Risotto con prosciutto cotto

Tempo di preparazione:

Chi soffre di intolleranza al nichel manifesta inizialmente problemi di salute con sintomi quali: nausea, diarrea, prurito, asma, foruncoli, malessere generale, stanchezza, mal di testa; che sono all’ordine del giorno. In genere sono in sovrappeso e continuano ad ingrassare senza un motivo, senza che nessun medico sia in grado di dare loro una spiegazione.Come si evince da questa sintomatologia sono sintomi molto generici e questo non aiuta il medico nel fare una diagnosi.

Fondamentale per una corretta diagnosi è l’anamnesi: il racconto fatto dalla persona interessata è fondamentale, così come è importante che segnali se comparsa dei sintomi è successiva all’ingestione di alimenti ad alto contenuto di nichel.

Fatta la diagnosi , che li lascia spesso perplessi, capita che si pongano delle domande tipo: “come mai non ci ho pensato prima?” e “perché i professionisti non conoscono ancora questa realtà clinica?
Il più delle volte, però si danno da soli la risposta: e cioè che delle allergie in generale, ma quella del nichel in particolare, pur essendo molto diffusa e in crescita esponenziale , se ne sa molto e se ne parla ancora troppo poco ma la cosa peggiore è che ancora non tutti i medici la sanno riconoscere. C’è molta ignoranza in materia e la strada da percorrere è ancora molto lunga…

Recentemente, ricercatori e studiosi del settore, hanno individuato una sindrome clinica che presenta una buona parte, se non tutti, i sintomi sopra elencati, dal nome abbastanza difficile è SNAS, acronimo che si traduce in Sistemyc Nichel Allergy Sindrome.
I soggetti colpiti da questa sindrome sono in genere soggetti allergici con storia di dermatite da contatto al nichel, ma non necessariamente, che compare dopo alcuni anni dalle manifestazioni dermatologiche

Esistono dei provvedimenti da adottare, se si è sensibili al nichel?

Il primo provvedimento da adottare, quando si è intolleranti al nichel, è quello di allontanare la causa dei sintomi, quindi via il nichel dall’alimentazione e via gli alimenti correlati ad alto contenuto di nichel.
La seconda cosa da fare, è farsi costruire, da esperti in nutrizione che abbiano una preparazione sulle allergie sulle intolleranze una dieta personalizzata.
In questa dieta nella prima fase si elimineranno gli alimenti che la inducono, nella seconda fase, si introdurranno di nuovo in modo corretto e bilanciato permettendo così il recupero dell’intolleranza e il ritorno ad una alimentazione che tenga conto delle esigenze personali.
Per cambiare la propria alimentazione e stile di vita non basterà, però, solo la forza di volontà…

Ci saranno mille disagi, mille difficoltà, situazioni di imbarazzo e di incomprensione da superare e la cosa migliore è trasformare questo “handicap” in una sorta di gioco e tutto sembrerà tutto più facile.
Tutto s’impara nella vita e ci si adatta a tutto, basta organizzarsi!
Basta fare dei promemoria e delle tabelle con gli alimenti concessi e quelli che non lo sono; al supermercato perdere un po’ di tempo a leggere le etichette degli ingredienti; scoprire nuovi sapori, nuovi alimenti fino a ieri sconosciuti come quìnoa, miglio, grano saraceno, castagne e amaran¬to,canapa e nuove bevande alternative al latte.
Organizzare un menù settimanale dove programmare cosa cucinare per pranzo e per cena renderà tutto più facile e sarà utile nel fare la spesa.La dieta a rotazione prevedere i giorni di dieta libera che permettono di soddisfare le proprie “voglie” rendendo così più sopportabile i giorni di dieta.Ci sono piatti che con pochi accorgimenti possono essere tranquillamente gustati.

Un esempio sono le lasagne: cambiando la besciamella, usando una lasagna di farina di riso e un ragù bianco verrà ottima comunque!
Quello da fare è prendere coscienza degli alimenti che si possono o meno mangiare e sostituire quello che crea problemi con qualcosa di simile. Raccogliere in un libricino le ricette dei piatti preparate cercare su Internet, le ricette senza senza, parlare della propria intolleranza con amici e familiari sono piccoli accorgimenti che aiutano a superare le difficoltà che si incontrano.

Prima di apprezzare gli sforzi fatti e abituarsi alla nuova alimentazione ci verrà del tempo, ma proverete una enorme soddisfazione nel vedere i risultati della bilancia, e nel notare un miglioramento della qualità della vostra vita.Dove si trova il nichel e quale è il fabbisogno giornaliero di questo metallo?

Il nichel è un metallo molto diffuso in natura ed è presente in quasi tutte le cose che si toccano dalle monetine al cibo agli utensili alle tubature dell’acqua…. Negli alimenti il nichel è presente in concentrazioni diverse, ci sono alimenti ad alto contenuto di nichel tra cui : il pomodoro, il cacao in polvere, il cioccolato la frutta secca in genere, i crostacei, i kiwi, pere, prugne, uva e uva passa, soia , i legumi ecc…

E ci sono alimenti cibi a basso contenuto nichel tra cui la carne, alcuni tipi di pesce latte e derivati ecc…
Non si hanno indicazioni in merito al fabbisogno giornaliero di nichel. Per cuocere i cibi sono indicate le pentole di ghisa, di alluminio anodizzato oppure di acciaio inox garantito senza nichel (18/c), quelle di terracotta e quelle in vetro temperato. L’ultima novità nel mondo degli antiaderenti è costituita dai rivestimenti antiaderenti a base di PTFE che non contengono Nichel, metalli pesanti e PFOA.

Capita spesso di avere qualcosa da smaltire in frigo e le cose che ne vengono fuori sono inaspettate e molto buone. Capita spesso di comprare del prosciutto cotto che poi non viene consumato del tutto. Dispiace doverlo buttare, il cibo non si deve mai buttare, e allora ricicliamo quello che abbiamo in frigo. Questo risotto nasce così. Da un po’ di prosciutto cotto rimasto in frigo. Se il prosciutto è senza glutine e lattosio possono mangiarlo tranquillamente i celiaci e gli intolleranti al glutine.

Ingredienti per 4 persone:

  • 320 g di riso carnaroli Riserva San Massimo
  • 150 g di prosciutto cotto senza glutine e lattosio
  • 30 gr. di parmigiano 36 mesi grattugiato
  • olio evo q.b
  • brodo vegetale q.b.
  • sale q.b.

PREPARAZIONE:

Fate tostare il riso in una casseruola e portatelo a cottura aggiungendo il brodo un po’ alla volta. Ci vorranno circa 14 minuti. Dopo 10 minuti aggiungete il prosciutto cotto tagliato a dadini piccoli e terminare la cottura del risotto. Regolare di sale, se necessario, dopo aver assaggiato.

Spegnerte la fiamma, mantecate con  l’olio e il parmigiano grattugiato, mescolando velocemente e fate riposare un paio di minuti e servire.

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