Spaghettoni di Gragnano con polpo e pesto di agrumi dello Chef Marco Rossi de “La Mugnaia” di Ivrea

Tempo di preparazione:

Abbiamo deciso di andare a cena a Ivrea dallo Chef Marco Francesco Rossi, classe 76, un uomo che prima di dedicarsi alla ristorazione studia pedagogia all’università (filosofia dell’educazione) e si occupa di fotografia (stampa in camera oscura ed insegnamento presso “Spazio Arte Giovani” per il comune di Ivrea).

Gestisce locali dall’età di 25 anni, lavorando sempre in cucina ed imparando il mestiere dai vari chef incontrati. Lunga esperienza alla Trattoria “El fornel” di Alice Sup, in Valchiusella, incentrata sulla cucina tradizionale piemontese e valchiusellese.
Nel 2006 effettua un breve ma importante stage presso il locale stellato “La Credenza” di San Maurizio C.se. Significativa esperienza anche con lo chef Giampaolo Rossi.
Nel 2011 collega le varie esperienze accumulate aprendo, dopo un anno di approfondita progettazione, il Ristorante la Mugnaia, assieme alla sommelier e compagna Elisa Campa.
Dal 2012 si occupa di formazione all’interno del progetto “Incontri deliziosi” che riscuote immediato successo.
Dal 2014 segue il progetto “Raccontare il cibo”, cercando un approccio personale al mondo del “food”, inserito nella contemporaneità ma con una visione “amichevolmente critica” delle mode gastronomiche.

Negli anni ha fatto un percorso in crescita e per lui raccontare il cibo  significa dare forma a qualcosa che sta immaginando, e dopo mille tentativi, si realizza

In realtà, più che dare una forma, in cucina si “rivela” qualcosa che è già presente.

Nella scultura (pensiamo a Rodin) il blocco di pietra non è un elemento da plasmare ma contiene già, al proprio interno, un’anima, che è solo da tirare fuori, togliendo, anziché aggiungendo informazioni.

Lo stesso vale per il cibo.

Raccontare il cibo / un invito al viaggio

Il nostro invito è di vivere (e far vivere) il cibo in prima persona, lontano dalle mode gastronomiche,ma immersi nelle materie prime.

Un cibo avvolto nel cellophane in un bancone refrigerato difficilmente ci dirà qualcosa delle mani di chi lo ha seminato, curato e raccolto.

Allo stesso modo un piatto è buono (oltre perché cucinato correttamente) perché le materie prime sono state coltivate, o allevate, con amore.

Il racconto deve diventare un link per chi legge. Dargli la curiosità di andare a conoscere in prima persona il cuoco, il vignaiolo o il produttore di formaggi, e guardarne le mani.

Ecco che allora un’erba spontanea o un ortaggio possono regalare più emozioni di una materia prima blasonata (e costosissima).

Insomma, il racconto è un invito al viaggio.

Abbiamo assaggiato piatti originali e gustosi.

Ristorante La Mugnaia, Ivrea

www.mugnaia.com
tel 012540530

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