Percorso sensoriale e olfattivo a Villa Crespi da Antonino Cannavacciuolo

Abbiamo festeggiato il mio compleanno e quella della dr.ssa Carassai in maniera stratosferica!!! Siamo andati da Antonino Cannavacciuolo

Sapori semplici, genuini, accostati con maestria e con una scelta impeccabile di materie prime. Non ci sono abbinamenti improbabili, impiattamenti surreali, solo buona, anzi ottima, cucina fatta di sapori semplici quasi a contrasto con l’ambiente, talmente elegante da lasciare senza fiato. Questa è la cucina senza uguali del Ristorante Villa Crespi.

Mangiare da lui è un’esperienza indimenticabile per gli occhi e soprattutto per la bocca; ma andiamo per ordine, perché ho avuto la fortuna di fare questa esperienza per la terza voglia e ve la voglio raccontare dall’inizio.

La Villa sembra uscita da un libro delle fiabe. Nonostante sia un palazzo maestoso con evidenti decori barocchi, caratteristiche che di solito mi fanno pensare a luoghi un po’ pacchiani, mi ha stupito perché, già dall’esterno, al primo colpo d’occhio, esprime eleganza e raffinatezza. L’arrivo a Villa Crespi difficilmente lascia indifferenti i visitatori ed è preludio a quello che si trova all’interno.

Sì perché, le sale interne mi hanno lasciato senza parole, l’eleganza e la sontuosità dell’architettura e degli arredi fanno girare la testa. Menomale che c’è lo staff subito pronto ad accogliere gli ospiti spaesati da cotanta bellezza. Appena ripresa dallo shock c’è voluto poco per sentirmi a mio agio e, una volta accomodata al tavolo, ero pronta per iniziare l’esperienza gastronomia.

È possibile scegliere tre diversi menù, pensati come dei veri e propri percorsi guidati del gusto, oppure i singoli piatti. Io sono sempre stata attirata dal connubio di sapori tra nord e sud e mi sembrava che il menù “dal Sud al Nord d’Italia”, per l’appunto, fosse quello in cui questo connubio fosse più evidente. E così è stato.

Un viaggio sensoriale, un’esperienza incredibile tra sapori, odori e colori. Ogni portata è stata una scoperta, persino il caffè, servito con una scelta di tre tipologie di zucchero di canna, ognuno dall’aroma diverso. Il trait d’union nel menù sono i guazzetti, le salse e le creme che Cannavacciulo inserisce qua e là nelle sue creazioni, quasi fossero la sua firma.

Indimenticabili per me saranno il suo tonno vitellato e le Tagliatelle di fagioli, crema all’aglio e bottarga di tonno. Tutte le portate sono accompagnate da cinque diversi tipi di pane, davvero ottimi, così come i finger food all’inizio, la selezione di formaggi e, alla fine, i piccoli dolci serviti prima del dessert, favolosi!

E poi, per concludere l’esperienza, c’è lui, sì proprio lui, Cannavaciuolo, che alla fine del servizio si fa il suo giretto nella sala per salutare i suoi ospiti, chiacchierare del più e del meno e non tirarsi indietro a chi gli chiede una foto. Un uomo dalla personalità travolgente, semplice, ironico e schietto, come la sua cucina.

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