classico fannullone, si può sta­bilire un primo punto: evitare cioè quegli ali­menti che più degli altri producono calore e cioè glicidi e grassi. Questo nel duplice intento di evitare: primo, l’accumulo di grasso che deriva da una dieta ipercalorica (e di conse­guenza tutti i malanni addentellati all’obe­sità); secondo, un surmenage dell’apparato di­gerente con conseguenze deleterie sia per il rendimento intellettuale sia per la salute e per la funzionalità di tutti gli organi preposti alla digestione.

Parte preponderante dovranno invece avere le proteine e tutti gli alimenti vegetali; le prime per sopperire alle esigenze naturali dell’organismo e per garantire efficienza, atti­vità e quel minimo di combattività sempre necessaria a chi si dibatte in questa giungla umana; i secondi per fornire tutti quei prin­cipi nutritivi e protettori (vitamine, sali mi­nerali, ecc.) non solo nella quantità indispen­sabile a una buona salute, bensì nella quantità ritenuta ideale per raggiungere quel grado « optimum » di forma che, come si è visto, è una delle conquiste della moderna dietetica.

Logicamente, sia pure in questo schema generale, molte possono essere le differenze quantitative e qualitative atte a stabilire la dieta perfetta per ognuno; differenze dipen­denti non solo da età, costituzione, sesso (dal momento che ora molte donne sono nostre va­lide e a volte temibili concorrenti), ma anche dalle particolarità fisiche e psichiche di ognuno.

Si può dire infatti che nella terapia e nella prevenzione delle manifestazioni del si­stema nervoso, tanto per fare un esempio, vi possono essere tante cure quanti sono i sin­tomi patologici classici di questi disturbi. Vi sono gli astenici, gli agitati, i sofferenti di dispepsie di gastrite e di ulcera gastrica, gli atonici; e ancora i sofferenti di eccessiva ma­grezza o di incipiente obesità. Quanti sono del resto i disturbi che al giorno d’oggi non sono imputabili a turbe del sistema neurovegeta­tivo?

Comunque, e questa è regola che vale per tutti indipendentemente da ogni differen­za di età, costituzione fisica, ecc., è possibile controbilanciare con un’alimentazione sana, semplice, regolata e soprattutto atossica tutto quanto non è possibile eliminare dalla nostra vita di lavoro; e cioè il continuo logorio e l’avvelenamento lento ma continuo dovuto al­l’affaticamento mentale, alle preoccupazioni, alle solite inevitabili arrabbiature.

In questo campo molto si può fare con l’alimentazione, tanto più che più o meno co­scientemente si è soliti aggravare queste in­tossicazioni inevitabili con rimedi che, forse validi al momento, si rilevano poi decisamen­te nocivi alla salute. È vero infatti che il caffè e l’alcool danno tono, che un pasto ben con­dito e drogato stimola l’appetito più di una semplice bistecca, che gli antinevralgici libe­rano da stanchezza e malore, che i sonniferi favoriscono il sonno e così via, ma l’uso di tutti questi rimedi sarebbero giustificati se la vita si esaurisse in 24-48 ore. Essi danno invece una sensazione momentanea di sollievo, ma minano nel medesimo tempo l’organismo e provocano a volte danni non reversibili nem­meno con cure mediche specifiche.

Sia ben inteso, non voglio affermare che con la dietetica sia possibile ovviare a tutto ciò; sarebbe troppo facile e troppo bello sia per i pazienti sia per i medici risolvere ogni problema con una semplice tabella. Ma, visto che nessuno può o vuole prendersi le vacanze necessarie o evitare di arrabbiarsi mil­le val te al giorno o sacrificare una sola ora di lavoro o anche di divertimento in favore di una sana camminata all’aria aperta, si cerchi almeno di mettere in pratica quello che la più giovane fra le specialità mediche può offrire; cioè il modo di conservare inalterato attraver­so la nutrizione lo stato di buona salute, di prevenire ogni manifestazione patologica ed infine di aumentare il rendimento fisico ed intellettuale del singolo individuo.

Ingredienti per 4 persone:

  • 400 g. di petto di pollo
  • 4 zucchine
  • farina di riso
  • 1/2 bicchiere di vino bianco
  • olio extravergine di oliva
  • timo
  • sale

Preparazione

Tagliate il petto di pollo a striscioline e infarinateli con poca farina di riso. Lavate, spuntate e tagliate a fettine le zucchine.

In una padella antiaderente rosolate gli straccetti di pollo.

In un’altra padella antiaderente capiente rosolate le zucchine a fiamma alta e a metà cottura unite gli straccetti

Mescolate, aggiungete il vino, il timo e aggiustate di sale. Portate a cottura per circa 10/15 minuti.

Servire caldissimi.

 

 

 

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